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Trauma Two

"Charge at 200 and... clear!"


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CSI: NY
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[CSI: NY] - Ali spezzate

Titolo: Ali spezzate
Fandom: CSI: NY
Coppia: Don Flack/Jessica Angell
Set: Beta@ 1frase (sfida multifandom - punto due)
Rating: Giallo
Set In Time: episodi sparsi delle stagioni 3, 4 e 5, più un paio di spoiler della stagione 6.
Note: Ho notato che nella versione in lingua originale Jessica viene chiamata spessissimo Jess. Ho deciso di mantenere questo dettaglio, perché mi piace di più col soprannome, mi sembra qualcosa di più dolce e carino, ecco.
Disclaimer: Don Flack e Jessica Angell non mi appartengono. Quindi, non ci guadagno nulla. Non denunciatemi, per piacere.

 

01 – Angelo

“Detective Angell, piacere”, qualunque battuta cretina sull’avvenenza angelica della detective fu spazzata via – ancor prima che Flack aprisse bocca – da un’occhiataccia di Jess.

 

17 - Libertà

"Testimoni?", lui non disse nulla, limitandosi ad indicare, con un sorriso divertito sulle labbra, la Statua della Libertà che si ergeva alle loro spalle.

 

23 - Costa

" 'costa qui!", Angell lo guardò infastidita: lei stava guidando, ma lui - per di più con la bocca piena di qualche schifezza che si stava mangiando - si sentiva in diritto di dirle dove parcheggiare.

 

14 - Folla

Seduta su una panchina con un ridicolo vestitino, Jess aspettava l'arrivo del Sospetto X; la cosa confortante era percepire, anche in mezzo alla folla newyorkese, lo sguardo vigile di Flack che si accertava che non le succedesse nulla.

 

47 - Rosa

Quel suo ti dona il giubbotto anti-proiettile valeva, agli occhi di Angell, molto di più del più romantico ed enorme mazzo di rose rosse.

 

02 - Sorriso

Nascose l'imbarazzo dietro un sorriso, maledicendosi per il complimento che gli era scappato; non che lei non se lo meritasse - era bellissima, accidenti - ma non voleva farle credere che ci stesse spudoratamente provando con lei, come era solito fare con le altre donne - tutte un po' banali, senza troppo cervello - che aveva avuto.

 

50 - Cecità

Se anche Amber Stanton, una perfetta sconosciuta, li aveva scambiati per una coppia poteva davvero esserci qualcosa che a loro due stava sfuggendo?

 

33 - Caduta

Massaggiandosi il fondoschiena livido, Angell si ripromise che, la prossima volta che avrebbe salvato Flack da un taxi impazzito, avrebbe trovato il modo di far cadere lui a terra per primo e non viceversa.

 

12 - Occhio

"Ci vuole occhio per queste cose", e tu ne hai due meravigliosi, color mar dei Caraibi... Jess, ma cosa... il caso, concentrati su quello!

 

18 – Gelato

Jess, guardandolo divorare un gelato come se fosse stato il suo ultimo pasto, sorrise tra sé e sé: quella di Don con il cibo era una vera ed eterna storia d’amore.

 

35 - Felino

A Jess sarebbe piaciuto avere un gatto, un bel micino da coccolare, ma poi scoprì che Flack era allergico e d'improvviso il desiderio perse d'importanza.

 

07 - Finestra

Fu mentre lo guardava attraverso la finestra-specchio della sala interrogatorio che Jess capì che il suo interessa per Don era più profondo di quanto volesse far credere: lo trovava adorabile anche mentre faceva il poliziotto cattivo.

 

22 - Brezza

Osservando l'espressione confusa e triste di Flack, Jess sperò che la brezza che soffiava tutt'intorno potesse catturare il suo racconto su come aveva conosciuto la piccola Samantha e portarsi via tutto, il più lontano possibile.

 

31 - Bacio

Il motivo per cui Don la baciò, rischiando di rovinare il loro rapporto e le loro carriere, era che, obiettivamente, era stanco di non baciarla.

 

04 – Pericolo

Lo guardava prepararsi per uscire ad inseguire qualche sospetto; era il loro lavoro ed avrebbe dovuto esserci abituata, ma non potè fare a meno di sussurrargli: “Promettimi che starai attento”

 

10 - Pace

"Pace?", ed eccolo lì, con quei suoi occhioni a fissarla dal pianerottolo: come poteva tenergli il broncio per averla fatta sentire poco importante, messa in secondo piano rispetto al loro lavoro?

 

20 - Pesce

"Non posso credere che tu - tu! - stai rifiutando qualcosa da mangiare, con la scusa infantile che il sushi è troppo viscido e ti fa impressione!"

 

27 - Telefono

Il trillo fastidioso - ed inopportuno - del suo cellulare interruppe quello che, secondo Flack, era il modo migliore per svegliarsi: una sessione hot con la sua detective preferita.

 

38 - Lotta

Non c'era stata lotta in verità: quando Flack l'aveva vista afferrare le manette dal comodino, aveva quasi inconsapevolmente allungato il polso verso di lei per facilitarle il lavoro.

 

29 - Stile

Jess ridacchiava sempre come una scolaretta quando Don le faceva l'occhiolino, sussurrando: "Sai, sono un poliziotto vecchio-stile: stanza fredda, lampada puntata in faccia e voce grossa"

 

 

16 – Sogno

L’esplosione avvenne solo nella sua testa, ma prima di capirlo Flack si svegliò col respiro strozzato ed il sudore a colargli lungo la schiena; Angell, accanto a lui come succedeva ormai di frequente, non potè far altro che massaggiargli la schiena, sussurrando dolce: “È solo un sogno, è tutto ok”

 

45 – Volontà

Sentendo il cellulare trillare a pochi centimetri dal suo orecchio, Flack, ancora mezzo addormentato e mezzo incastrato sotto al corpo di Jess, si mosse letargicamente per afferarlo e rispondere; sentendo la voce sull’altra linea Don sospirò profondamente: certe volte, era necessaria tutta la sua forza di volontà per non mandare a quel paese Mac e le sue telefonate inopportune dalle scene del crimine.

 

21 - Sole

"Tu e Stella, completamente da sole!", Flack scosse la testa, incredulo di quanto Jess gli stesse confessando: non era possibile che loro due, ignorando gli ordini, si fossero messe ad indagare su un caso pericoloso come quello di Diakos.

 

15 - Gabbiano 

I gabbiani volteggiavano stanchi sui cumuli di sporcizia e Jess sentì infrangersi uno dei sogni romantici di libertà che aveva avuto da bambina; fortuna che un altro dei suoi sogni romantici era lì accanto a lei, intento ad interrogare il custode della discarica.

 

41 - Vecchiaia

"La vecchiaia avanza, detective", Jess ridacchiava indicando i capelli bianchi sulla testa di Flack; ma quando lui ribatté prontamente "Pensa che hanno cominciato ad imbiancare da quando ti frequento...", fu lei a rimanere senza parole.

 

44 – Paradiso

Lei lo guardò soddisfatta, a cavalcioni sopra di lui, spostandosi una ciocca di capelli sudati dal viso: “Tutto bene?”, “Sono in Paradiso… ma d’altronde cosa mai potevo aspettarmi frequentando te?”

 

28 – Orizzonte

Jess preferiva fingersi assorta a trovare risposte scrutando l’orizzonte, piuttosto che dover aiutare Don a scegliere tra le sue ridicole cravatte colorate quale fosse la migliore.

 

06 – Mondo

“Ma qui c’è il mondo!”, il commento entusiasta di Jess di fronte alla folla allegra, fece sì che Don si piegasse verso di lei per sussurrarle all’orecchio “Il mio – di mondo – è qui di sicuro”: adorava vederla arrossire.

 

08 – Spazio

Quattro adorabili – e protettivi – fratelli maggiori, un padre poliziotto in pensione; eppure nel cuore di Jess si era creato spazio anche per l’ironico e sarcastico detective della omicidi che sapeva capirla così bene.

 

03 – Felicità

Quella mattina di maggio Angell si sentiva particolarmente felice, senza un vero motivo, quindi afferrò il cellulare e, lanciando un’ultima occhiata a Connor Dunbrook, telefonò a Flack: aveva proprio voglia di sentire la sua voce e flirtare con lui.

 

48 – Voce

“Io… te… una bottiglia di vino e quel negligee nero che ti piace…”, la sua voce attraverso la cornetta: non esisteva niente di più perfetto.

 

39 - Motore

Avrebbe anche fuso il motore della macchina, pur di arrivare nel breve tempo possibile da lei e capire cosa accidenti era successo da Tillery.

 

05 – Confusione

Flack non notò nemmeno la confusione che regnava da Tillery; come avrebbe potuto quando la sua detective era a terra, sdraiata nel suo stesso sangue?

 

26 – Bugia

“Jess, Jess… andrà tutto bene, guardami”, la prima – e l’ultima – bugia che le avrebbe mai detto.

 

32 - Mano

Le strinse la mano fino a quando si rese conto con dolore che non sarebbe mai più riuscito a scaldargliela.

 

46 - Reale

Quando cominciò il suono delle cornamuse intonanti Amazing Grace, Flack si rese conto che era reale: Jess era morta davvero.

 

19 - Controllo

L'uomo a terra, disarmato, aveva ucciso la sua Jess; fu questo - e l'immagine di lei sul pavimento della tavola calda - a far perdere a Don tutto l'autocontrollo che possedeva ed a costringerlo a premere il grilletto.

 

43 – Sangue

Avrebbe dovuto gettarla quella camicia, ma la macchia lasciata dal sangue di Jess era – in maniera un po’ dsgustosa – tutto ciò che lo aiutava ad andare avanti.

 

24 – Città

Entrambi adoravano New York, entrambi lavoravano per New York; ma quando la città si prese Angell, Flack provò una punta di risentimento nei suoi confronti.

 

13 – Mare

“Magari un giorno ti porto al mare”, un’altra delle cose che non avrebbe potuto fare più.

 

37 - Fantasma

Era strano: era lei ad essere morta, eppure era lui a sentirsi un fantasma, pronto a sparire nel nulla da un mometo all'altro, senza forza, senza speranza, senza lei.

 

42 – Domani

Flack prese il post-it verde su cui si poteva leggere nella caligrafia ordinata di Jess “Ricorda, domani sei a fare jogging con me” e lo strappò in mille pezzi, mordicchiandosi le labbra, sconfitto: niente jogging ormai, piccola.

 

09 – Vista

Alla vista della scrivania vuota di Jess, Don sentì le sue ginocchia vacillare. Fortunatamente, qualcuno lì fuori aveva commesso l’ennesimo omicidio, dandogli un motivo per lasciare il distretto.

 

49 - Solitudine

Nonostante fossero anni che viveva da solo, da quando Jess se ne era andata sembrava che la solitudine se lo stesso inghiottendo.

 

40 – Tornado

Nella vita di Don, Jess era stata come un tornado; e, proprio come un tornado, quando se ne era andata aveva lasciato solo distruzione e dolore nel suo cuore.

 

25 - Casa

La casa è il posto in cui hai il cuore, aveva detto qualcuno - troppo alcool per ricordarsi il nome - ma Flack si trovò perfettamente d'accordo, visto che da quando Jess non c'era più lui non si sentiva più a casa da nessuna parte.

 

11 - Sbaglio

Le donne occasionali, le lunghe bevute, lo stordirsi col lavoro erano stati tutti stupidi errori: nulla lo aiutava a dimenticare Jess e quello accaduto durante la sparatoria.

 

 

34 - Volo

Dall'ultima telefonata di Jess al risveglio sul divano di Terrance, con i postumi di una sbornia mostruosa: un volo pindarico e precipitoso verso l'inferno.

 

36 - Gravità

La gravità del suo comportamento era impersonificata da Mac, ritto e serio, di fronte alla porta del bagno della casa di Terrance.

 

 

 

30 - Malinconia

A distanza di poco più di un anno, Don stava recuperando il senso della sua vita, anche se, a volte, la malinconia per quello che aveva avuto e di quello che avrebbe potuto avere con Jess lo inchiodava al terreno, togliendoli il respiro.

 



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