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[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 13 - Vecchi tempi

Il fratello è tornato dalla Libia. Ci ha portato delle spezie. Non so cosa siano, è tutto scritto solo ed esclusivamente in libico. Forse non sono nemmeno spezie...


VECCHI TEMPI

E perché no, vivo in vacanza da una vita

E perché no, tra una discesa e una salita”

In vacanza da una vita, I. Grandi

Era davvero bello ridere. Senza pensare al futuro, ma rivivendo il passato. Tutti quegli anni che non sembravano mai passati. E nessuno sembrava essere cambiato. Ma ovviamente non era vero. Quelle cinque persone, insieme a quel tavolo d’angolo, erano sempre più diverse ogni minuto che passava. E le vicende passate avevano contribuito al cambiamento. Quei cinque si erano lasciati, ritrovati, innamorati e persi un numero infinito di volte. Addirittura c’era chi si era sposato e chi stava per avere un figlio.

Quando nascerà?”

A metà marzo”

Bambino di primavera…”

Maschio o femmina?”

Non lo vogliamo sapere”

Tracce di conversazione. Tutti che parlavano con tutti e nessuno che perdeva il filo dei vari discorsi.

È incredibile… ti sei sposato”

Il dieci luglio”

E lei, lei si chiama?”

Kem”

Sapete, è di origine indiana…”

Dove l’hai conosciuta?”

In Congo”

Sguardi sgomenti, “In Congo? Tu, in Congo?”

Hey, non sono più l’ingenuo di una volta!”

Risate che si intrecciavano. Percorsi che si ritrovavano. Anni passati insieme da far rivivere in un’unica cena. Sguardi veloci all’orologio mentre il tempo passava.

Quanto vi fermate ancora?”

Un paio di giorni”

Poi tornate a Seattle?”

Eh sì”

Sguardi di malinconia.

E Mark?”

E Mark. Ma come si poteva spiegare? Carter fissò Susan, che fissò Doug, che fissò Carol, che fissò Chuny. Ognuno di loro aveva un bel ricordo legato a Mark. Un buon consiglio. Un treno che partiva e quelle parole urlate nel vento. Una partita di basket nel Parcheggio Ambulanze. Una spalla su cui piangere. Una breve stagione di passione. Mark. Nessuno disse nulla, erano troppo banali i “come lui non c'è nessuno” ed i “sono sempre i migliori quelli se ne vanno”. Non si riusciva nemmeno ad immaginarselo in un altro ospedale.

Ed Elizabeth?”. Doug ruppe il silenzio, gli occhi un po’ lucidi, “Io non la conosco. Com’è? E la bambina?”

Lo amava. E credo che lo ami ancora”. Susan. Nessuno si sarebbe aspettato di sentirlo dire da lei. “Beh, che c’è? Non è un argomento scandaloso. E poi, è una cosa chiusa”. Si accarezzò la pancia, appena accennata, e subito sorrise.

Potreste andare a vedere Ella… gli assomiglia tantissimo”, Carter era sognante.

Doug scoppiò a ridere: “Oh no, Carter ti prego! Se diventi padre è troppo! Non farmelo sapere!”

Carol gli schiaffeggiò una mano: “Dai, ma guarda che ormai è diventato grande. Non hai una foto di Kem?”

Carter tolse il portafoglio dalla tasca e l’aprì. Dallo scomparto interno il sorriso caldo di Kem li salutò.

Wow!”

Molto bella!”

È vero. Sono molto fortunato”

Si guardarono ancora ed ebbero la certezza che quella serata non sarebbe finita mai. La loro amicizia e gli anni passati sarebbero durati per sempre. E, contemporaneamente, tutti e cinque sorrisero.

Tags: character: john carter, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati 2, my family, pairing: luby
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