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Farfalla+fiore

July 2017

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destini

[ER] - Destini Incrociati - Capitolo 38: County Cook Hospital, Chicago


Oggi il "mio" tecnico ha rivolto a me e alla mia collega il seguente complimento:
"Voi due come livello di bellezza fisica siete all'altezza delle fughe delle piastrelle del pavimento"
Che galante, eh?

Andiamo a Destini, va'. Allora, Ivan è un mio personaggio originale, Ve lo cito, anche se viene appena accennato, perché, da sempre, in tutte le mie storie, Ivan è il migliore amico di Luka. Mi piace pensare che sia un Serbo un po' pazzo che vuole a Luka un mare di bene.
Poi, il capitolo tratta temi "politici". Non è mia intenzione offendere etnia alcuna. Be warned.
Ogni inaccuratezza storica/ideologica è mia.
Ricordo che le parti tra asterischi sono da intendersi in serbo-croato. 

COUNTY COOK HOSPITAL, CHICAGO

“Be a hero, be a star

anything but what you are.

You deserve to be loved”

To be loved, Curtis Stigers

 

 

Luka era seduto in salottino a bersi un caffè. Ancora due ore e poi se ne sarebbe andato a casa. Nel pomeriggio aveva un sacco di impegni: doveva andare dal sarto con Carter per il suo vestito, fare la spesa (se voleva mangiare) e telefonare ad Abby per sistemare gli ultimi dettagli della tesi. Ah sì, ci stava anche una scappata in “Jugoslavia”. Luka sorrise tra sé e sé. Jugoslavia. Chissà come ci è venuto in mente di chiamare il centro così. Forse perché lì dentro non facciamo distinzioni etniche. Certo, se nei Balcani scoprissero che c’è ancora una Jugoslavia in giro…

Arrivò Carter con la solita espressione sospesa tra il beato e il terrorizzato. “Ah eccoti. Ti ricordi l’appuntamento dal sarto?”

“John, respira, certo che mi ricordo”

“Forse avevi ragione quando hai detto che il matrimonio era troppo vicino. Sono sommerso di cose da fare!”

“Ma no, vedrai che ce la farai. Vuoi un caffè? L’ho appena fatto”

“Prepari anche il caffè, adesso? Comunque, no grazie. Sono già abbastanza nervoso”

“Avete scelto le partecipazioni? E le bomboniere?”

“Le partecipazioni le abbiamo spedite stamattina e le bomboniere le ordiniamo domani. Anche il fiorista è stato avvisato”

“Allora hai quasi finito! Stai tranquillo! E poi, anche se tutto non viene esattamente perfetto non è un problema. Mi ricordo che quando mi sono sposato Ivan aveva dimenticato le fedi a casa e ha fatto una corsa a prenderle dieci minuti prima dell’inizio della cerimonia”

Carter si sentì rivoltare lo stomaco. “Oddio”

“Ma Danijela non lo ha mai scoperto! E poi, dai, io non sono come Ivan”

“Luka, io non lo conosco”

“Va bene. Allora: è avvocato penalista, Serbo, per di più…”

“Hai ragione. Mai fidarsi degli avvocati!”

Scoppiarono a ridere allegramente. Ormai Luka parlava senza problemi del suo passato e la cosa era stata notata. Tutti ne erano stati contenti: Luka sembrava più reale e avvicinabile.

In quel momento la testa di Abby fece capolino dalla porta: “Bello che c’è chi ha tempo per divertirsi. Luka, tu che sei poliglotta, vieni a sentire se riesci a capire questo paziente”

“Eccomi!”

Il paziente in questione era stato portato in Emergenza Due. Giaceva sul lettino ad occhi chiusi, mentre Kerry, Haleh e Connie iniziavano i primi esami.

“Ma non è cosciente”

“Oh sì, è svenuto un paio di minuti fa. Comunque puoi restare qui per quando si sveglia? Magari puoi aiutarci a capire da dove viene, ok?”

“Ok. Ma come è arrivato qui?”

“E’ entrato barcollando e mormorando qualcosa in una lingua straniera. Era solo e non sappiamo cosa gli è successo”, intanto Haleh gli aveva tolto la camicia. Luka osservava distrattamente quando il suo sguardo venne attratto da un tatuaggio sul bicipite destro dell’uomo. Impallidì di colpo e si allontanò dal lettino; Kerry notò subito il suo movimento.

“Luka, cosa c’è? Lo conosci?”

Senza togliere gli occhi dal tatuaggio Luka rispose: “Quel tatuaggio. È il simbolo delle Tigri Bianche di Arkan”

Nessuno nella stanza aveva capito il riferimento. La spiegazione di Luka si prolungò: “è un Serbo, un četniko, per essere precisi. È uno di quelli che ha compiuto i crimini più efferati in Croazia”

Kerry fissò Luka. Il significato delle sue parole aveva raggiunto la sua mente: “Ne sei sicuro?”

“Certo. Ma non me ne andrò. Ha bisogno di un interprete”

Passarono altri minuti. La stanza era silenziosa. Kerry aveva trovato un’emorragia interna a livello dell’addome e stava aspettando il consulto chirurgico. Ad un certo punto l’uomo si svegliò. Luka lesse la confusione nel suo sguardo e si avvicinò a lui, tentando di restare calmo: * “Stia tranquillo. Si trova in ospedale. Si ricorda cos’è successo?” *

L’uomo annuì: * “Un incidente… ho sbandato con la macchina… e poi…” *. Chiuse gli occhi.

Luka ripeté a Kerry e poi disse al paziente che stavano aspettando il chirurgo. Aveva un tono basso, cercava di assumere un atteggiamento confortante, ma era fin troppo cosciente del fatto che avesse paura.

L’uomo lo fissò: * “Lei è croato?” *

Luka non poteva negare: “Da”

Alla sua risposta l’altro scattò con forza inaspettata e tentò di raggiungere Luka che, istintivamente, si era già allontanato. Kerry lo tenne giù: “Buono! Stia fermo!”. Il Serbo, intanto, stava gridando verso Luka. Non appena questi uscì dalla porta, il malato si calmò.

Arrivò Elizabeth e Kerry raggiunse Luka. “Tutto bene?”

“Direi di no”

“Ti va di parlarne?”

“Non ancora. È ridicolo. Il mio passato mi segue persino in America”, scosse la testa, “non finirà mai”

“Vuoi andare a casa?”

“No, mi passerà. E poi io sono più forte di lui, giusto?”. Il suo sguardo cercava conferme.

“Hai ragione. E sei anche migliore. Non solo di lui, ma di un sacco di persone”. Kerry gli sorrise e lo lasciò solo. Luka sospirò e si concentrò: a volte era davvero difficile comportarsi da uomo.

Comments

L'amico di Luka è Ivan,un serbo...Il caso vuole che anche il mio prof si chiami Ivan e sia serbo...
Detto questo...non ho molto da dire...Il racconto è stato soft per il modo in cui è narrato ma, forte per il contenuto...Non so se attualmente ci sia ancora questa ostilità tra serbi e croati...Anzi..Ivan alcuni giorni fa diceva che i Croati stavano cercando di convincere i serbi ad andare in vacanza in Croazia perchè c'è crisi nel turismo e, non credo vorrebbero a casa loro qualcuno che considerano nemico...
Brava come sempre per come sai far intuire i sentimenti di Luka...
Per quando è fissata la data del matrimonio di Carter?
Ivan, amico di Luka - Ivan, tuo insegnante è un caso. Stavolta lo è davvero. Anche se è incredibile.
Anch'io credo che tra serbi e croati ormai non ci siano più ostilità, infatti mi auguro di non aver offeso nessuno. Questo è un cetniko, è "naturalmente" portato alla diffidenza.
Grazie per essere passata.
Dimenticavo: il matrimonio è fissato per il 10 di luglio.
A dire il vero pensavo che avessi preso il nome Ivan dal personaggio interpretato da Goran in Duga Mracna noc (anche se lì è un croato come nella realtà) però è davvero un caso curioso che il mio prof (ho appena finito una chiaccherata con lui ed abbiamo parlato anche della guerra) si chiami Ivan come il tuo personaggio e che siano entrambi serbi.
Non preoccuparti, non c'era proprio niente di offensivo a mio giudizio in ciò che hai scritto...
Grazie. No, Duga non c'entra. Ivan è nato prima. Però è strano...
Beh...Ivan è un nome comune in Serbia anche se è comunque una strana coincidenza che l'amico di Luka (il mio amore)si chiami come il mio prof ma, trovo ancora più strano che tu abbia scelto questo nome ancora prima che conoscessi l'Iva interpretato da Goran.
OT Sto leggendo un libro a fumetti sulla storia della Jugoslavia e tra cetnici,ustascia e partigiani non ci capisco più niente...Erano tutti Jugoslavi perchè ammazzarsi tra di loro?!?La gente è un mistero!!!
Per la serie "la sfiga di Luka attraversa gli oceani" ecco a voi questo momento topico!
A parte gli scherzi hai narrato più che bene questo episodio di "violenza" moderando i toni e sospendendo il giudizio (a mio avviso). Si sente il risentimento di Luka ma non quello del narratore ed è una cosa difficile da ottenere secondo il mio parere.
***
Ti ricordo che ti invidio quasi fino all'odio per i tuoi 71... *si intristisce davanti alla tastiera*
La sfiga di Luka è ciò che fa girare il mondo.
Grazie per i complimenti, ho sempre paura di andare oltre.