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[ER] - Ritorno - Capitolo 04

Cosa, ho cambiato di nuovo layout? Chi, io? No, sbagliate, ve lo state immaginando... va bene, va bene, sono psicopatica, e allora? Però sono tornati i mood themes di Luka ed Abby. Felici?

 

4.

 

C’era un uomo qui, una volta”

Sguardo stanco, solo parzialmente interessato al racconto della donna anziana accanto a lui.

Parco. Panchina. Due raggi di sole. Più che sufficiente per trovare il coraggio di attaccare bottone con uno sconosciuto. Modo lieve ed ingenuo per allontanare la solitudine. Anche solo per un attimo.

Durante la guerra, intendo. Un uomo”

Stranamente Luka sente il nervosismo salire. È più attento adesso.

Era un medico... è una bella storia, sa? La vuole sentire?”

La vuole sentire. Non è solo gentilezza o il fatto che è troppo esausto per alzarsi da quella panchina. È davvero interessato. Non sa perché, ma c’è qualcosa in quella storia.

Breve cenno del capo. Sono giorni che non parla.

Come le dicevo faceva il medico, in ospedale. Si dice fosse una persona speciale, di quelle che passano di qui molto raramente. I suoi occhi, quello che si dice di loro, beh... chi lo ha conosciuto dice che nei suoi occhi c’era l’infinito. Ora, io non so cosa significhi questa frase, ma...”

 

***

Javor non è proprio un amico. Però è simpatico ed alla mano. Con lui, è facile dimenticarsi della guerra.

Javor, capelli rossi, efelidi, occhi grigi. E una fantasia infinita.

Javor, cantastorie.

E poi lui li ha guardati, vi giuro, con quel suo sguardo e vi giuro ragazzi, loro hanno capito tutto. Hanno accelerato subito e se ne sono andati. Ed erano cetnici, capite? Cetnici brutti e cattivi e armati e arrabbiati ed è bastato uno sguardo, uno sguardo solo... ma d’altronde, chi può resistere alle occhiate di Luka?”

Scoppio di risate, troppo simile ad una scarica di mitra.

Tono imbarazzato: “Come sempre, Javor sta un po’ ingigantendo i fatti. Non ho la forza di far scappare nessuno, tanto meno usando solo lo sguardo”

Sguardi su di lui. Poi occhiate l’uno con l’altro. E, infine, ancora Javor.

Javor e la sua ultima verità: “Luka, nei tuoi occhi c’è l’infinito”

***

 

La signora riflette assorta. Ha finito la sua storia, anche se non si è resa conto che Luka non la sta più ascoltando. Sospira; riesce persino ad immaginarselo quel giovane. Pensa che le sarebbe piaciuto incontrarlo. La cosa strana è che era da un po’ che non pensava più a quella storia, ma quel giorno le era tornata improvvisamente in mente.

È Vukovar, certo. Vukovar che ti lavora dentro, Vukovar e i suoi ricordi.

Vukovar, una parola sola, ma con dentro un universo.

Se ne parla ancora di quel giovane, sa? E tutti noi un pochino lo amiamo. Non so se è esistito davvero, ma è bello sapere che potrebbe esserci stato qualcuno che ha saputo dare la forza a Vukovar... Luka”

Lui alza gli occhi e la fissa.

Luka. Così si chiamava”. Lei tace e lo guarda. È un momento lunghissimo. Nessuno parla. Lei, istintivamente, lo riconosce. Luka, dagli occhi infiniti. Non può sbagliarsi.

Ora lo so”, la voce è un po’ roca, “so cosa significa affogare dentro gli occhi di qualcuno. Ora lo so, è come impazzire rimanendo sani. I tuoi occhi...”

Silenzio. Luka si sente irreale.

La donna accenna un sorriso, il sorriso di chi sa: “Bentornato. Bentornato, Luka. Vukovar ti stava aspettando.”

Poi si alza, e, un po’ instabile sulle gambe, si allontana.

E Luka alza gli occhi al cielo, una lacrima solitaria sulla sua guancia.



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Gli occhi di Goran (Luka), lo sapete, per me sarebbero da aggiungere alla lista delle Meraviglie del mondo. Li trovo semplicemente spettacolari. E, nell'angst di questa storia, potevo non dedicare loro un capitolo?

Tags: character: luka kovac, fandom: er, livejournal, long fic, long fic: ritorno, new layout, pairing: luby
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