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[ER] - Ritorno - Capitolo 02

Buongiorno, amici cari. Ho fatto l'account a pagamento e quindi mi posso permettere un nuovo bellissimo layout (ci ho messo solo venti minuti a scegliero, direi che stiamo migliorando...)
Per festeggiare questo lieto avvenimento, immergiamoci nella depressione di Ritorno. Bello, no?

Buona lettura.

 

2.

 

 

La notte. Buia, silenziosa e persecutoria.

La notte è sempre la stessa, non cambia mai. La notte. E Vukovar.

Inclina la testa di lato, lo sguardo fisso davanti a sé, per cercare di vedere, come se non stesse già vedendo abbastanza.

Farsi del male. La cosa che da sempre gli riesce meglio.

 

***

Papà…”

Fantasma bianco sulla porta, piedi nudi, voce titubante

E’ buio… ho paura…”

Voce incrinata. Come resistere, come?

Sguardo comprensivo, sorriso accennato. Lei ha già vinto, ma ancora non lo sa. Non sa che vincerà sempre. Sempre, anche quando non ci sarà più niente da vincere. Sempre.

Vieni. piccola”

Piedini che corrono, lenzuola in movimento, tepore. La sua pelle candida.

***

 

Lungo sospiro. Si allontana dalla finestra. Camera d’albergo ordinaria, come le milioni che ha già visto, frequentato, abitato. Chissà cosa avrebbero da raccontare quelle camere. Chissà cosa racconterebbe quella di Vukovar. Denominatori comuni: tristezza e malinconia. Luoghi fatti per brevi permanenze, luoghi fatti per dimenticare. Camere. Alberghi. Monotonia.

Il telefono è come se lo aspetta: bianco, pesante, antiquato. Solito pensiero banale del quanto pagherà la telefonata. Accarezza la cornetta curva. Chiude gli occhi.

 

***

Ti posso chiamare?”

È una delle poche volte in cui lei gli chiede il permesso di fare qualcosa. Il suo cuore manca un battito.

Ti telefonerò io”, la voce gli trema: come può riuscire a dirle una cosa del genere? “Non preoccuparti”

Lei tocca la sua valigia aperta, come per lasciargli un suo ricordo. Si siede sul letto. Come può non preoccuparsi?

Luka…”

Sguardo smarrito, viso pallido, occhiaie. Come se qualcosa lo stesse divorando da dentro. D’improvviso, Vukovar.

Sospiro strozzato. La mano esausta che passa ancora su quegli occhi distrutti.

Ma cosa è stato?”

Sfugge la domanda, come sempre.

Tra mezz’ora devo andare”

Ti accompagno io”

Silenzio. Groppo in gola.

***

 

La nausea sale improvvisa. Corre in bagno. Si lascia cadere in ginocchio davanti alla tazza. Conati.

Poggia la testa contro la vasca, guardando il soffitto giallino. Sta tremando, il fisico esausto. Non dorme più.

Cos’è stato?

Perché?

Perché adesso?

Vukovar rimane muta e imperscrutabile. Lui si spegne a poco a poco.

 

Tags: character: luka kovac, fandom: er, long fic, long fic: ritorno, new layout, pairing: luby
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