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[ER] - Ritorno - Capitolo 08

Su Mediaset Extra stanno dando la prima serie di ER! Oggi c'era la prima puntata. Ma che bellissimi ricordi...
Dottor Greene, sono le sei e mezza, dottor Greene.

Ma balziamo avanti di qualche anno e trasferiamoci momentaneamente a Vukovar, ok?
skurni , nel commento di uno dei capitoli precedenti ti domandavi se avessi raggiunto il massimo dell'angst. Ecco, mi sa che in questo capitolo ci andiamo molto vicini.

 

8.

 

La ragnatela ondeggia leggera nell’aria che entra dalla finestra socchiusa.

Luka la guarda, domandandosi se esista differenza tra lei e lui. Ne deduce di no. Entrambi si lasciano trasportare, inermi, dagli avvenimenti. Tutte e due non reagiscono. Senza forza, senza volontà, senza vita.

Il materasso è duro e bitorzoluto, pregno di un vago sentore di naftalina. Tristezza su tristezza.

È ancora notte fuori e, ancora, lui non può dormire.

Gli avanzi della cena, o meglio la cena intera, giacciono dimenticati sul loro vassoio d’ordinanza. Non dorme, non mangia. Si lascia trasportare. Vukovar sta per prenderselo.

Cambia posizione, sospirando. La schiena gli fa male, i muscoli si lamentano per quella privazione forzata di riposo a cui sono sottoposti. Vecchie cicatrici prudono dolorosamente. Le labbra sono secche, spaccate, gli occhi arrossati. Quasi dieci giorni in quel posto bastano a farlo sentire un cadavere.

Il materasso è duro. Non dormirà nemmeno stanotte.

 

***

Il manto erboso è soffice sotto la sua schiena. Il cielo blu ha la stessa identica sfumatura dei suoi occhi giovani.

Diventerò un grande medico”

Danijela, seduta accanto a lui, ride: “Ma se solo ieri non sapevi nemmeno se Medicina era la scelta giusta”. Non che a lei importi. Lei lo ama, ciò che gli deve è solo stargli vicino. Nient’altro conta.

Mi fa piacere sapere che ho il tuo appoggio”

Luka le poggia una mano sulla schiena, percorrendo con un dito le perle delicate che compongono la sua colonna vertebrale. È perfetta, bellissima. Ed è sua.

Lei si gira a fissarlo con un sorriso dei suoi. Nel girarsi, una manica le scivola giù, rivelando la pelle candida della spalla. Lontano, dei bambini stanno giocando. E Luka si convince che mai nella vita potrà essere così felice e completo. E quel giorno, il giorno in cui ha deciso di diventare medico, se lo porterà dentro per sempre. Quel giorno, indelebile, così come la spalla bianca ed eccitante di Danijela. Indelebile. E perfetta.

***

 

Si alza e prende una sigaretta.

L’accende piano. Aspira. Il fumo scende nei suoi polmoni. Tossisce un paio di volte. Aspira ancora. Tossisce ancora. Guarda la sigaretta che si consuma lentamente. Strana analogia con la sua vita. Ha paura, improvvisamente. La spegne. La getta via.

Le stelle. Ce ne sono tante in quella notte strana. Vukovar, nel suo terrore, sa anche essere incantevole, vera regina malvagia che spaventa ed affascina i suoi sudditi. Amore ed odio. Repulsione e passione. Vukovar.

Le stelle. A centinaia, davvero.

 

***

Oh, Lu’, guarda una stella cadente!”

Abby solleva appena la testa dal suo petto per vedere meglio. Il suo pancione è premuto dolcemente contro il suo fianco.

Credevo dormissi”

Nah, tuo figlio continua a maltrattare la mia vescica”

Luka sorride. Suo figlio. Da non crederci.

Esprimi un desiderio”

Rimane in silenzio, stanco. L’indomani si deve alzare presto, prima il turno e poi una noiosa riunione con Kerry e Anspaugh. Gli si chiudono gli occhi.

Hey, rispondi!”, Abby gli da’ un pizzicotto sul braccio, la voce ridente.

Mmmm… vorrei… vorrei… che tu dormissi”

Lei ride e lo pizzica ancora.

Molto spiritoso, Kovac… tu lo sai, vero, che questo desiderio non si avvererà mai?”

Ne avevo il presentimento…”

La guarda. Le accarezza una guancia. È bellissima, le guance piene, la pelle luminosa, il sorriso dolce.

Quando tutto ciò che hai desiderato si avvera per chi cadono le stelle?

Segue il profilo del suo collo col dito. Lei sussulta appena. Si guardano. Rimangono fermi a fissarsi. Passione, amore, loro due. E un bambino. Chissà, forse loro non hanno più bisogno delle stelle.

***

 

Che stupido è stato. Smettere di sognare è come smettere di credere. Le stelle, è ovvio che gli servono ancora.

C’è Abby a Chicago. Una stella per lei, che riesca a dormire bene senza di lui.

C’è suo padre in Croazia. Una stella per lui, che la smetta di preoccuparsi per lui.

C’è suo fratello, sempre in Croazia. Una stella per lui, che gli faccia capire i motivi della sua partenza.

C’è Joe, in un lettino caldo e accogliente. Una stella per lui, che ha tutta la vita davanti.

E c’è lui. Fisso davanti a quella finestra di Vukovar. Una stella per lui, che lo aiuti a perdonare se stesso ed a capire, che gli faccia ricordare, che lo faccia tornare indietro.

E c’è Vukovar, infine. Una stella per lei, che la smetta di torturarlo, finalmente.

Per chi cadono le stelle quando tutto ciò che desideri si è avverato?

Per chi? Luka spera solo non sia troppo tardi.

 



Tags: character: luka kovac, fandom: er, long fic, long fic: ritorno, pairing: luby, serial tv, serial tv: er
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