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[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 36: Identificazione

Molto ma molto probabilmente oggi ho preso la mia prima multa... vi dirò tra un paio di mesi se mi arriva qualcosa. Per consolarmi, ho comprato un paio di sandali tacco 12 che, se non sto attenta, mi causeranno la frantumazione delle caviglie. Ma tant'è...

Buona lettura.

IDENTIFICAZIONE

Whenever the road is too long,

whenever the wind is too strong,

wherever the journey may lead to

I will be there for you”

I Will Be There For You, J. Andrews

 

Kem l’aveva sempre saputo che quel giorno sarebbe arrivato. Aveva tentato di non pensarci e di continuare a fare finta di niente, ma nel suo cuore c’era l’inesorabile certezza che un giorno, in futuro, qualcuno le avrebbe chiesto di fare quello che stava per fare.

Il giorno prima lo squillo del telefono non era sembrato particolarmente minaccioso o preoccupante. Aveva risposto John e lei era rimasta placidamente sdraiata sul divano. Posizione che, tra l’altro, le consentiva di vedere il viso di suo marito mentre parlava nella cornetta.

Ripensandoci adesso, Kem si trovò a desiderare di non aver mai visto il volto di John impallidire e i suoi occhi spalancarsi. Cattive notizie. E appena lo pensò seppe che quelle cattive notizie riguardavano lei. Tese l’orecchio.

Sì, agente… sono il marito… no, dica pure”

Lunga pausa in cui Kem trattenne il fiato.

Certo, si può fare… domani? Sì, beh, ne devo parlare con lei, ma sono sicuro che sarà possibile. Casomai la richiamiamo. Grazie. Lo so. Arrivederci”

Attaccò e le si avvicinò come a rallentatore soppesando nella sua testa le parole da dirle. Lei si mise seduta e lui le si sedette accanto, guardandola negli occhi. Rimasero in silenzio per un attimo, nella vana speranza che qualunque cosa li allontanasse dal momento che stava per inghiottirli.

Lui respirò a fondo per farsi forza: “Era l’agente Tilny. Ti ricordi? È quello che sta conducendo le indagini sul tuo…”, deglutì allontanando lo sguardo per un secondo, “… beh, hanno una lista di sospettati e qualcuno dovrebbe identificarli”

Vuoi dire che io li devo identificare”

È necessario”

Non lo voglio fare”

Tesoro, puoi far arrestare un criminale. Puoi impedire che succeda ad altre donne…”

Sì, ma cosa cambia? A me è già successo. E se poi lui scopre che l’ho denunciato io?”

Ma non può scoprirlo. Kem guardami, per piacere. Come ti sentiresti se ti dicessi che mi sono dovuto occupare di un’altra donna sapendo che è stato lui a violentarla?”

Cos’è, mi ricatti adesso?”, sembrava arrabbiata ed offesa.

John se ne sentì male, sapeva che era colpa sua, ma voleva chiudere quella storia il prima possibile. “Non voglio fare niente del genere. Sto solo dicendo che sarebbe la cosa giusta da fare. Io sono qui con te per aiutarti… senti, ti amo e questo non può cambiare, ok?”

Nemmeno se domani non andiamo in centrale?”

Nemmeno in quel caso”

Lei lo guardava. Sembrava meno arrabbiata e più tranquilla, adesso. Lui capì di averla rassicurata.

Forse non sarò in grado di riconoscerlo…”

Però ci avrai tentato. Ti ricordi quando nella tua lettera mi parlavi del coraggio delle donne africane?”

Lo so”, sospirò e lo fissò, “Sono solo spaventata. Però è proprio questo che dà la forza a quelli come lui… va bene, John, lo farò. Promettimi che non mi lascerai da sola, però”

Hey, ho promesso di amarti nella buona e nella cattiva sorte, no?”, le sorrise scherzosamente. La tensione si allentò.

E adesso, davanti a quel vetro/specchio continuava a richiamare alla mente il sorriso giocoso ma sincero di John. Gli strinse la mano cercando di trovare il coraggio. Davanti a lei si allinearono cinque uomini diversi e Kem tremò leggermente: sapeva che non potevano vederla, ma continuava ad avere paura. Iniziò ad osservarli, domandandosi come si sarebbe ricordata di lui, quando i suoi occhi si bloccarono sul numero Quattro. Era abbastanza alto, coi capelli neri alle spalle ed il pizzetto. Un uomo piuttosto ordinario, se non fosse stato per il neo a forma di triangolo che aveva sullo zigomo. Sapeva quando lo aveva visto la prima volta. Spalancò gli occhi e sentì che le girava la testa. Si appoggiò a Carter che le mise un braccio intorno alle spalle.

È lui, il Quattro”, si stupì della fermezza della propria voce, “Ne sono sicura. Quel neo lo riconoscerei ovunque”

Kem si sentì subito meglio. Uscì dalla centrale insieme a John che la guardava come se fosse stata un’eroina.

Sorrise tra sé e sé: era esattamente così che si sentiva.

 

Tags: character: john carter, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati 2, my life, pairing: luby
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