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Farfalla+fiore

July 2017

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[ER] - Non un paziente ordinario

Titolo: Non un paziente ordinario
Fandom: ER Medici in prima linea
Claim: Luka Kovac, Abby Lockhart
Prompt: 016: Porpora@ fanfic100_ita 
Rating: Giallo. Piccolo riferimento ad un tema delicato.
Set In Time: Episodio 08x16: A Simple Twist Of Fate
Note: Lo sapete: il corsivetto sono i pensieri.
Disclaimer: I personaggi utilizzati non mi appartengono, ma sono di tutti coloro che li hanno creai. Non ci guadagno assolutamente nulla.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html

 

Lascia scorerre piano le sue dita lungo la tumefazione, cercando di non farle male. Non può farle male; non deve fargliene. Ci ha già pensato qualcun altro, e la cosa lo fa ribollire di rabbia.

"Potrei avere un camice?"

La sua voce, un po' tremante, sicuramente spaventata, gli arriva distante. Pensa a lei come una qualunque paziente. Non è difficile. Prendi le distanze. E' solo un insieme di sintomi, nulla di più. Un naso fratturato, uno zigomo gonfio, gli occhi cerchati, un labbro spaccato. Sintomi che non appartengono a nessuno che conosci.

Fosse facile. Si allontana, dandole l'intimità di cui ha bisogno, mentre Chuny e Susan la aiutano ad infilarsi il camice, lasciando cadere a terra la vestaglietta di seta che indossava quando è arrivata. La conosce quella vestaglia scura. Deve avergliela anche sfilata in più di un'occasione. Ricorda che gli piaceva il modo in cui lei l'allacciava, un po' larga, morbida intorno al corpo, perché le scivolava sempre giù, lungo una delle spalle, e lui poteva apprezzare la sua scollatura.

"Pensi di essere stata violentata?"

E in quel preciso istante il suo cuore smette di battere. Non aveva minimamente pensato ad un'eventualità del genere, già era intollerabile l'idea che qualcuno avesse potuto picchiarla, ma il resto...

Non vuole pensarci, perché non è sicuramente successo. Anche lei sembra esserne certa, suvvia, era svenuta, non in coma. Lui si volta a guardarla di nuovo, non può farne a meno, con l'angoscia che lo divora. Si trova davanti il suo viso, di solito tanto bello e dolce, marchiato da quei profondi segni porpora che la fanno sembrare tanto indifesa e spaventata. Lei, che di solito sembra sempre così forte.

Vorrebbe avvicinarsi e stringerla, sussussarle dolcemente che andrà tutto bene, perché andrà tutto bene, perché deve andare tutto bene. Perché non è stata violentata, perché non può essere successo.

Perché lei è Abby.

E deve stare bene. E deve essere felice.

E non importa quello che è successo tra di loro, non importa se non stanno più insieme, se avranno altre storie, lei sarà sempre la sua Abby in un modo difficile da descrivere e da capire. Ma in un modo reale ed immutabile.

La sua Abby; la stessa che giusto un giorno prima si dichiarava felice che lui fosse ritornato dalla Bosnia, la stessa donna che cercava di consolare Joyce, la stessa persona seduta sofferente su quel lettino, con gli occhi terrorizzati e quei brutti segni rossi violacei a deturparle il viso.

Non è stata violentata. E' impossibile. Altrimenti quel Brian avrà molto da perdere.

 


Comments

Ed ecco che torna prepotentemente l'angst!
C'è qualcosa di inquietante in questa situazione, nel dover fingere che lei non sia lei, nell'essere impotente di fronte al suo dolore. Si sente la rabbia e il dolore di Luka. Intensa, molto.
E complimenti per come hai sfruttato il prompt porpora! XD
Ti dico solo che l'altro giorno una mia collega mi ha chiesto: "Come ti senti?", e io: "Mi sento angst".
Grazie per i complimenti, anche se, voglio essere onesta, il prompt "porpora" fa parte di quelli che si sono scritti contro la mia volontà. Era un altro il poropora che avevo in mente.