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Farfalla+fiore

July 2017

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[ER] - Conforto

Titolo: Conforto
Fandom: ER Medici in prima linea
Personaggi: Luka Kovac, Abby Lockhart
Prompt: 088: Scuola@ [info]fanfic100_ita
Rating: Verde
Set In Time: Post episodio 10x21: Midnight; Abby si è laureata, Sam se ne va con Steve, Carter e Kem hanno perso il bambino.
Note: What-If? - la scena che racconto avrei davvero davvero voluto che succedesse...
Disclaimer: Tutti i personaggi citati non sono miei e non ho diritti su di loro. Non denunciatemi, io mi ci diverto soltanto.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html


Conforto


Per strada c’era molto traffico, ma Abby sembrava non accorgersene. La sua mente andava avanti ed indietro, rivivendo la giornata. Carter e Kem. Il loro povero bambino. Luka seduto accanto a lei, mentre confortavano John. La laurea. Susan e Luka che, in piedi, l’applaudivano. Il bambino di Susan… e quello di Carter. La telefonata a sua madre. Sam ed Alex che parlavano con Steve. Lo sguardo ferito di Luka rivolto alla donna ed a suo figlio. Figlio. Bambino. Chissà perché continuava a pensare ai bambini. La notizia di Carter l’aveva davvero sconvolta. Decise che una volta arrivata a casa l’avrebbe chiamato. Ma magari non volevano essere disturbati. Carter e Kem, chiusi nel loro lutto. Kerry, che aveva ritrovato Harry. E Luka, che aveva perso anche Alex. Davvero strana la vita.

Parcheggiò la macchina ed entrò nel portone. Si sentiva strana, come se non fosse più la stessa persona che era prima. Eh certo, si era laureata. Probabilmente in poco tempo sarebbe diventata uno di quei medici spocchiosi che guardano tutti dall’alto in basso. Dall’alto in basso. Si fa per dire.

Davanti alla porta c’era qualcuno ad attenderla. Abby non se l’aspettava. Ne era sorpresa, ma anche felice. Si avvicinò.

“Non dovevi pranzare con Susan?”

“Senza di te? Il giorno della tua laurea?”

“Kovac, voglio la verità”

“Ok, ha chiamato Chuck e lei è svanita nel nulla. Il mondo è proprio delle coppie, eh?”

“Vuoi entrare? Sai, lasciarti qui fuori solo ed affamato non mi sembra una buona idea…”

“Grazie”

In casa, Luka si sedette sul divano. Abby notò che aveva ancora gli occhiali da sole. E poi, non aveva ancora sorriso. E lei voleva un sorriso, se l’era meritato in fondo.

“Lo so, c’è un sole abbagliante qui dentro”

Lui non si mosse di un millimetro. Abby gli si avvicinò e, delicatamente, gli sfilò gli occhiali. Lui non la guardò nemmeno. Lei vide che i suoi meravigliosi occhi verde-azzurro erano ancora lucidi di lacrime.

“Hai pianto! Ti sei commosso! Non è possibile! Non è certo stata questa gran cerimonia”

Credeva che questo sarebbe bastato, ma si sbagliava. Dopo un attimo di silenzio, Luka la fissò come solo lui sapeva fare. Ad Abby sembrò di annegare.

“Sono così orgoglioso di te”

Di nuovo, quegli occhi lucidi. Lui li chiuse e una lacrima scivolò sulla sua guancia. Abby rimase incantata di fronte a quella lacrima perfetta, trasparente e luminosa, che scendeva lenta, senza fretta, come se fosse stata conscia della brevità della sua vita. Lei provò l’impulso irresistibile di baciargliela via, ma non poteva. Respirò a fondo e allungò una mano. Lo sentì sussultare al tocco delle sue dita. Aveva la pelle calda, la ruvidezza della barba appena percettibile. Calda. Così calda che Abby appoggiò tutto il palmo e gli accarezzò la mascella con il pollice. Luka inclinò leggermente la testa, per aderire meglio a quel contatto. Teneva gli occhi chiusi e lei guardava rapita le ciglia lunghe e scure, ancora bagnate, e il taglio allungato dei suoi occhi. Dopo un attimo parlò, ma non si mosse:

“Luka, stai bene?”

Lui spalancò gli occhi e lei notò che avevano una sfumatura diversa. Fece per alzarsi, ma era evidente che non voleva, che doveva farsi forza ad andare via di lì. Finalmente si alzò, prendendo il polso di lei per allontanare la mano. Si avviò stancamente alla porta.

“Devo proprio andare. Scusami”

“È per Sam, vero?”

“Sam, Alex, Carter… non ha importanza”

Aprì la porta. Si fermò a prendere fiato. Non era mai stato tanto stanco.

“Sì che ha importanza. Ce l’ha per me”

Lui la guardò e si passò una mano sugli occhi. Un singhiozzo. Due. Si appoggiò di peso allo stipite della porta. Sembrava sempre più sul punto di svenire. Lei gli andò incontro e lo abbracciò. Luka ricambiò la stretta con una forza disperata, eterna.

Abby chiuse la porta: “Non andare per favore. Resta qui”

E lui non poté far altro che accettare. Era in salvo.


Comments

Possibile che mi fossi persa questo post? L'ho trovato per caso e, l'ho letto tutto d'un fiato...
Mi ha messo addosso un po' di tristezza ma, il finale mi è piaciuto e, mi ha fatto pensare alla scena in cui Abby va da Luka (che era disperato) nell' albergo in cui lui viveva, lui si siede sul letto e lei resta a consolarlo...
Ah...che bei ricordi!!!
Grazie! Non sarebbe stato meglio se fosse successa questa cosa? Ci saremmo risparmiati Luka/Sam versione 2.0... :D
Luka/Sam era una coppia che proprio non mi andava giù ma, se tra Abby e Luka fosse andata sempre alla grande senza interruzioni, non avremmo vissuto molte delle emozioni che abbiamo invece vissuto quindi...preferisco che l'intermezzo ci sia stato anche se avrei preferito un'altra donna al posto di Sam che non era minimamente all'altezza di Luka.