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Farfalla+fiore

December 2018

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[ER] - Commiato

Titolo: Commiato
Fandom: ER Medici in prima linea
Coppia: Luka Kovac/Abby Lockhart
Prompt: 049: Fiori@ fanfic100_ita 
Rating: Verde
Set In Time: Diciamo post stagione 15, il 2010 è un anno che può andare bene. Nessun riferimento particolare agli accadimenti delle ultime stagioni, però il papà di Luka è ancora vivo.
Disclaimer: Luka, Abby e Joe non mi appartengono, e non ci guadagno nulla.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html

 

Petali. Ovunque.

È il vento, le aveva detto il vecchio all'ingresso, sottolineando le parole con quel suo accento marcato. Il vento che sembrava non calmarsi mai, secoli a sferzare quelle coste frastagliate e stanche. Il vento.

E dappertutto, petali.

Avevano optato per il marmo grigio chiaro, una cosa ben fatta, elegante e semplice. Così come era stato lui. Le lettere scolpite a caratteri sottili, leggermente arrotondate alle estremità, erano il perfetto compimento di quella scultura eterna.

Il luogo, la Croazia, era stata la sua ultima scelta.

Tutt'intorno, il vento, impregnato dell'odore del mare, di lozione solare e di monumenti antichi. E petali, a terra, a delimitare, simili ad un tappeto colorato, il territorio.

LUKA KOVAC.

Lettere scolpite nel suo cuore.

FIGLIO AMATO - PADRE E MARITO ADORATO.

"Morire, dormire... Dormire! Sognare, forse."*

Abby sospira piano, stringendo inconsapevolmente la mano piccola e delicata del bambino che le è accanto. Gli occhi di Joe, così drammaticamente somiglianti a quelli di suo padre, sono quasi impossibili da guardare. Era convinta che mai nella vita avrebbe ritrovato qualcuno con quello stesso sguardo e, invece, eccoli lì, nel viso infantile e un po' arrossato dal sole del loro bambino. Il più bel regalo che Luka potesse farle.

Sente le lacrime bagnarle il viso. Quello è l'unico posto in cui si concede di piangere apertamente, lì, davanti al segno tangibile che lui è vissuto. Ironia, pensa tra sé e sé, il segno tangibile della sua vita è la sua tomba.

"Mamma..."

Si volta piano, inclinando la testa, spostando lo sguardo verso il basso. Joe la sta fissando.

"Cosa c'è, dragi?", gli si rivolge, quasi senza accorgersene, col nomignolo croato che usava Luka.

"Troppo stretto!"

Lei gli lascia la mano e si china. E' all'altezza del bambino, ora. E' così bello, al punto da voler maledire Luka che l'ha aiutata a crearlo, ma che non ce l'ha fatta a godersi fino in fondo la sua indiscutibile perfezione.

"Scusami"

"Perchè piangi, mamma?"

E come glielo spiega? Non è solo il fatto che il suo tata non c'è più, è l'insieme delle cose che significa. Il fatto che, in fondo, lui ha rotto la promessa che le aveva fatto; il fatto che non riesce a dormire senza il suo leggero russare contro la spalla; il fatto che iniziare la giornata senza la sua voce assonnata che la sveglia non è inziare la giornata. Questo. Ma anche tanto altro. Joe può capire che il suo papà non gli leggerà più le favole, che non giocherà più a pallone con lui, che non lo aiuterà più a vestirsi; ma, seppur grave, non è un problema del tutto insuperabile: c'è pur sempre la mamma con lui. Che lo ama come lo amava il papà. Così ingenuo, Joe, da non capire cosa significhi per il mondo l'improvvisa assenza di Luka. Forse Abby è però solo un po' egoista. Luka non era certo così indispensabile per il mondo, lo era per lei. Tutte le sue ultime scelte - innamorarsi, lasciarsi amare, avere Joe, convivere, sposarsi, fidarsi, essere felice - le aveva fatte grazie a lui. Si fidava di lui. E lui le aveva promesso che ci sarebbe stato. Fino a quel giorno.

*** "Abby..."

"No, Luka, ti prego..."

"Abby, ascoltami... ti amo"

"Non voglio sentirti"

"Ascoltami, invece... non c'è tempo... non ho più tempo"

"Possiamo provare con l'altro farmaco"

"No... sono solo palliativi, ormai... Abby... lasciami andare"

"Non posso"

"Abby..."

"Non voglio"

"Per... piacere..."

"Luka..."

"Promettimi che... che sarai felice. Promettimi che Joe sarà felice"

"Io non... non ho la forza"

"Sì che ce l'hai"

"Io ti amo, Luka"

"Lo so... grazie..."

"Non andartene, non andartene..." ***

"Mamma...? Il nonno dice che il papà continua a guardarci dal cielo, che adesso è diventato un angelo. Che ci vuole ancora tanto bene"

Lei accenna un sorriso, un po' sorpresa dalla sensibilità di Joe. Però, indubbiamente, ha ragione: Luka era un angelo già sulla terra, quindi ora lo è ancora di più.

"Non devi essere triste per lui, mammina"

Lei gli accarezza una guancia e lo stringe a sé. Il suo cucciolo.

Si asciuga le lacrime: "No... non sono triste per papà, ma per i fiori. Vedi? Il vento ha strappato via tutti i petali. E adesso se ne stanno lì come svestiti, al freddo. Anche quelli che hanno portato per il papà... e adesso lui è rimasto senza"

Joe sembra riflettere, assorto. La stessa espressione che aveva Luka davanti ad un caso complicato. Il cuore di Abby manca un battito. Poi, il visino del piccolo si illumina: "Ma, mamma! Io ce li ho, i fiori per il papà!" Joe inizia a sventolare allegro il mazzetto di margherite che si era quasi dimenticato di reggere. Un cuore rosso, colorato in maniera un po' irregolare e disattenta, campeggia sul bigliettino agganciato alla carta usata per confenzionare i fiori.

"Hai ragione, dragi. Come abbiamo fatto a dimenticarcene? Dai, diamoli a papà"

Delicatamente, Joe appoggia il mazzo sulla tomba, giusto sotto la foto sorridente di Luka. Ed improvvisamente il vento smette di soffiare. Abby sorride e manda un bacio all'uomo che ha amato con tutta se stessa. Poi, prende ancora la mano di Joe: "Adesso andiamo. Saluta il papà"

Lui accenna un saluto senza smettere di sorridere. Alla fine alza lo sguardo sulla madre: "Andiamo a prendere una cioccolata?"

Abby scrolla le spalle. Con la mano libera scompiglia i capelli del figlio: "Certo. Ti porto dove andavo sempre con papà, va bene?", e, senza aspettare la risposta del bambino, si allontana insieme a lui.

 

* W. Shakespeare, Amleto 



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È la fiction numero 50! Sono a metà, gioite con me!! Naturalmente, la 50 non poteva che essere ricolma di angst...

Comments

Ma auguri per la metà della tabella!

Non è poi così angst, è bella e commovente ed è un bell'addio per un bel personaggio.
E poi c'è il non trascurabile dettaglio cghe tu sia riuscita asd uccidere Luka per l'ennesima volta! complimenti vivissimi!
Grazie! Hai sempre parole che mi rendono felice...
Mi sento di ripetere, dopo che tu mi hai fatto notare che ho ucciso - di nuovo - Luka, che lui è e rimarrà il mio personaggio preferito.
(pss... pss... segretino: questa shot piace anche a me. E non perché Luka è morte)
No comment...Non ho parole...Ma perchè? Perchè hai dovuto farlo di nuovo morire? Per farmi soffrire?Uffah!!!
Io non lo faccio per farti soffrire, non sono così meschina da progettare storie con l'inteno di fare del male. Questa piccola storia si è scritta da sola, a partire dalla prima frase e le sono affezionata (e non a causa della morte di Luka, che - credimi - non mi riempie di gioia), perché mi ha fatto soffrire scriverla, ma mi ha anche dato soddisfazione (a livello di scrittura, eh)
Comunque grazie per aver commentato. Mi preoccupo sempre un po' quando sparisci nel nulla...
Quando sparisco nel nulla è solo perchè sono sommersa dalle innumerevoli cose da fare per i figli (Tipo uscire 3 volte al giorno per andarli a prendere a scuola e riportarli in caso di rientro,dentista feste dagli amici ecc...).
Detto questo...Lo so che non lo fai apposta a farmi soffrire...ci mancherebbe.Devo dire che questa storia mi ha fatto male la decima parte di quella in cui lo facevi morire ormai non più un giovincello...forse perchè qui si capisce fin dall'inizio che è morto...l'altra volta è stata un po' più una doccia fredda.
Al di là del contenuto lo sai che sono sempre sincera ( a scapito di perdere un amico/a) e, devo dirti che non mi è piaciuta molto questa storia...ma non so perchè...Forse perchè non sento la sofferenza ( che pure so essere enorme) di Abby e poi Joe quanti anni ha 2-3 ? non si chiede perchè il papà non c'è più??? I bimbi piccoli non capiscono il concetto di morte ma, se qualcuno che li ama non c'è più, se ne chiedono la ragione..
Continua a scrivere...mi piace leggerti.
Tranquilla, apprezzo chi è sincero. Obiettivamente non mi sono molto fermata sulle eventuali domande di Joe, perché ho immaginato che questa non sia la prima visita alla tomba, che sia già passato un po' di tempo e che Joe stia già scendendo a patti con quanto accaduto.
Mi spiace che non ti sia piaciuta, spero di accontentarti in futuro...
Si...le tue spiegazioni sono verosimili...Forse non è la prima volta che visitano la tomba e,forse Joe, con la sensibilità che spesso i bimbi dimostrano, cerca di rendere meno triste la sua mamma.
Alla prossima.