drk_cookie (drk_cookie) wrote,
drk_cookie
drk_cookie

  • Mood:
  • Music:

[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 17: Carter

Nota: In questo capitolo si trattano argomenti molto delicati. Se siete troppo sensibili vi consiglio di non leggere.

 

CARTER

These wounds won’t seem to heal

this pain is just too real

there’s just too much that time cannot erase”

My Immortal, Evanescence

 

Non riusciva a capire l’esatto colore della porta e la cosa lo stava facendo infuriare. Sentiva come se la sfumatura della vernice fosse l’unica cosa importante. Chiaramente era sotto shock e non riusciva a produrre un singolo pensiero coerente. Quando la porta chiusa iniziò a sfuocarsi davanti ai suoi occhi fissi, alzò lo sguardo alle lampade. Ma sono troppo forti. Non dà fastidio tutta questa luce? Lui voleva l’oscurità, non voleva che gli altri lo vedessero seduto con la schiena contro il muro e con lo sguardo da pazzo. Non voleva vedere le occhiate di commiserazione che gli lanciavano. Ma soprattutto non voleva continuare ad osservare quella porta, perché prima o poi si sarebbe aperta e qualcuno ne sarebbe uscito. Qualcuno con delle notizie. E per quanto si fosse sempre considerato ottimista, non riusciva ad immaginare una sola buona notizia provenire da quella stanza. Capiva i parenti che dovevano affrontare l’attesa. Non si era mai reso conto di quanto fosse duro e difficile. Era come aspettare la propria sentenza di morte.

Quando la porta iniziò ad aprirsi lo fece con una lentezza esasperante. Lui smise di respirare e si domandò quanto sarebbe potuto resistere senza ossigeno. Fissava il pavimento, misurando il momento che lo separava dalla realtà dall’ampiezza dell’angolo che la porta formava spostandosi verso il muro. All’improvviso un paio di scarpe entrarono nel suo campo visivo. Alzò lo sguardo percorrendo il corpo proprietario delle scarpe e ancora su, fino a incontrare due occhi verdi.

John…”, il tono era strano, quasi indistinguibile.

Lui si alzò, sentendo la schiena formicolare per la mancata circolazione: “Luka”. Aveva visto un milione di volte quello sguardo. Sapeva cosa significava. Ogni medico lo sapeva. Ed in un certo senso fu contento che fosse Luka, così gentile e sensibile, a dirglielo. “Allora?”, il silenzio lo stava annientando.

Qualcuno l’ha aggredita. Fortunatamente non ha riportato ferite gravi, solo qualche graffio e contusione”

Come se questo potesse migliorare le cose. Comunque non era davvero così male. Ma allora perché Luka non accennava un sorriso? Cos’era quel tono strozzato? Carter sapeva che c’era qualcos’altro. Qualcosa di indicibile. Aspettò in silenzio. Luka gli mise una mano sulla spalla e cercò il suo sguardo.

Lo fissò: “Pensiamo che Kem sia…”, deglutì, “In verità, ne abbiamo la certezza. John, non voglio mentirti: Kem è stata violentata”.

Non era come si era aspettato. Era peggio, molto peggio. E adesso?

Mi dispiace. Devo chiederti un’ultima cosa, poi potrai andare da lei. Avete avuto dei rapporti nelle ultime 48 ore?”

Carter sbatté le palpebre, come per accertarsi che fosse tutto vero. “Sì, ieri sera e…”, ma non voleva pensarci. Faceva troppo male. Si domandò se si sarebbe sentito di nuovo felice come quell’ultima sera passata insieme. Ieri sera. Sembrava secoli fa. “Posso vederla?”

Luka fece un cenno col capo e li lasciò soli. Carter si avvicinò al letto e le prese una mano. Gliela baciò piano e poi le spostò i capelli dagli occhi, facendo attenzione a non farle male. Un gesto che aveva fatto così tante volte. Un gesto abitudinario, ma che in qualche modo serviva a farlo stare meglio. Ma questa volta non funzionò.

 

Tags: character: john carter, character: luka kovac, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati 2, pairing: luby
  • Post a new comment

    Error

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your reply will be screened

    Your IP address will be recorded 

  • 0 comments