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[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 16: County Cook Hospital, Chicago

Per la zona di Bergamo (e dove la si festeggia): è arrivata S. Lucia? :)

Per la storia: non era successo nulla finora, una sciagura prima o poi arriva...

COUNTY COOK HOSPITAL, CHICAGO

Pregherei, pregherei se mi sentisse Lui

chiederei, chiederei che ne sarà di noi

Gli direi, Gli direi riprendi ciò che vuoi

dammi lei, è tutto quel che ho”

Pregherei, Scialpi & L. Berni

Carter si avvicinò al banco dell’accettazione e guardò in sala d’attesa. Tre persone aspettavano sulle scomode sedie di plastica. Una aveva il polso ingessato. Cancellò il nome di un paziente dimesso e prese un’altra cartella quando la sua attenzione fu attirata dalla risata di Luka. Gli si avvicinò, notando che era al telefono.

Ma certo! Giuro!”, altra risata, “Ok, vado… sì, ti amo”, silenzio, “No, attacca tu, no, tu, tu per prima, dai!”, Luka incrociò lo sguardo perplesso di Carter, “Devo proprio andare. Ciao. A dopo”, e riattaccò.

Ma tu non ti rendi conto… le persone soffrono e tu non riesci ad attaccare il telefono”

Luka sbuffò e prese una cartella: “Mi ha detto Abby che oggi esce con Kem”

Sì, mia moglie vuole comprare delle tende nuove per il salotto. Ha commentato che quelle di adesso sono assolutamente inguardabili”

Beh, nei matrimoni funziona così”

Attento prima che anche Abby arrivi con qualcosa per casa tua”

No! Io adoro il mio appartamento! Non farmici pensare”, e ridendo si allontanò verso le persone che aspettavano: “Signor Stone?”, un uomo dall’espressione arcigna si alzò, “Prego, mi segua. Io sono il dottor Kovač”

Allora, lei lamenta un forte mal di testa… mai sofferto di emicrania?”

Stone fissò Luka e non rispose. Luka aspettò, sentendosi vagamente vivisezionato da quello sguardo. Qui si mette male. “Signor Stone?”

Senta, non cerchi di fare il carino. Io voglio un altro medico e so che è un mio diritto. Non mi farò mettere le mani addosso da uno sporco comunista”, l’uomo non aveva usato un tono di voce alto, ma la richiesta aveva una sfumatura minacciosa.

Ok, le chiamo un altro medico”, mentre Luka usciva dalla stanza scuotendo la testa vide Carter, intento a studiare una radiografia: “Oh, John, l’uomo giusto al momento giusto. Pura razza americana al 100%”

Carter sorrise: “Cosa ti hanno detto oggi?”

Niente di grave, solo che sono uno sporco comunista”

Non hai fatto notare che per te non è un’offesa?”

Ed avvilire il povero Stone? Mai e poi mai. Tieni la cartella”

Tu però ti occupi del mio caso di otite. Sarà mezz’ora che aspetta”

Dove?”

sala visita tre. Grazie”

Dimesso il caso d’otite Luka si avvicinò sbadigliando all’ingresso. Ho troppa voglia di un caffè da Doc Magoo’s. Frank lo fermò a metà strada: “Dottor Kovač, stanno portando la vittima di un’aggressione. La prende lei?”, Luka si guardò intorno: l’ospedale sembrava deserto. “Certo, tra quanto arriva?”

Dieci minuti”

Luka prese la giacca ed uscì ad aspettare. Nevicava ancora e la cosa lo fece pensare al Natale. Quell’anno sarebbe stato diverso. L’ambulanza si fermò proprio davanti a lui. Improvvisamente, un brivido lo percorse. Si avvicinò ai paramedici e chiuse gli occhi. No. Li riaprì e deglutì. Non può essere. Cercò di mantenere la calma: “Cos'è successo?”

È stata trovata ai bordi di una via isolata. Le hanno rubato i documenti. Non sappiamo il suo nome”

Kem”, era un sussurro.

Eh?”

Niente. Portiamola dentro”

Dentro, dove c’era Carter. E come fare a dirglielo? Non appena l’avrebbe vista, non appena avrebbe visto l’occhio nero, le labbra tumefatte, la fronte sanguinante, le unghie spezzate ed i vestiti strappati, lui sarebbe impazzito. Come se avesse percepito qualcosa, John era fermo all’ingresso. “Cosa…? No, no, no, Kem, oddio, Kem, amore rispondi…”, singhiozzava, mentre cercava di allungarsi verso di lei, come per salvarla. Entrarono in emergenza due. “John, devi uscire”, Luka era fermo e determinato.

No, voglio stare con lei”

John, per piacere”, fece un cenno a Malik, “ci pensiamo noi”, ora il tono aveva un non - so - ché di paterno. Carter si arrese e si lasciò accompagnare fuori. Si appoggiò al muro e scivolò sul pavimento, non riuscendo a pensare a nulla. Si sentiva svuotato e inutile. Che cosa ci stava a fare lì? Lui voleva solo stare con Kem, ma lei… mise la testa tra le ginocchia e scoppiò a piangere.

Tags: character: john carter, character: luka kovac, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati 2, pairing: luby
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