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[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 15: Halloween

Ci sono giorni in cui lo strozzeresti, S. Giorni interminabili in cui ti perdi a guardare i mille codici dei cuscinetti, delle schede, delle tastiere e delle batterie. Quando devi interpretare la telefonata a mezza voce, con la linea disturbata, e l'elenco interminabile delle cose da fare e da risolvere. Cose tecniche, che ti costringono a fingere di sapere che tu conosci benissimo la differenza e le varie implicazioni tra errori di encoder e di cambio utensile.
E poi, ci sono giorni come questo, quelli in cui S. ti sorride e, magnanimo, ti dice: "Lunedì fai pure il ponte, ci vediamo mercoledì"
Ed è lì che capisci che, in fondo, S. è infinatamente meglio di F.

HALLOWEEN

I only want to see you laughing in the purple rain”

Purple Rain, Prince

Abby si stava versando il caffè quando la chiave girò nella toppa. Lei non la sentì. Quando la porta si chiuse con un leggero tonfo, lei stava mescolando lo zucchero. Nemmeno stavolta sentì il rumore. Intenta a leggere il giornale del mattino, non si accorse quando l’uomo col mantello nero le arrivò alle spalle. Lui sorrise appena notando il collo nudo. Si piegò delicatamente verso di lei e: “Puosso muorderti sul cuollo?”

Abby sobbalzò immediatamente e con un urlo strozzato si girò verso la voce. Si trovò davanti un volto cereo, occhi cerchiati di grigio violaceo, e capelli scuri tirati indietro col gel. Attraverso le labbra rosse si intravedevano due canini appuntiti e lucenti. Lei era sconvolta: “Luka! Ma sei scemo?!” Guardandolo meglio, scoppiò a ridere.

Cosa c’è di strano?”, Luka tentava di rimanere serio, ma stava già lottando per non ridere.

Abby era ormai alle lacrime; ci mancava solo il suo intrigante accento dell’est. “Lu’ non puoi venire a lavorare così”

Perché?”

Perché sfida le leggi della decenza!”

Ma va’!”, sospirò, cercando di smettere di ridere, “Comunque, non mi merito il bacio del buongiorno?”

Abby si avvicinò e lo baciò, cercando di evitare i canini aguzzi. Gli mise le mani intorno al collo e sentì qualcosa. Una catenella. E sapeva anche quale: “Ma scusa, hai la croce al collo?”

E ma sai che non la tolgo mai”

Vero. Ma magari stavolta era il caso…”

Va be’, vorrà dire che farò il vampiro atipico”, lei gli sorrise, “e tu come ti mascheri?”

Sinceramente Abby non ci aveva pensato, ma guardando Luka le venne un’idea: “Aspetta, torno subito”

Ok, berrò un caffè intanto”

Un caffè? Veramente atipico”

Poco dopo, lei uscì dal bagno: si era schiarita faccia e labbra, e sul collo si era disegnata due puntini rossi.

Wow, la mia prima vittima!”

Sì, ma adesso andiamo che è tardi”

Il Pronto Soccorso, completamente addobbato con zucche e mostri vari, si accorse subito del loro ingresso. Tutti si complimentarono con Luka, ma lui notò che lo guardavano con sospetto, come se avessero avuto paura di lui. È vero, era un po’ impressionante, ma non era certo un vampiro vero.

Dr Kovač, sta proprio bene vestito così”, Luka fissò Morris, “Oh, io volevo dire che… beh, insomma… non volevo…”, il giovane medico si allontanò continuando a balbettare. Luka scosse il capo e prese la prima cartella. Ragazzi sensibili…

Quando Carter arrivò due ore dopo si accorse di essere in ritardo. Entrò di corsa e si fiondò in salottino dove rimase immobile a guardare il parente stretto di Dracula sdraiato sul divano con gli occhi chiusi.

Oh mio Dio!”

Luka aprì gli occhi: “Sei in ritardo… per fortuna non c’è Kerry”

E tu cosa ci fai qui sul divano?”

Sono in pausa. Stanotte ho fatto tardi”

Carter sorrise: “Eh, lo capisco”

John, al lavoro!”

Vado, vado. Non posso sentirti parlare quando sei vestito così”

Luka sbuffò. Si stupiva sempre di quanto fosse ingenua e credulona la gente. Prima un paziente aveva quasi avuto una crisi di panico quando gli aveva detto che avrebbe dovuto prelevargli del sangue. Pazzesco. Però sotto sotto si stava divertendo e si era reso conto che stava marcando di più l’accento.

La porta si aprì ancora e Alex entrò con lo sguardo imbronciato. Appena vide Luka un grande sorriso gli si dipinse sul volto: “Wow, Luka, ma è bellissimo quel vestito!”

Non dovresti essere a scuola?”

All’insaputa di Sam i due avevano formato un rapporto di grande complicità. Luka adorava parlare con lui e il carattere del ragazzino, anche se strano, gli piaceva un sacco.

Mi hanno sospeso. E tutto per uno stupido scherzo”

Stupido scherzo?” Minimo era entrato in classe con una motosega.

Ma sì, ho messo una testa, finta ovviamente, sulla cattedra”

La maestra non ha gradito”

No”

E nemmeno tua madre”

No. Lei non capisce”

E invece sì. È una brava mamma, Alex”. Anche se lui e Sam non andavano d’accordo, sapeva che lei si stava impegnando a fondo col bambino. E poi non l’avrebbe di certo criticata di fronte ad Alex. Dopo un attimo si alzò: la pausa era finita. Prima di uscire dal salottino, il ragazzo lo fermò: “Comunque Luka, tu sei proprio figo ed io voglio diventare come te”. E, incredibilmente, sotto il cerone bianco, il Principe delle Tenebre arrossì.

Tags: character: abby lockhart, character: luka kovac, long fic, long fic: destini incrociati 2, my job, pairing: luby
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