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Farfalla+fiore

December 2018

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[ER] - Tavolozza - Capitolo 03/04: Speranza sepolta

Titolo della storia: Tavolozza
Titolo del capitolo: Capitolo 3/4: Speranza sepolta
Capitolo 1 - Capitolo 2 - Capitolo 4
Fandom: ER Medici in prima linea
Coppia: Luka Kovac/Abby Lockhart
Prompt: 018: Nero@ [info]fanfic100_ita
Rating: Giallo
Set in Time: Nessun episodio in particolare. Per la profondità della relazione tra i due, direi stagione 12.
Disclaimer: I personaggi utilizzati non mi appartengono, ma sono di tutti coloro che li hanno creati. La storia pubblicata non ha alcun fine di lucro.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html

Continuiamo con il cont-down: siamo a -9!  
 

 

 

 Le candele sono inutili. La luce prodotta dalla fiamma è troppo  tenue per illuminare l'ambiente buio. O forse è solo una visione distorta della mente di Abby. 

 

Seduta composta su uno scomodo banco di legno scuro, guarda davanti a sé, cercando di capire il vero significato del suo essere lì.

 

Chiesa. Persone. Prete. Candele.

 

E una bara.

 

Abbassa gli occhi e percorre con l’indice la piega che si è formata sulla sua gonna di seta nera. Pensa subito a quanto Luka abbia amato quella gonna, perché, a sentir lui, mette in risalto la sua vita sottile e le gambe tornite. Sempre secondo lui, lei  molto sexy con quella gonna; ed Abby impazzisce per il modo in cui lui pronunciava la parola sexy. Per un attimo, la donna si sente indecente, inadeguata, una specie di vedova allegra di quelle che si vedono nelle vignette sul giornale della domenica mattina. Ma poi decide che non gliene importa: a lui piaceva e quella è l’unica cosa. L'unica.

 

Il prete comincia la messa. Non lo ascolta, non può.

 

Perché è lì?

 

Sospira e torna a fissare la bara.

 

Il prete continua, ignaro di non avere l'attenzione della giovane donna in gonna nera, seduta affranta al primo banco.

 

Poi, il padre di Luka si alza e sale sull’altare.

 

“Luka… lui era forte…”

 


“Mi dispiace, Abby. Le cose sembravano migliorate, ma il suo cuore non è stato abbastanza forte…”

 


“Era determinato, sapeva sempre come ottenere quello che voleva…”

 


“Mmhh… Luka, tu preferisci Wijzinskj o Lockhart?”

 

“Io? Io preferisco Kovac”

 

“Ed eccoci alla proposta numero cinque… ce ne saranno altre?”

 

“Beh… finché non mi dirai di sì, temo”

 

“E allora penso proprio che dovrò accettare”

 


“Amava la vita, amava rischiare e amava crederci…”

 


“Ti ho mai detto che ti amo?”

 

“Sì, ma non dovresti: tu non sai cosa provi io per te”

 

“Certo che lo so… anche se non me lo dici mai”

 

“L’importante è crederci eh, Luka?”

 

“L’importante è crederci davvero”

 


“Era dolce, sensibile ed aveva un gran cuore…”

 


“Lo sapevi Abby? Luka si era iscritto alla lista dei donatori… può darsi che salverà altre vite”

 


“Amava il suo lavoro”

 


“Adoro stare al County, nonostante alcuni dipendenti… vero Morris?”

 

“Ma boss! Oggi non ho fatto nessuno sbaglio… ancora!”

 


“Ma soprattutto: lui era mio figlio… il mio piccolo, per sempre…”

 


“Hey, piccolo, è ora di svegliarsi… tra un’ora devi essere al lavoro”

 

“Ancora cinque minuti!”

 


Tutto finito. Non ci sarebbero mai più stati cinque minuti, né per lui, né per lei, né per loro.

 

Sua madre, al suo fianco, le stringe affettuosamente una spalla. Lei non ne trae alcun conforto. Continua a fissare la bara. Vicino a lei amici e colleghi, i parenti di Luka, tutti a stringersi intorno alla povera donna, che ha subito un lutto tanto grande. Abby si sente quasi soffocare, inghiottita da quell'affetto appicciccoso e pesante, simile ad un fiume di lava calda. E l'unico che potrebbe capirla, anche solo con un gesto, una sguardo, un battito di ciglia, non la guarderà più, mai più. L'unico che la conosce davvero è steso lì, e non avrà più nessun gesto ed attenzione per lei.

 

Bella fregatura, l'amore.

 

Ora le mani di sua madre la stanno sollecitando ad alzarsi, perché deve fare ciò che non vorrebbe fare. Dire addio richiede coraggio, e lei di coraggio ne ha sempre avuto poco. Era lui che faceva tutto. E, adesso, se lui non c'è più, come può fare lei? Dove la troverà la forza di alzarsi, andare al lavoro, mangiare, dormire? Da dove trarrà la forza di vivere?

 

E' davanti alla bara. Ferma, ritta, in attesa del coraggio. Non guarda l'uomo davanti a lei, ma tiene gli occhi bassi, perché ha paura. Sua madre, che l'ha seguita lungo la navata, le suggerisce di guardarlo e - orrore - di toccarlo. Salutarlo, insomma. Dirgli addio. Ma, onestamente, come può Abby dirgli addio?

 


"Una bussola?!?!"

 

"Lo so che è banale... ma sembra che non facciamo altro che cercarci"

 


Come si cercheranno, ora? Se lei lo saluta, gli dice addio, come può lui volerla cercare, poi? Abby si rende perfettamente conto di ragionare irrazionalmente, ma non lo può evitare. Non può far credere a Luka che lei ha smesso di aspettarlo, di aspettare di ritrovarlo.

 

Sua madre le sta facendo forza per guardarlo. Lei non vuole alzare la testa e continua a fissare la rifinitura nera del cavalletto di metallo. Poi, Maggie, le stringe il mento e le fa sollevare la testa. Abby non riesce a capire il motivo per cui sia così indispensabile guardarlo per un'ultima volta. Non riescono a capire che quella non è l'immagine che vuole tenere di lui? Che sono il suo sorriso e il colore dei suoi occhi le cose che vuole di lui?

 

Mentre sua madre le alza il volto, Abby chiude gli occhi. Li strizza con tutte le sue forze e fissa, da dietro le palpebre, lo schermo nero. Non vedere. Non ammettere. Domani mattina lui sarà ancora al suo fianco. Domani mattina lui la sveglierà. Domani...

 

... non esiste. Domani, lei sarà sola nel loro letto. Le riviste con gli abiti da sposa, i cataloghi per la luna di miele non avranno più alcun senso. E sarà tutto lì a ricordarglielo. Spalanca di colpo gli occhi, ma non vede nulla. E' ancora tutto buio, scuro, invisibile. Sente la voce di sua madre che la chiama, ma tutto resta nero.

Nero.



-*-*-*-*
Nota dell'autrice: Ops... no, a parte gli scherzi... questo capitolo mi ha richiesto un sacco di tempo. E, stasera, ho corretto ancora alcune parti. So che per alcuni di voi sarà stato doloroso leggerlo, ma credetemi, per me è stato doloroso scriverlo. Ma ci volevo provare. E ce l'ho fatta. Vi prego, gentilmente, di non insultarmi in nessun modo. Alla fine, questa è solo una storia. E poi, io sono in lutto! ;)

Comments

Vuoi vivere ancora?

Spero per te che sia solo un incubo, che Abby si sveglierà e dopo un attimo di smarrimento per la vividezza del sogno,si accorgerà di essere al capezzale di Luka,ancora grave ma,sulla via della guarigione...
Un'altra morte non la posso reggere!E poi,sempre lui devi far morire?
Mi rifiuterò di leggere altro se ogni racconto mi deve procurare sofferenza!!!
Angela

Re: Vuoi vivere ancora?

Avevo espressamente chiesto di non essere insultata e tu mi apri il commento con una minaccia alla mia incolumità fisica? Non si fa, non si fa...
Comunque, la sofferenza era qualcosa che avresti dovuto mettere in conto quando ti sei innamorata di lui. Lo sai che quell'uomo lì è un magnete per i guai. Lo sai. Ma è più bello proprio per questo, giusto? ;)

Re: Vuoi vivere ancora?

Ed infatti non ti ho insultata...
Si,avevo messo in conto di soffrire quando mi sono innamorata di Luka ma,pensavo alle pene d'amore non alle pene per la sua dipartita!!!
Se non mi assicuri che non morirà per la 3° volta (ancora spero che questo sia solo un brutto sogno),non leggerò + niente!!!Il mio cuore non reggerebbe e,neanche il mio fisico visto che ieri per riuscire a ricacciare un po' in profondità il magone ho dovuto guardare ben 2 episodi di E.R. (matrimonio e post matrimonio)facendo le 2.00 del mattino!!!Alle 6 la sveglia suona per andare al lavoro...mettiti una mano sulla coscienza la prossima volta che ti passa per la mente di procurarmi una così grande sofferenza...Ho 3 bimbi che hanno bisogno di una mamma vigile,non di una mamma che vorrebbe sdraiarsi e dormire!!!
Bok Angela

Re: Vuoi vivere ancora?

Angela, cara, ti scrivo queste righe col cuore in mano.

Io non posso assolutamente garantirti che a Luka non succederà più nulla. Ma non perché io non veda l'ora di torturarlo di nuovo, me perché, prova a capirmi, solo per la "Table" devo scrivere ancora 87 fictions. 87! E io non ho la più pallida idea di cosa metterci. Ma so cosa succederà: guardando la tabella, ad un certo punto, un prompt mi "parlerà" e mi dirà come riempirlo. Sarà una fiction allegra, sarà una fiction triste, sarà quel che sarà e io non potrò fare nulla per evitarlo. Non posso (e non voglio) limitare le mie possibilità di scelta; non posso (e non voglio) evitare di esplorare la parte oscura e depressa di Luka, perché è uno spicchio della sua personalità molto importante.

Magari le future storie saranno tutte allegre, magari no. Ma, credimi, io non lo so ancora. Vorrei che ti fosse chiaro: non decido di uccidere/ferire Luka per fare del male a te; lo faccio perché sto scrivendo una storia e perché per me è comunque una sfida.

Ho voluto essere onesta con te: se, per paura di incappare in qualcosa di drammatico, non mi vorrai più leggere mi dispiace (e molto, i tuoi commenti mi hanno sempre fatto piacere), ma non posso prometterti cose che non manterrò.

(E adesso la smetto di trattare le mis fictions come brani da Premio Strega)

Re: Vuoi vivere ancora?

Una volta dicesti che la storia era già stata scritta e che dovevi solo trascriverla (forse ti riferivi alla specifica storia che commentavamo in quell'occasione)quindi,ai miei occhi,tu sapevi già come sarebbe finita...
Non dico che nelle storie non ci debba essere anche la sofferenza perchè purtroppo fa parte della vita ma...la morte è qualcosa che se posso evitare,la evito e,non importa se si tratta solo di una fiction.
Sono così affezionata al personaggio di luka perchè fa parte di Goran come attore e come persona, che è come se lo conoscessi davvero e,si sa che se qualcuno che conosciamo e a cui vogliamo bene sta male,noi soffriamo con lui.
Sarò una stupida,un'immatura,ma,quando leggo o vedo che soffre (non importa se è solo una finzione),ci sto davvero male...E' come se io fossi nei panni di Abby e,tutta la sua sofferenza si trasmettesse da lei a me...
Io non voglio smettere di leggere perchè mi piace davvero tanto come scrivi ma,non voglio soffrire perchè come ho già detto,nella vita ho già dato a sufficenza così...sono combattuta!!!
Io sono nota per la mia avversione per le storie drammatiche, per dire, mi rifiuta ancora oggi di vedere "La vita è bella" perché so che piangerei fino all'inverosimile e ho odiato "Ritorno a Cold Mountain" perché è troppo triste e mi ha fatto stare male.
Partendo con questa premessa dovrei dire che ti odio.
E invece no, perché il tuo modo di scrivere è così lieve da rendere "sopportabile" un tragedia come la morte di Luka, un modo di scrivere che lascia una ferita ma che al tempo stesso la lenisce. Perché leggere le tue storie è sempre un piacere, anche quando raccontano di drammi (e con Luka come personaggio principale direi che è inevitabile), perché lo stile è perfetto. In questo capitolo (al contrario del precedente) c'è un modo quasi impersonale di descrivere il dolore di Abby eppure è al tempo stesso partecipe di ciò che la fa soffrire.
Lei sta male e chi legge (almeno io) con lei. Abby si trova ora davanti ad una scelta difficile, deve decidere se rifugiarsi nel suo dolore o se affrontarlo ed andare avanti, deve scegliere se accettare la vita per ciò che è, sofferenza e gioia (molto più spesso la prima nel suo caso!) o se scappare. Non vedo l'ora di scoprire come la farai reagire.
Mi sembra di essere stata abbastanza confusa. XD
Bel capitolo, complimenti davvero.
Io sono veramente commossa. Il tuo commento ha toccato la parte più sensibile della mia anima di ficcywriter.
Grazie!
La descrizione impersonale è l'unica descrizione che sono riuscita ad usare per descrivere il funerale di Luka. Nei piani originali, doveva esserci anche una "descrizione" del corpo, ma non ce l'ho fatta. Come Abby, nemmeno io posso tollerare l'idea che sia morto. (e pensa che sono io che ho scritto la storia)
Ti ringrazio dal profondo per le belle parole usate.

Non hai mai visto "La vita è bella"? Guardalo, non fa piangere!
...
No, non credermi, non posso farti guardare quel film dopo il tuo commento, sarebbe crudele.