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Farfalla+fiore

July 2017

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destini

[ER] - Destini Incrociati - Capitolo 29: Studio del Dr Ira Goldstein


Credevo che i quindici minuti di celebrità della folle fossero finiti, e invece...
 
Buona lettura a tutti! Ah, il capitolo... beh...


 

STUDIO DEL DR. IRA GOLDSTEIN

“You know it’s true

everything I do

I do it for you”

Everything I do (I do it for you), B. Adams

 

Bussò alla porta, sperando ardentemente che non ci fosse nessuno. Le sue speranze vennero spazzate via da un baritonale “Avanti!”, che l’attirò nella stanza. Entrò e chiuse la porta dietro di sé, appoggiandosi con tutto il peso. Rimase immobile a fissare l’uomo seduto alla scrivania. Lui alzò gli occhi dai fogli che stava leggendo ed accennò un sorriso:

“Dr. Lockhart, prego si accomodi”

Abby avanzò piano sentendosi un’equilibrista intenta a non cadere dalla corda. Alla fine raggiunse una sedia di pelle marrone e si sedette. Ira aveva appoggiato i fogli sulla scrivania. Abby non riusciva a leggerli, ma riconobbe immediatamente la grafia leggermente pendente, spigolosa e allo stesso tempo morbida.

“Sono di Luka?”

“Oh sì. A volte ci parliamo così, attraverso pagine e pagine di fogli che lui riempie minuziosamente. Altre volte sono disegni. Altre, invece, elude le mie domande, fornendomi risposte camuffate a mie domande precedentemente fatte…”

“Dev’essere difficile, per lui”

“Immensamente. Deve districarsi tra passato, presente e futuro senza distruggere ciò che era”. Ira si fermò. “E quella Sam?”

“Beh, non abbiamo potuto fare molto. La discussione non è nata per motivi professionali, quindi… semplicemente Kerry, la Dr. Weaver, le ha cambiato i turni…”

“Sei dispiaciuta?”

“Sì! Luka mi ha detto che non bisogna desiderare vendetta, ma io…”.

Abby guardò Ira. Cercò di immaginare i suoi pensieri. Non ci riuscì. La sua testa era ancora occupata da Luka e dal modo con cui le aveva detto di non arrabbiarsi per Sam. Sospirò. “Non so perché sono qui”

“Davvero?”

“Volevo parlare di Luka, di me, non so”

“Penso che tu sia la chiave”

“La chiave?”

“L’hai tirato fuori di lì. Ti ha ascoltato e si è fidato. Prima, non si fidava di nessuno”

“Nemmeno io. Siamo molto simili. Sono sciocca a credere che ci sia un motivo per cui ci siamo incontrati?”, era arrossita e teneva lo sguardo rivolto alla finestra. Siete davvero simili. Reagite allo stesso modo.

“Il motivo è il caso, il destino. Ogni giorno incontriamo persone che potrebbero cambiare la nostra visione del mondo. Sta a noi decidere se vogliamo entrare in contatto con loro. Magari tu avresti potuto lasciar perdere Luka ed essere felice e soddisfatta, oggi”

Abby ci rifletté. La mia vita senza Luka? “Potrebbe anche essere, ma non ne varrebbe la pena”

“Questo è molto bello. Mai arrovellarsi troppo sui ‘se’… Abby, che segno ti ha lasciato la faccenda Congo? Puoi non rispondermi”

“Ero terrorizzata. Riuscivo solo a pensare che lui era morto e che non l’avrei più rivisto. Sono stata nel suo appartamento ed era come, non so, senza vita. Tutte le sue cose per casa, i suoi vestiti, il disordine sulla scrivania, la posta su un tavolo. Sembravano cose che aspettavano il suo ritorno. Mi sono sentita veramente sola. Continuavo a rivivere il nostro ultimo abbraccio e mi dicevo: «Non succederà più, mai più, che senso ha?». Poi mi sono arrabbiata: gli avevo detto di fare attenzione, gli avevo specificato che lo pensavo davvero e lui… non c’era più…”

“E adesso?”

“Sono contenta. La vedo come una seconda possibilità. Cerco di passare tempo con lui, di stargli vicino. Non voglio pensare al Congo, mi fa male. Non voglio pensare a quanto ero fragile, a quanto ero distrutta”

“A volte bisogna essere fragili…”.

Le parole di Ira risuonarono nella sua mente. Dopo due minuti di silenzio Abby confessò: “Luka non sa che sono qui”

“Allora non lo saprà mai. Sarà il nostro segreto, ok?”

Abby si alzò. “Va bene. Luka non si sbagliava: lei è davvero eccezionale. Grazie”

Sulla porta la voce di Ira la raggiunse: “Abby, Luka non sbaglia mai. Soprattutto sui sentimenti. Vede sempre il lato giusto”

Senza fare una piega, Abby uscì. Fuori si appoggiò alla porta. E se avesse ragione?

Comments

sigh sigh sigh

Bellissima!Non riesco ad esprimere diversamente ciò che provo...Ero in astinenza da fanfiction dopo 6 giorni in cui non leggevo niente e finalmente ecco un nuovo episodio che mi fa stare bene...Le mie sono lacrime di gioia non di tristezza...Sono fiduciosa che i due faranno grandi cose nella vita!!!Sono uno il completamento dell'altra...Non possono non finire col essere felici assieme.

Re: sigh sigh sigh

Sii fiduciosa, che anch'io lo sono. Sono contenta che siano lascrime di gioia. Anche se mi fai venire un infarto ogni volta che leggo il titolo dei tuoi commenti (e non dire che me lo merito)
Hvala!

Re: sigh sigh sigh

Non te lo meriti?
Allora forse mi confondo con un'altra persona che mi ha fatto soffrire tantissimo e che meritava la tortura per per questo ma che ho condonato per amore del mio bel Croato...E si, dopo che l'hai ucciso lui è solo mio!!!
Allora non sei senza cuore come vuoi farci credere!
adesso aspetto l'evolversi della situazione tra i due.
Ma quando mi riservi un po' di John?
Io sono dotata di cuore. Lo uso raramente, ma ogni tanto mi tocca, altrimenti grippa e poi sono guai grossi.
Per John... non ricordo bene, ma credo che tra pochissimo sia il suo turno (l'ho chiamato John persino io! Sto invecchiando)