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[ER] - Ivan

Titolo: Ivan
Fandom: ER Medici in prima linea
Personaggio: Luka Kovac
Prompt: 03. Prime amicizie@ promptaddicted 
Rating: Verde
Set In Time: giugno 1973; secondo la mia personale linea-vita di Luka, lui ha sette anni.
Note: One-shot
Disclaimer: Luka Kovac è mio? No, ovviamente. Però in questa shot viene introdotto Ivan, quello che, nelle mie fictions, è il migliore amico di Luka da sempre. Ivan, ormai, ha vita propria ed è tutto mio! Così come sono miei i suoi genitori ed anche la mamma di Luka (un personaggio di cui non si è mai saputo nulla...)
Lista: 20 prime volte

 

Dubrovnik, giugno 1973

Non è che Luka non abbia degli amici, questo no, però… ha suo fratello maggiore, Niko, che dall’altezza dei suoi tredici anni non è più il perfetto compagno di giochi per Luka; ci sono i compagni di classe, ma abitano lontani; ci sono quei due bambini che abitano nella sua stessa via, ma la loro madre impedisce loro di uscire a giocare perché altrimenti prenderebbero un sacco di malattie; e c’è Danijela, che ha la stessa età di Luka, ma è una femmina.

Quello che manca veramente non è semplicemente qualcuno con cui passare il tempo, è un migliore amico. Qualcuno con cui combinare casini indescrivibili, qualcuno con cui giocare a pallone per ore interminabili, qualcuno con la tua stessa forza con cui fare a botte di tanto in tanto.

Luka sbuffa, continuando a calciare il pallone contro il muro. Sua madre lo osserva.

“Sei solo?”

Cenno del capo.

“E Niko?”

“E’ andato al mare con i suoi amici”, nel tono di Luka è chiara la delusione che prova nei confronti del fratello, che lo considera troppo piccolo ed impiccione per portarlo con sé.

“Danijela?”

“A danza”

“Ah… ma alle quattro e mezza è a casa”

“Mamma!”, il bambino la guarda esasperato, “ma è una femmina! Mi farà giocare ancora con i pentolini e dovrò fingere di mangiare torte fatte di terra!”

A sette anni e mezzo è difficile capire il fascino dell’altro sesso.

“Vuoi giocare un po’ con me?”

È solo la sua educazione, e l’affetto per lei, che impedisce a Luka di sottolineare che anche sua madre è femmina e che quindi, con lei, può solo annoiarsi.

“No… grazie”

“Va bene, allora”, la donna sta per rientrare in casa, quando nota l’automobile stra-carica che parcheggia nella casa vicino alla loro. Dietro l’automobile c’è un camion di traslochi. Anche Luka ha lasciato perdere la palla per osservare la scena, pensando che, in futuro, sarebbe bello poter guidare un camion così.

La mamma di Luka esce di casa e scende le scale, incuriosita. Luka le si avvicina e la guarda senza parlare.

“Sono i nuovi vicini”

“Lo sapevi che arrivavano?”

“Papà mi aveva accennato qualcosa”

L’attenzione di Luka sta scemando abbastanza rapidamente; in fondo non che a lui importi molto chi abiterà vicino a loro. Si dirige di nuovo verso il pallone, pensando a come può migliorare il suo tiro ad effetto. Non nota quindi le persone che scendono dalla macchina: un uomo, una donna ed un bambino. I due adulti incrociano lo sguardo della mamma di Luka che è uscita sul cancello per poterli salutare.

“Benvenuti!”

La donna le stringe la mano: “Grazie”

“Io sono Nina Kovac e quello laggiù è mio figlio Luka… Luka, saluta!”

Il ragazzino mette di nuovo da parte il pallone e, con un respiro profondo, si incammina verso i nuovi vicini.

“’giorno…”, parla tenendo gli occhi bassi, imbarazzato.

“Ciao, Luka… ma quanti anni hai?”

“Sette”, non ha ancora sollevato il viso.

“Sì, ma ne compie otto il mese prossimo, vero?”, Nina cerca di togliere il figlio dal baratro di timidezza in cui è caduto.

“Otto anni! Ma che bella coincidenza! Anche il mio Ivan ha la tua stessa età… Ivan, vieni qui!”

Incuriosito, Luka solleva lo sguardo appena appena per studiare un ragazzino più o meno della sua altezza, con una zazzera scomposta di capelli biondo scuro ed il viso ricoperto di lentiggini.

“Oh, che bello!”, Nina si inginocchia per salutare il vambino: “Ciao, Ivan. Questo è Luka, mio figlio”, le due donne, raggiunte anche dal padre di Ivan, si fermano qualche secondo ad osservare come i due figli si girano intorno circospetti, “Ma sarete stanchi del viaggio… vi posso offrire un caffè?”

I due aulti sorridono, grati: in effetti, da Belgrado, è stato un bel viaggio. I tre si allontanao quasi in silenzio, lasciando che i bambini continuino a familiarizzare con i loro tempi e modi.

Ivan occhieggia il pallone di Luka.

“Stavi giocando?”

“Sì… da grande farò il calciatore famoso”

“Anch’io! Sai già per che squadra? Io per la Stella Rossa di Belgrado”

“Ed io per Dinamo Zagabria”

“Saremo avversari!”

“Già…”

I due bambini si guardano un po’ delusi. Eppure entrambi sanno che non sono nelle condizioni di gettare via le basi per un’amicizia.

“Beh… però… potremmo allenarci insieme… se vuoi…”, Luka balbetta un po’, sperando ardentemente che quel ragazzino dallo sguardo allegro accetti di giocare con lui.

“Mhhh… va bene… però promettimi che non lo racconteremo mai ai nostri futuri allenatori e compagni di squadra”

Ivan allunga una mano, come per siglare il patto. Luka la afferra e la stringe, avendo come la sensazione che quello sarà il primo segreto di una lunga lista che li unirà sempre di più.

“Ok… su cosa ti stavi allenando?”

“Tiri ad effetto, ma faccio un po’ fatica”

“Non preoccuparti, io sono il re dei tiri ad effetto. È il colpo di testa che…”

“Tranquillo, grazie a me diventerai bravissimo”

I due si sorridono: è fatta, saranno amici per sempre.

 

Tags: character: luka kovac, community: promptaddicted, fandom: er, one-shot
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