drk_cookie (drk_cookie) wrote,
drk_cookie
drk_cookie

  • Mood:
  • Music:

[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 24: Studio del Dr Ira Goldstein

 

STUDIO DEL DR GOLDSTEIN

Maybe there’s a God above,

but all I ever learn from love

was how to shoot somebody who outdrew you,

and it’s not a cry that you hear at night,

it’s not somebody who’ve seen the light,

it’s a cold and it’s a broken hallelujah”

Hallelujah, J. Buckley

 

È un uomo, sì, un uomo è quello a cui si avvicina di più”

Rifletteva, Carter, tentando di spiegare al dottore l’immagine che sempre più spesso gli balenava in testa. Ira lo fissava: sedeva composto e, anche se chiaramente angosciato, sembrava non aver perso la calma. Le ginocchia unite e le mani abbandonate di fianco a lui suggerivano che John era stato un bambino sempre attento a non disturbare, ad essere paziente, che prima o poi qualcuno lo avrebbe ascoltato. Troppi anni passati in un collegio.

Lo fissò negli occhi: “Un uomo, hai detto?”

Sì. Un uomo, bianco, di questo sono certo, che se ne sta in una cella. Ma non è una prigione grande, è una di quelle prigioni dei paesi di provincia, spesso nascoste dietro l’ufficio dello sceriffo. E quell’uomo è lì dentro ed io lo so che non è rinchiuso per un crimine ‘da paese’, che ne so rissa in un bar o cose simili. Lo so”

E come fai a saperlo?”, Ira trovava molto interessante il discorso di Carter e la certezza nella sua voce mentre parlava.

Perché lui poi alza gli occhi e li fissa dentro i miei… so che sta guardando me… e quello è uno sguardo di qualcosa di indescrivibile, è odio puro, è malvagità, è voglia di fare del male”

E da quanto tempo va avanti?”

Carter alzò le spalle e fece una piccola smorfia: “Non saprei, un paio di settimane, forse. Io chiudo gli occhi e lui è lì, a fissarmi, da dietro le sbarre. Ed io lo so che quelle sbarre non possono niente contro di lui”

Ira annotò qualcosa sul suo blocchetto e poi rimase in silenzio. Qualche minuto dopo parlò: “Cosa ti ha portato da me?”

Oggi una mia collega e grande amica, Susan Lewis, è stata poco bene. Sa, è al settimo mese di gravidanza, ha avuto una piccola emorragia… alla fine tutto si è risolto per il meglio”

E?”

Io ero lì, e davvero le voglio bene, ma in quel momento non ho provato nulla, il buio più totale. Ho avuto paura”

John, l’uomo in cella è lei. È la parte malvagia che vuole uscire. E aspetta che la sua parte razionale le apra la porta. È molto arrabbiato, John, arrabbiato con tutti: con Susan, che sta per realizzare un sogno; con Luka, che se n’è andato in Olanda proprio adesso; con Abby, che lo ha accompagnato e, ovviamente, con Kem…”

Ma io…”

No, aspetti. È giusto che lei sia un po’ arrabbiato, ma non deve esserlo con le persone che le vogliono bene. La vita succede, John. La scelta spetta a noi. Quell’uomo in cella, la sua libertà, dipende da lei. Se lo lascia uscire, può scoprire che magari è in grado di controllarlo; ma reprimerlo così… no, non va”

Sono confuso…”

Lo so. Ci vediamo la prossima settimana?”

Un sospiro: “Va bene”, e, dondolando, si allontanò.



---
Ladrando, ladrando... l'uomo malvagio in cella non è un'idea mia, ma è l'idea che ha spinto Mr Stephen King a scrivere La tempesta del secolo, romanzo che io consiglio caldamente.

Tags: character: john carter, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati 2, pairing: luby
  • Post a new comment

    Error

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your reply will be screened

    Your IP address will be recorded 

  • 0 comments