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Farfalla+fiore

December 2018

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destini

[ER] Destini Incrociati - Capitolo 2: Carter

There I am, I'm back again.
Piccola nota divertente: guardate il titolo della canzone introduttiva al capitolo. Sostituendo una lettera, cosa ottengo? Sono quasi sconvolta...
Buona lettura.
Ah, dimenticavo: le frasi in corsivetto sono i pensieri dei personaggi.

 

 

 

         CARTER

         “Oh Bongo Bongo Bongo, stare bene solo al Congo non mi muovono, no!”

Bongo, Bongo, Bongo, R. Arbore

 

Aveva così caldo da trovare fastidiosa anche la semplice azione di respirare. L’afa era insopportabile mentre si aggirava tra i letti del fatiscente ospedale di Kisangani. Ogni paziente lottava disperatamente contro il male che lo affliggeva e non mollava mai. La Morte doveva lottare duramente per riuscire a prendersi una di quelle vite.

Il Dr John Carter pensò a Chicago. Raramente vi aveva visto quella caparbia ostinazione. Là era tutto dovuto, tutto semplice; facile adagiarsi sugli allori. In Congo, ogni cosa, anche la più piccola - un sorriso, una carezza - era una dura conquista che veniva goduta con gioia vera. Aveva capito che c’erano le condizioni ambientali estreme a fonte di quella resistenza. L’aveva visto anche con Luka. Non credeva fosse ancora vivo quando lo aveva trovato raggomitolato su quel pavimento lurido. Lui, John, si sentiva mortalmente esausto solo per il viaggio fatto per cercarlo. Ma poi, aveva sentito un battito cardiaco, debole, ma segno che ancora c’era vita in quel corpo. Si immaginò la Croazia sotto le bombe e si disse che Kovač aveva preso lì quell’istinto di sopravvivenza così forte. Rivide anche il bacio che gli aveva dato e il “grazie” sussurratogli  tra i brividi della febbre. Chissà come stava?

Pensare a Chicago gli fece venire in mente anche Abby. Era stato un codardo a lasciarla così. Ma ormai era fatta. Non era pentito. Loro due si stavano trascinando nei giorni senza un senso. Il più grosso errore della Storia. E pensare che l’avrebbe anche sposata. Adesso si sentiva immensamente sollevato.

In più, in Congo stava bene ed era una liberazione poter lavorare senza cartelle, assicurazioni e grane legali. Certo, ci sarebbero volute medicine in più, ma la burocrazia e gli interessi privati impedivano l’arrivo di cure migliori. Scosse la testa, dove c’era ancora l’immagine di quel bambino con la poliomielite. Poliomielite! Nel 2003! Quasi ridicolo, se non l’avesse visto coi suoi occhi.

“Dr Carter?... John?”

“Sì, Angélique?”

“Lei è la nostra nuova volontaria, Kem. Io un po’ da fare, gli spieghi tu come funziona?”

“Certo” Carter sorrise. Kem gli restituì il sorriso. Non male, veramente non male.

Comments

E io qui ti vorrei dare una bacchettata sulle mani, mi ricordo che nella prima versione Kem non c'era ma c'era la meravigliosa Thandie che io mi ero immaginata grazie alle tue descrizioni!... Come puoi farmi questo?!?
Prendo l'occasione per avvisarti che non riesco a visualizzare la posta e che quindi le due due mails dovranno aspettare... Ah, anche lo space è fuori uso! ti piace l'avatar riservato solo a te?
Son già qui con le dita tese pronta alla tua bacchettata. Però ho una spiegazione: nella prima versione c'era Thandie, perchè ancora non sapevo che nome avrebbe avuto la futura donna di Carter nel telefilm; sapevo solo che sarebbe stata interpretata da Thandie Newton. Da qui il nome.
L'avatar mi piace un casino, ma sono preoccupata per te: ti stai avvicinando troppo alla zona spoiler! Stai attenta! Non dovresti essere in possesso di quella immagine...
Come sempre, grazie per le tue parole (anche se minacciose)