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[ER] - Attesa - Capitolo 04

Titolo della storia: Attesa - Capitolo 04
Fandom: ER Medici in prima linea
Personaggio principale: Abby Lockhart
Coppia: Luka Kovac/Abby Lockhart
Prompt: 030: Morte@ fanfic100_ita
Rating: Giallo
Set In Time: Stagione 13: è nato Joe da poco, Luka ed Abby non sono ancora sposati, Ames non è accaduto.
In questo capitolo si fa riferimento agli avvenimenti della puntata 12x13: Body And Soul (ovviamente da me rivisitati). In particolare, il dialogo del flashback è preso direttamente dal flashback dell'episodio originale. Eh. Grazie a framasi1965  che mi ha fornito il dialogo.
Note: Long fic; What If?; Abby's POV; angst (molta angst)
Allora, questa storia ha una "gemella": Ritorno, una fiction che parte dallo stesso punto ma raccontata dal punto di vista di Luka. Non è indispensabile leggere le due storie per capire; si capisce tutto benissimo anche leggendone una sola soltanto (ma io vi voglio più bene se le affrontate tutte e due...)
Disclaimer: Luka Kovac ed Abby Lockhart non sono miei, ma di tutti gli aventi diritto. Non ci guadagno nulla.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html


 

Segue, quasi senza accorgersene, l'andamento della metropolitana. Galleggia, quasi, a malapena consapevole che tutto ciò che non la fa cadere è il palo di metallo a cui si sta distrattamente reggendo.

Un altro giorno.

Nessuna telefonata, nessuna lettera, nessun segno. Niente. Inizia a sentire che l'attesa la sta uccidendo.

In ospedale, si muove e lavora come se niente fosse. Ma sa che le occhiate degli altri la condannano. La legge, nei loro sguardi, la commiserazione; lo percepisce, nei loro occhi, il senso di pietà. Pochi credono che Luka tornerà. E fa male. Come se l'amicizia di cui si vantano tanto sia solo apparente, di circostanza.

Cerca di distrarsi con l'arrivo di un'ambulanza e potrebbe riuscirsi se non conoscesse il paziente.

"Professore..."

L'uomo, intubato, semiparalizzato sulla barella, la fissa da dietro il tubo. Lo sguardo è livido, spaventato. Ma lei lo riconosce. E ci vede quello che ci vedeva anni fa, dietro a quello sguardo. La forza e la determinazione. La sicurezza.

 

***

"Abby Lockhart, sono al primo anno. Avrei bisogno di una firma per lasciare questo corso"

"Abbandonare la biochimica?", gli occhi di Nate sono curiosi, ma si capisce dalla loro luce che hanno già vissuto la stessa situazione con altri studenti.

"Sono già stata bocciata al primo trimestre e non ho molta fiducia per il futuro"

"Ma è fondamentale!"

Non è da lui insistere troppo, ma quella studentessa gli piace. È sempre puntuale ed attenta. Può farcela, con un po' di fiducia.

Abby si sente sconfitta, come molte volte nella sua vita. Abbassa lo sguardo, non può sopportare gli occhi del professore. E lo ascolta distrattamente mentre patagona la biochimica alla danza. Vuole solo fallire in santa pace; tanto tutti si aspettano di essere delusi da lei.

"... Le garantisco che si berrà l'esame come un bicchier d'acqua. Anzi, guardi, ci scommetto dieci dollari"

Un sorriso, una luce furba negli occhi.

***

Il Professore Nate Lennox è (o lo era) in grado di convincerti con lo sguardo. Ed Abby non riesce a non pensare a Luka che è in grado di fare esattamente la stessa cosa. Sopsira, tentando di concentrarsi sul paziente. Ma è una gran pena vederlo lottare persino con il computer che gli permette di esprimersi.

"Professor Nate..."

"Abby...", anche la voce elettronica ha una sfumatura debole, sconfitta, "... penso che ci siamo, ormai..."

"Prof..."

"No, Abby. Potresti far chiamare Fran?"

La donna fa un cenno a Sam e poi si siede accanto a Nate. Controlla rapidamente i parametri e poi incontra il suo sguardo. Forse quello sguardo ha perso la forza di un tempo, ma quegli occhi parlano ancora. E le stanno dicendo quanto è orgoglioso di lei, la sua studentessa quasi rinunciataria.

"Scommettiamo dieci dollari che..."

Nate sbatte le palpebre, interrompendola: "No... siamo pari. Tu non mi hai mai pagato, io non ti ho pagato l'ultima volta. Stavolta, non potrei riscuotere la mia vincita", una lacrima gli scivola sulla guancia.

In quel momento entra Fran. Si avvicina subito al letto per afferrare una mano dell'uomo. Guarda brevemente Abby, riconoscendola. Abby si alza ed esce, dicendo qualcosa riguardo all'arrivo dello specialista. Sulla porta, incrocia brevemente lo sguardo di Nate: la sta ringraziando. Ha gli occhi di chi è pronto, di chi ha visto. Ha lo sguardo tinto d'infinito. Abby sente di affogare in quegli occhi.

Va in salottino e cerca di calmarsi con la compilazione delle cartelle. È un lavoro odioso, ma non serve essere particolarmente concentrati. Non si può uccidere qualcuno revisionando una cartella. Non ci si sente affogare quando si ha davanti una cartella da riempire.

Un paio d'ore dopo è Sam a portare la notizia: Nate Lennox è morto.

Abby si alza, apre il suo armadietto, si toglie il camice e lo stetoscopio. Si muove con gesti calcolati, come per non sprecare le forze. E ci riesce, quasi, a non crollare, ma poi vede la foto sul suo armadietto: Luka, sorridente, felice, con in braccio Joe. Gli occhi di Luka sono luce pura che irradia la stanza. I suoi occhi sono la vita. E Nate è appena morto. E nessuno la sta aspettando a casa per consolarla. Tira un pugno allo sportello dell'armadietto, e piange. Gli occhi di Luka. Le mancano da impazzire. Rivuole il suo sguardo, rivuole lui, rivuole ciò che avevano. Odia Vukovar. Con tutta se stessa.

 

Tags: character: abby lockhart, community: fanfic100_ita, fandom: er, long fic, long fic: attesa, pairing: luby
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