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[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 27: Carter

Lasciamo i due all'Aja e torniamo a Carter. Ennesima lettera, perché ER è stato anche questo: lettere scritte, spedite e ricevute.
Buona lettura.

 

CARTER

Don’t you cry tonight

I still love you baby”

Don't Cry, Guns'N'Roses

 

«Caro John,

come iniziare (e continuare) questa lettera senza sembrare troppo patetica e scontata?

Solo adesso mi sono resa realmente conto del male che ti ho fatto andandomene via così, lasciandoti solo ed impotente, quando tutto quello che volevi fare era aiutarmi. Il fatto era che avevo davvero bisogno di allontanarmi da Chicago e tornarmene a casa. Già, casa, perché, per quanto mi piaccia stare in America, quella non sarà mai casa mia. Qui mi posso immergere nei miei ricordi d’infanzia, posso sentire gli odori familiari ed accoglienti con i quali sono cresciuta.

Lo so, di fronte ai tuoi occhi “cittadini” il Congo non sembra per niente rassicurante, ma ti posso garantire che a me suggerisce una grande tranquillità.

Mi sono fatta delle amiche: sono donne che hanno subito il mio stesso trauma e capiscono come mi sento. Io le guardo affrontare ogni singolo giorno e sono colpita dalla loro determinazione. Nonostante tutto vanno avanti crescendo i loro figli ed amando i loro uomini.

A questo punto siamo arrivati al cuore della mia lettera. Te lo ripeto: so di averti ferito, so che volevi aiutarmi e proteggermi (non è forse questo uno dei ruoli che ti sei scelto sposandomi?) ma non potevo. Mi sentivo come un frutto congelato, freddo fuori ed ancora più freddo dentro. Ero di ghiaccio, senza vita. Purtroppo me ne sono resa conto solo adesso ed ho capito che ho commesso un grosso errore nei tuoi confronti: ai miei occhi apparivi prima di tutto come un uomo e, in quel momento, eri il mio nemico assoluto. In verità tu eri (e sei) mio marito e non un uomo qualunque. Da quando ci frequentiamo l’idea che tu possa farmi del male non mi ha mai sfiorata, anzi, ti ho sempre considerato molto tenero, specie la notte, con quelle tua espressione da bambino addormentato.

Tutto questo per dirti che mi sbagliavo: non sono un frutto congelato. L’aria calda di qui ha cominciato a lavorarmi dentro e, di nuovo, ho sentito il mio corpo caldo e vivo.

Ho scoperto che mi manchi e che vorrei essere lì con te. Non sono ancora guarita, non del tutto, ma vorrei ancora stringerti e lasciarti giocare con i miei capelli. Oggi come oggi non potrei ancora lasciartelo fare, ma so che tra non molto sarà possibile. Farò di tutto perché quel giorno arrivi presto.

Io ti amo ancora, John. Se provi lo stesso per me prova a capirmi. Ed ad aspettarmi.

Ti abbraccio forte,

Kem»

Carter si asciugò gli occhi e sospirò. Da quando era partita, era la prima volta che riceveva notizie da sua moglie. E che notizie! Si sentiva strano, come se non fosse più abituato alla felicità. Toccò la riga in cui lei ammettevasi amarlo ancora e immaginò di accarezzarle il viso. Sorrise con gli occhi ancora lucidi.

Prese la lettera, la piegò con cura e la mise sul comodino. Poi si sdraiò sul letto e guardò alla sua destra: presto quel lato non sarebbe più stato vuoto. E anche la loro casa sembrò sorridere a quel pensiero…

 

Tags: character: john carter, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati 2, pairing: luby
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