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Farfalla+fiore

July 2017

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destini

[ER] - Destini Incrociati - Capitolo 26: Strade di Chicago


E' ricominciato ER. Gioiamo!


 

STRADE DI CHICAGO

“E una notte lasciasti portarti via

solo la nebbia e noi due in sentinella,

la città addormentata non era mai stata così tanto bella”

Farewell, F. Guccini

 

Camminavano piano, assaporando ogni secondo che passavano insieme. Nessuno dei due parlava, ma il silenzio tra di loro non era pesante. Era un bel silenzio, leggero, semplice; una brezza che sfiorava i loro corpi (e menti) con parole non dette ma recepite.

Abby si sentiva quasi ubriaca (nonostante non avesse bevuto) e godeva dell’atmosfera che si era creata. Il suo corpo era percorso da mille schegge di elettricità che aumentavano la percezione dei suoi sensi. Chissà se le sente anche Luka? Vorrei che mi tenesse la mano, non in modo che deve essere assolutamente significativo, ma così, giusto per convincermi che siamo qui insieme.

Alzò la testa per guardarlo. Riusciva a malapena a distinguere il profilo del suo viso, ma notò i suoi occhi, tizzoni ardenti, luminosi di vita. Abby si rallegrò quasi inconsciamente; sembra felice.

In quel preciso istante Luka si fermò.

“Che c’è? Tutto bene?”

“Senti l’aria…”, sussurrò con voce sognante.

Lei annusò. Sulle prime percepì solo smog, asfalto e un vago odore di spazzatura, ma poi distinse un profumo dolce e intenso che le penetrò nei polmoni. Sorrise piano: “È magnolia!”

“L’hai riconosciuta! È troppo buona! Mi ricorda la primavera, la vita che lotta per rinascere. Vedi? Anche qui in mezzo al cemento c’è qualcosa di puro… aspetta! Torno subito!”

“Luka!”

La sua ombra si era già allontanata. Abby rimase sola e un certo senso di inquietudine iniziò a diffondersi in lei. Pochi secondi dopo, Luka era di nuovo al suo fianco.

“Tieni. È per te”

“Per me? Ma cos’è?”

“Un fiore di magnolia. Ho trovato l’albero e ne ho strappato uno”.

Abby scoppiò a ridere, emozionata per quella piccola tenerezza. “Grazie”

“Ferma un attimo…”, Abby sentì le dita di Luka soffermarsi sui suoi capelli per fissare il fiore. Dopo, indugiarono ancora un poco, perdendosi nella morbidezza dei capelli. Abby si sentì le ginocchia molli “… ecco! Almeno se ti perdo so come ritrovarti”

La sua voce era bassa, sensuale.

“Tu non mi perderai”

“No?”

“No”

“Senti Abby…”

“No Luka. Lo so cosa stai per dire. Lo so. Ti assicuro che per me è lo stesso, ma adesso…”

“Hai ragione. Stavo per rovinare tutto”. Rimase in silenzio. Un silenzio strozzato.

“Hey tutto a posto?”. La voce di Abby tremava.

“Ho paura”. Era come una sentenza di morte.

“Paura?”. Anche lei iniziava ad averne. Cos’è ‘sta storia? “Luka?”

“Non voglio obbligarti ad aspettare. Voglio che ti senti libera”

Abby poteva sentire la sua voce che stava per spezzarsi. “Non mi obblighi. Io voglio aspettare. Penso che ne valga la pena”

“E se non la varrà?”

“Non preoccuparti”

Camminarono ancora per un po’. L’argomento era chiuso. Luka si sentiva scombussolato. Riesce sempre a leggermi dentro.

“Eccoci, siamo arrivati”

“Grazie per avermi accompagnata e per la magnolia”

“Grazie a te. È stata una bellissima serata. Buona notte”

“Buona notte, Luka. E salutami tuo padre”

Luka sorrise, si voltò e si incamminò. Abby continuò a fissarlo finché lo vide e poi chiuse la porta. A domani, a tutti i nostri domani.

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