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[ER] - Non è solo vetro di Murano

Titolo: Non è solo vetro di Murano
Fandom: ER Medici in prima linea
Coppia: Luka Kovac/Abby Lockhart
Prompt: 041: Forme@ fanfic100_ita
Rating: Verde
Set In Time: Ancora stagione 15, ancora estate 2010, perché no?
Disclaimer: Luka Kovac e Abby Lockhart non mi appartengono, ma sono di tutti gli aventi diritto. Il folle venditore ambulante, invece, è tutto mio. Naturalmente, questo non basta a farmi guadagnare dei soldi.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html

 

A Dubrovnik, ogni sabato mattina, c'è un mercatino che invade una delle piazze della città. Abby lo sa, visto che la settimana precedente, mentre ci passavano davanti in taxi, le bancherelle colorate e festose avevano attirato la sua attenzione.

Dopo una settimana passata in casa a godersi, finalmente, la luna di miele, con Joe al sicuro dai cognati, Abby decide che è ora di visitare il mercatino. Non che non le piaccia stare a letto con Luka, ma non vuole sprecare un'altra occasione. Una smorfia di dolore, quasi inconsapevole, si forma sul suo viso mentre pensa alla sua prima vacabza a Dubrovnik. Vacanza. Tecnicamente, ma in realtà...

Si alza dal letto, disincagliandosi con precsione da Luka che, sua adorabile abitudine, dorme praticamente steso sopra di lei, e si avvicina alla finestra. È un'altra stupenda giornata di sole. Apre l'anta ed esce sul balcone. L'aria profuma di mare. Si stiracchia, felice.

"Come mai sei in piedi?", la voce di Luka è ancora piena di sonno.

"Oggi abbiamo dei progetti", torna in camera e si siede accanto a lui.

"Sì?"

"Non guardarmi così, non sono esattamente i progetti che hai in testa tu. Andiamo a vedere la città"

"Ma l'ho già vista mille volte!"

Lei rotea gli occhi e lo schiaffeggia: "Tu l'avrai pure vista mille volte, io, praticamente, mai. Vorrei avere qualcosa da raccontare quando torniamo a Boston... o forse dovrei solo parlare delle tue capacità amatorie?"

Luka schizza fuori dal letto, trascinandola in bagno: "Prima di tutto una doccia. E poi, via, a visitare la città!"

Il mercatino è esattamente come se lo era immaginato: gran confusione, bancarelle di anticaglie varie, oggetti stranissimi ed anche roba che starebbe meglio in una discarica.

Abby è un po' intimorita, gli slavi, sotto sotto, le sembrano tutti un po' fuori di testa. Sa che dovrebbe vergognarsi del suo pensiero, ma non può farci nulla: come definire altrimenti l'ambulante che, vestito da nobile dell'Ottocento, urla frasi a lei streniere pur di vendere la sua merce?

"Wow..."

"Ti piace?", Luka non è per niente scovolto. È a suo agio. Motivo per cui anche lui deve essere un po' fuori di testa. Non che questo le abbia mai impedito di amarlo.

"È... pittoresco..."

"Pittoresco è la versione gentile di 'completamente folle'?"

"Decisamente"

Lui ride. Le afferra la mano e si avvicina alle bancarelle: "Dai, vediamo se che ti incuriosisce"

La gran parte della merce esposta non è di alcun interesse agli occhi di Abby: giornali vecchi, dischi in vinile di improbabili gruppi balcanici, rimasugli nostalgici della Jugoslavia. E poi, infiniti servizi di piatti, bicchieri, tazzine, destinati ad essere usati per pranzi interminabili e troppo formali. 

"I servizi della domenica, eh?"

"Già... quello che avevano regalato a me e Danijela era bianco, classico, ma con un inquietante decoro verdino dalla forma strana dipinto sui bordi. Sembrava un filamento di vomito"

"Dio, Luka, che schifo!"

"Lo so! E noi dovevamo mangiarci, in quei piatti!"

Abby scoppia a ridere. Le piace quando lui le racconta un pezzetto della sua storia con Danijela. Vuol dire che si fida. Ed è sempre bello realizzarlo.

Si guarda intorno e viene attratta da qualcosa. È lei, adesso, a trascinare Luka verso un banchetto alla loro destra.

In bella mostra, possono scorgere degli oggetti di vetro, dalla forma arrotondata. Dentro ogni sfera, ci sono come dei disegni floreali dai coloro brillanti. Abby ne è attratta, senza veramente sapere perché. Fose è la forma, liscia, tonda, quasi da volerli stringere per sentirne bene la consistenza. Niente spigoli. Come a suggerire semplicità e compromesso. Pensieri coerenti e razionali. Avessi almeno bevuto...

Il venditore li sta osservando. Lei, baldanzosa, gli si rivolge. È una delle prime volte che prende l'iniziativa, di solito lascia fare a Luka.

"Scusi, parla inglese?"

"Inglese... sì, poco poco"

"Questi", il suo dito indica gli oggetti sul banco, "... cosa sono?"

"Murano! Vetri Murano originali! Dentro cerchio... guarda... altro vetro colorato che fa fiori. Tutto Murano originale!"

Abby cerca di capire. Non vuole chiedere a Luka. Vuole cavarsela da sola.

"Ma a cosa servono? Sono fermaporte?"

L'uomo la guarda confuso. Sposta la sua attenzione su Luka, che finge quasi di non essere lì. La sta lasciando giocare e lei glien'è grata.

"Servono per tenere aperte le porte?"

Il commeciante scuote la testa, scandalizzato: "No! No! Delicati... fragili... in terra si rompe!"

"Ah... e quindi per cosa si usano?", il fatto che possano essere semplici soprammobili ad Abby sembra sfuggire.

Il Croato, mentre risponde, gesticola con veemenza per sottolienare il concetto: "Serve per... decorazione casa... fermare carta su tavolo..."

"E come arma contundente", una voce che conosce molto bene le sussurra all'orecchio.

Lei si volta a guardare Luka con gli occhi spalancati, come bloccata. Lui finge ancora di non essere presente. Ma lo vede quel sorriso furbo. Si sta divertendo molto. 

Abby sposta ancora l'attenzione agli oggetti sferici. Ne segue la forma con un dito, apprezzando i disegni che sono all'interno: "Ma quanto costano?"

"Piccolo 70 Kune, grande 140 Kune"

Abby fa un rapido calcolo per capire quanti dollari sono e poi annuisce, soddisfatta: "Ne vorrei uno piccolo"

Luka ridacchia alle sue spalle. Lei lo guarda di nuovo, ne studia per qualche momento le dimensioni del capo, lo fissa e, dopo essersi accertata che lui la stia guardando ben bene dice:

"Ho cambiato idea. Prendo quello grande"

La trattativa è terminata. Abby, con il suo vetro di Murano, si allontana mano nella mano con Luka.

"Ti sei divertito alle mie spalle?"

"Un pochino. Era divertente vederti trattare con un vecchio commerciante croato. Sei sopravvisuta!"

"Così adesso avrò qualcosa da raccontare ai nostri colleghi, no?"

"Certo. E pensa quanti particolari potrai aggiungere quando dovrai spiegare il seguente titolo giornalistico: 'Esimio e stimatissimo medico originario di Dubrovnik trovato morto in casa sua. Si cerca ancora l'arma del delitto, ma gli investigatori ne sono più che convinti: è un oggetto dalla forma tondeggiante'"

"Esimio e stimatissimo?", lei non può fare a meno di ridere. La giornata si sta veramente rivelando perfetta, "Allora si sta sicuramente parlando di qualche tuo collega..."

"Spiritosa", Le lascia la mano per circondarle le spalle, "Dai, piccola omicida, andiamo che ti offro il pranzo"

Mentre si allontanano dalla piazza, Abby pensa che l'oggetto acquistato ha già una sua precisa collocazione. La mensola del loro salotto, in parte alla bussola, alla candela rossa ed alla palla di vetro. Gli oggetti che sono stati, negli anni, la forma del loro amore. E che ancora continuano ad esserlo. 

 

Tags: character: abby lockhart, character: luka kovac, community: fanfic100_ita, fandom: er, one-shot, pairing: luby
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