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[ER] - Attesa - Capitolo 07

Titolo della storia: Attesa - Capitolo 07
Fandom: ER Medici in prima linea
Personaggio principale: Abby Lockhart
Coppia: Luka Kovac/Abby Lockhart
Prompt: 034: Troppo poco@ fanfic100_ita
Rating: Giallo
Set In Time: Stagione 13: è nato Joe da poco, Luka ed Abby non sono ancora sposati, Ames non è accaduto.
Note: Long fic; What If?; Abby's POV; angst (molta angst)
Allora, questa storia ha una "gemella": Ritorno, una fiction che parte dallo stesso punto ma raccontata dal punto di vista di Luka. Non è indispensabile leggere le due storie per capire; si capisce tutto benissimo anche leggendone una sola soltanto (ma io vi voglio più bene se le affrontate tutte e due...)
Disclaimer: Luka Kovac ed Abby Lockhart non sono miei, ma di tutti gli aventi diritto. Non ci guadagno nulla.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html

 

 

7.

 

"Abby... speravo che..."

Lei solleva una mano, rioluta. Non vuole farlo parlare, non crede nemmeno che lui ne abbia il diritto.

"Vieni. E stai zitto"

Lo porta in sala suture, lontano dal salottino perché il salottino è troppo intimo, troppo privato. E poi nel salottino c'è la foto di Luka e di Joe. E quell'uomo non ha alcun diritto di stare con loro.

 

***

"Non è un po' troppo grande per avere una baby-sitter?"

Si volta di scatto. L'uomo sembra innocuo, ma comunque ha attaccato bottone con lei come se niente fosse. Luka arriverà tra poco, non fa nulla di sbagliato a rispondergli. Dopo tutto, sono in un locale pubblico pieno di gente.

"È per mio figlio, Joe. È a casa con l'influenza"

L'uomo le si avvicina e riprende a farle domande; se sta cercando di abbordarla lo fa in maniera davvero strana: le racconta della sua famiglia, dei suoi figli, della sua compagna. Abby è confusa.

***

 

"Che vuoi, Eddie?"

Lui esordisce tossendo. Abby indovina che non si sta facendo curare.

"Ti ho cercata... non mi hai più chiamato ed io..."

"Tu cosa? Sei ricomparso dal nulla dopo anni, e speravi che tra di noi si potesse sistemare tutto. Come hai potuto crederlo? Ci hai abbandonati, Eddie!"

Lui allontana lo sguardo, ferito. Non può aspettarsi che lei lo chiami papà, ma fa male sentirla usare il suo nome. Tossisce ancora.

"Come sta il tuo bambino? Si chiama Joe, vero?"

Lei scuote la testa, esasperata: "Oh mio dio, Eddie. Sei venuto per chiedermi questo? Con che diritto me lo chiedi?"

"Senti, ho provato a cercarti... a cercare anche Eric. Ma Maggie, lei vi nascondeva, mi impediva di... di..."

"Non parlare di lei come se fosse una rapitrice professionista di bambini"

"Io... io avrei voluto portarvi via con me"

 

***

"Principessa, vieni qui!"

Abby, i codini a ballonzolare allegri, si avvicina saltellando. Lui la prende sulle ginocchia.

"Come è andata oggi?"

"Sai, papà, la mamma è un po' strana. Abbiamo preparato una torta, ma poi, alla fine, lei si è messa a piangere perché una delle decorazioni era un po' storta. Poi, ha preso la torta e l'ha buttata nel cestino. Tutta intera. Ma secondo me era buona lo stesso"

Eddie accarezza i capelli di Abby, guardando attentamente quei suoi occhi scuri. Per un attimo, lo sfiora l'immagine della bellissima donna che diventerà.

"Lo penso anch'io. Sai una cosa? Tra un po' dovrei ottenere una promozione e dovrei essere trasferito a Detroit. Che ne dici se tu ed Eric venite con me?"

Abby spalanca gli occhi: "E la mamma? Viene anche lei?"

Eddie esita prima di rispondere: "Ma certo, principessa. Se vorrà venire, potrà farlo"

"Wow! Allora va bene, papà. Corro ad avvisare Eric..."

***

 

"Sì, me lo ricordo bene. Solo che poi sei partito da solo. E ci hai lasciati lì con lei. E' stato... orribile..."

"Principessa..."

"Taci! E non chiamarmi così! E poi, poi non ti sei fatto più sentire né vedere e non provare a dare la colpa ancora a Maggie, perché, guarda, te lo garantisco, lei non ci teneva prigionieri da nessuna parte"

"Vero... magari avrei dovuto presentarmi di persona, invece delle lettere. Ma..."

"... ma poi hai incontrato la tua nuova compagna e via a farti una nuova vita"

Ad Eddie scappa un sorriso: "Sei gelosa. Solo perché..."

"Già. Scarica ancora la colpa su di me. Non sono gelosa, Eddie. Sono solo felice che la tua seconda famiglia si sia rivelata perfetta. Niente madri bipolari, né figli insulsi"

Mentre parla, la donna guarda di sfuggita l'orologio. È tardi: se non rientra subito, Miryam la ucciderà. Si alza e si avvicina alla porta:

"Devo andare. C'è la baby sitter che mi aspetta..."

"E quel tuo fidanzato?"

Abby chiude gli occhi. Lo sta facendo ancora. Sta rifuggendo la discussione. Ecco da chi l'ha ereditato. Perfetto.

"Luka non c'è. È fuori città". Decide di rimanere sul vago.

"E poi dici a me che sono scappato...", il tono che la figlia ha usato per pronunciare le parole non lascia dubbi. Luka non è solo fuori città: c'è molto altro. E non è qualcosa di bello.

Abby fissa Eddie, glaciale.

"Sai qual è il problema, Eddie? Il tuo cercarmi con le lettere, il tuo presentarsi da Ike's e poi, qui, al lavoro, le tue patetiche scuse, il tuo finto interessamento per Joe, le tue mute accuse a Luka... è troppo poco. Decisamente troppo poco. Non so cosa vuoi da me, ma non lo stai ottenendo. 

E ti dirò di più: stai facendo talmente poco che questa conversazione non sarà nemmeno il momento clou della mia giornata. Anzi, probabilmente, dopo che mi sarò presa cura di mio figlio e avrò finalmente parlato con Luka, mi sarò dimenticata di tutta questa faccenda. D'altronde, non che prima tu fossi al centro dei miei pensieri...

Buona serata, papà"

Spinge la porta, respirando piano. 

Non è sollevata, ma è felice di avergli detto quello che pensava. Finalmente. 

 

 

 

Tags: character: abby lockhart, community: fanfic100_ita, fandom: er, long fic, long fic: attesa, pairing: luby
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