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Farfalla+fiore

July 2017

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hostage

[ER] Hostage - Chapter 3: Luka

Buona domenica!
Back to Luka again...

 

 

 

LUKA


“Sit there and stay silent. I don’t want to hear a single word coming from your mouth, ok?”

There’s an old wood chair in the middle of the room. Luka thinks it’s a kinda creepy and known image; something he must have seen in a movie or must have read in a book. He walks slowly, the gun still pointed against his back. His neck is hurting a little, he can feel his muscles stiffen and tired.

He sits, not knowing what else to do. Ames turns around him and the gun shines when it’s hit by a ray of light. Luka blinks. He hates weapons. Every kind and type.

Ames’s handcuffing him. His action makes Luka grimace a little. The handcuffs are too little for his wrists: Luka can barely feel his fingers.

“You’re hurting, aren’t you? I know, it’s not good losing the sensation in your own hands. Don’t worry, you’ll learn to survive without using your hands”

Luka looks up, his sight searching Ames’s eyes: “I’m a doctor”

Ames bends quickly in front of Luka. Their face are almost touching. Luka notices Ames’s pupils are expanded. Too expanded. “Shut up! I can’t stand your voice! Don’t you want to survive?”

Luka sighs. In any case, he isn’t too optimistic about his future. He goes on: “What did you take?”

Ames’s eyes darts at him. He’s furious, he clearly doesn’t like that Luka isn’t following his orders. He takes the gun again and points it against Luka’s temple. Luka feels cold sweat running down his spine, but he succeeds in staying calm. He doesn’t even flinch. “None of your business!  Shut the Hell up!”

Luka feels the cold metal against his skin. He can’t believe this is happening again. He’s tired. How is it possible he always ends up in these dangerous situations? The absurdity of the reversing events of his life makes him chuckle a little.

“What? Are you laughing? Do you think this is funny ?”

“In a sense. You know, you seem to know me pretty well, but trust me: You can know something, but you’re really far from knowing everything about me and my life”

“I don’t think so. I’ve made some researches about you and your past. I know about your dead children…”

Luka closes his eyes briefly. He can’t give up now. He opens them again: “Ok, but what do you know about Croatia? And Vukovar? And Bosnia? And Congo? And Abby and me? What do you know about the two of us?”

Ames jumps forward very quickly and uses the butt of the gun to hit Luka.

Luka feels a bruise above his  right eyebrow. His blood is warm against his skin.

Ames goes away from him, almost startled, as if he didn’t mean to hurt him. He gives his back to Luka.

“Seen? You know something about me. But you know what? The things which happened to me are not who I am. They’re part of me, but I’m something more. I’m much more than that”

He stops there. He licks his lips nervously, tasting sweat and blood. Its metallic taste makes his stomach lurch a little. Ames is now looking at him, his eyes wide and almost scared. He sits down, few meters away from Luka. He puts carefully the gun aside him. Silence fills the room. Luka’s feeling uneasy.

“What are we doing now?”

“We’ll wait”

“For?”

“I don’t know. But we’ll wait”

Luka closes his eyes again. He needs to get a permanent contact with Ames or he won’t pull through.

 
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Comments

Il Croato!! *me esulta per l'appariozione del Croato!* *me si da della scema, il Croato sta per morire, e me esulta?*
Allora che dire? Cercherò di essere concisa ed essenziale.
Io picchio Ames, io entro nella tua storia, quindi vedi di modificarla aggiungendomi come personaggio, e lo gonfio! Insomma, che non fosse a posto c'ero arrivata *cipollino esaltato*, che desse la colpa al Croato (ormai è questo il nome di Luka^^) si era capito, ma ora? Aspetti? Cosa diavolo aspetti?! Ah, giusto, me che lo uccido, ha anche un senso...
Finalmente qualcuno che si ricorda che il Croato aveva dei figli! E che cavolo! Non sono sola allora! Tutti tendono a dimenticare il fatto che ha superato un guerra o qualcosa del genere, ma io no! Eh eh eh...
Ritornando al capitolo, quando ho letto che sghignazzava mi è venuto da pensare: "Oddio! E' troppo dal Croato fare questi ragionamenti contorti e riderci sopra, ora lo uccide -.-' " E invece no... certo se lo uccideva finiva la storia, che scema -.-
Ma è così facile rintracciare delle informazioni?! Che privacy negli States, mamma mia!
Se nei capitoli precedenti mi lasciavi sull'orlo di una crisi isterica, questo mi ha lascito, come dire... er... quindi? Aspettano... cosa? Ovviamente non lasciarmi mai con delle certezze, no, lasciamo che il mio nuovo criceto (quello di prima era morto... poor!)debba lavorare il triplo per far andare il mio piccolo neurone! E adesso, eccomi qua a scervellarmi per immaginare come continua... <-- sottile riferimento ad un 'aggiorna presto', volevo staccarmi dallo stile 'fyccyna'... sono stata brava? XD
p.s. scusa per l'ennesimo poema, ma praticamente scrivo tutto quello che mi passa per la testa, quindi spero vivamente di aver commentato qualcosa del capitolo... -.-
Non potrò mai dimenticarmi che Luka (il Croato per te) ha avuto due figli morti in guerra. Ti dirò, ci ho pure scritto un'intera storia sopra. E poi, mi piace nei momenti di gioia di Luka (e per ovvi motivi non mi riferisco a Hostage) rovinargli la giornata col ricordo dei bambini che ha visto morire (e sostengo di amarlo...)
Per quanto riguarda l'aspettare di Ames c'è una piccola storiella dietro. E' una specie di omaggio a "No Man's Land" di Tanovic. Durante il film, un Serbo e un Bosniaco si ritrovano in una trincea abbandonata e si alternano nel dire: "Cosa facciamo?" "Aspettiamo" "Perchè?" "Perchè io ho il fucile e tu no" ( osimile, sono un po' fusa a quest'ora). O, se preferisci, puoi pensare a "Waiting for Godot" di Beckett. Ma probabilmente mi sto dilungando in un discorso inutile e noioso.
Tutto questo solo per ringraziarti per le tue parole (sono o no contorta come Luka?)
Mi sembra giusto, aspettiamo qualcosa che non sappiamo. Coerente. stai cercando di armi impazzire? No, perché ci stai riuscendo. Come può Ames essere così lucidamente folle? Sono felice che tu abbia fatto ricordare all'ultraterreno Luka l'esperienza di Vukovar, era la cosa logica da fare (peccato che gli sceneggiatori abbiano perso l'occasione)Adesso una cosa che non centra nulla: quando Luka sogghigna io ho pensato a me quando Gambaro mi ha chiesto il metodo di Stas-Otto. Uguale, stessa situazione proprio. Ad ogni modo ti rinnovo i miei complimenti.
Il fatto che tu pensi a te stessa e a Gambaro mi preoccupa assai. Cioè... mi paragoni Ames a Gambaro? E poi mi dici che Ames ti è piaciuto? Sku, sono seriamente in allarme.
E comunque, ricorda sempre Luka: "Tutto accade per una ragione". Perciò, ti sembra molto strano che io abbia postato questo capitolo (col ghigno di Luka e quant'altro) a così poca distanza dal tuo esame, non sapendo cosa tu avessi provato di fronte al tuo prof? It's a bit scary, isn't it?
E... Ah, ultraterreno...
*sospira con le lacrime agli occhi*
Grazie ancora. E' bello sapere che ciò che scrivo non è totale spazzatura.