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[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 11: Confessioni

Oggi sono stata alla fiera campionaria. Probabilmente non mi sposerò mai, ma so esattamente quale sarà il mio abito da sposa. Sono pazza.
Intanto la yiddishe si sta facendo prendere dall'ansia dei preparativi. Sì, proprio lei che aveva giurato che sarebbe rimasta calma, che tanto ad andare a maggio c'è ancora tanto di quel tempo. Ieri girava con una scarpa tacco 4 cm color grigio polvere alla ricerca di una borsetta adeguata. E non è nemmeno sicura che indosserà quelle scarpe al matrimonio.

 

CONFESSIONI

Per te non avrò segreti

e qui mi ritroverai

ed io non avrò più sete

in questo deserto che c’è,

così tra mille anni

ancora berrò l’ultima goccia di te”

Segreti, F. Renga

 

Si svegliò nel cuore della notte come se avesse saputo che qualcosa non andava bene. Prima ancora di aprire gli occhi percepì nettamente il senso di solitudine che si faceva strada dentro di lei. Solitudine? È impossibile. Ma se al mio fianco… Non terminò il pensiero. Il posto vicino al suo era indiscutibilmente vuoto. Il lenzuolo era stato tirato indietro e giaceva inerte e spiegazzato a metà del materasso. Ma? Con la mano toccò lo spazio vuoto e lo sentì ancora caldo. La cosa la rassicurò un po’; almeno non si era immaginata di essere a letto con lui.

Rimase qualche secondo sdraiata cercando di scuotersi di dosso le ultime tracce di sonno quando un rumore proveniente dal salotto la costrinse a sedersi. Rimase in ascolto. Era Luka ovviamente. Ma cosa stava facendo alle tre del mattino? Altro rumore. E poi un altro ancora. Era un insieme armonioso e sensato ed improvvisamente Abby capì: il pianoforte. Il pazzo si stava esercitando al piano. Andò in salotto in punta di piedi, tentando di non disturbarlo e si fermò silenziosa sullo stipite. Le dava le spalle e lei rimase un attimo a fissare il movimento deciso ma delicato delle spalle.

Lo ascoltò suonare, stupendosi ancora una volta di come non sbagliasse una nota, di come le sue dita fossero precise e di come riuscisse sempre ad emozionarla. Quando smise di suonare Abby gli si avvicinò e gli circondò le spalle con le braccia. Luka chiuse gli occhi. Per un attimo nessuno dei due parlò e rimasero così, a godersi quel semplice contatto fisico.

Ti ho svegliata?”, le chiese, senza aprire gli occhi.

Non proprio. Solo che mi sentivo un po’ abbandonata”, gli sorrise. Quando lui non la contraccambiò si preoccupò. Sapeva cosa avrebbe dovuto chiedergli.

Sospirò, “Incubo?” No, ti prego, dimmi di no.

Fortunatamente, Luka scosse la testa: “Solo pensieri”

Pensieri? Abby era confusa: “E su cosa?”

Susan”

E d’improvviso le fu tutto chiaro. Susan, ovvero: sto avendo un figlio, che bello, e chissà che emozione, un bambino mio, per cementare il mio amore con Chuck. Un figlio. Se solo fosse stato così semplice. “A Susan?”, pausa, “Luka, stai ancora pensando a loro?”. E chiamali per nome! Jasna e Marko, è tanto difficile? Dall’altra parte, nessuna risposta. Ad Abby venne da piangere. “Lu’… tu, tu li vorresti dei bambini?”

Per la prima volta, lui aprì gli occhi. Dalla sua espressione sembrò valutare la domanda, ma soprattutto la risposta, che giunse dopo qualche secondo, senza la minima esitazione: “Sì” Perfetto! Ecco qui la nostra coppia per la serata: l’unico uomo al mondo che vorrebbe impegnarsi seriamente con la donna che ha fatto dell’insicurezza e la sua vita! Un applauso!

Abby scoppiò a piangere ed indietreggiando si sedette sul divano. La pelle nera rumoreggiò sotto il suo peso. Luka si alzò dal pianoforte e le si inginocchiò davanti: “Cosa c’è? Perché piangi?”

Lei nascose il viso contro la sua spalla lasciando che lui le accarezzasse i capelli. “Una volta ho abortito”

Le sollevò il viso e la fissò.

Era di Richard ed ero terrorizzata. Mia madre, la sua malattia e i miei problemi con l’alcol. Per non parlare del mio matrimonio”

Sei pentita?”, era una domanda sincera. Cosa? Non mi odia?

No. È che… mi hai appena detto che vuoi dei bambini ed io, io non so se potrò mai… non sono tanto meglio di quello che ha bombardato il tuo palazzo, eh?”

Luka le accarezzò una guancia. E poi, con tutta la dolcezza di cui era capace: “Ma sei impazzita? Non pensarlo nemmeno”

Lei rimase zitta, chiaramente poco convinta. Luka sentì che doveva fare qualcosa. Si guardò intorno in cerca d’ispirazione e poi si vide lì, davanti a lei, in ginocchio. Sorrise: “Ricordi? Una sera di tanto tempo fa ci trovavamo ancora nella stessa posizione di oggi. Ti dissi che l’amore, alla fine, pagava sempre. Ed io ci credo ancora. Il motivo per cui sto con te sei tu. Perché sei tu, capisci? Io ti amo. Amo te e il presente che mi regali ogni giorno. Mi credi davvero così meschino da usarti solo per un figlio? Io voglio stare insieme a te per te e per noi due. Per quello che abbiamo insieme”

Lei lo fissò. Accennò un sorriso. Non piangeva più. Luka ne fu sollevato. Abby si ricordava perfettamente quella sera lontana iniziata col messaggio di sua madre e terminata con una porta che sbatteva. Ma prima… Si avvicinò a Luka e lo baciò. Lui rispose al bacio con tenerezza. Sapeva che lei, poi, non sarebbe scappata…

 



Tags: character: abby lockhart, character: luka kovac, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati 2, my family, my life, pairing: luby
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