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[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 8: County Cook Hospital, Chicago

Come promesso, il nuovo capitolo.

 

COUNTY COOK HOSPITAL, CHICAGO

“Another day goes by

you make me feel good

make me smile”

Another Day, L. Marlin

 

“Brutto schifoso!”

Con un balzo, Carter si voltò. Luka. “Buongiorno anche a te! A cosa devo questo tuo ammirato complimento?”, Carter sorrise ironico.

“Ma guarda come sei abbronzato! Inutile chiederti se avete trovato bel tempo… il resto è andato tutto bene?” Luka appariva un po’ nervoso, come se fosse il responsabile di un ipotetico problema.

“Tutto bellissimo. Avremo scattato un miliardo di foto”, fissò l’amico, “capisco come il posto ti possa mancare”

L’altro sospirò: “Eh già. Kem?”

“Disfa le valige e contempla i souvenirs che ha comprato”

“Occupazione meravigliosa”

John rise. Rimase un attimo in silenzio, e poi: “Come stai?”

“Bene. Perché me lo chiedi?”

“Ok, riformulo: con Abby va tutto bene?”

Luka sorrise e non rispose.

“Domanda superflua. Hai la classica espressione cretina da uomo innamorato”

“John, stai guardando uno specchio… adesso vado. Ci becchiamo tra le corsie”

“A dopo”

Più tardi quel giorno Luka ripensò alle parole di Carter: davvero il suo stato d’animo era così evidente? Certo, gli piaceva di più venire a lavorare e in numerose occasioni si era fermato con gli altri a ridere e scherzare, ma tutto il merito era di Abby? Lui l’adorava, ma c’era qualcos’altro. Sono io che sono diverso… sono vivo, reale.

“Dr Kovac, il paziente in sala suture si è svegliato e sembra piuttosto confuso”

“Va bene Yosh, arrivo”

Lungo il corridoio si richiamò nella memoria il paziente: George Atkins, con un brutto taglio alla tempia. Era arrivato già agitato e avevano dovuto addormentarlo per tenerlo fermo.

“Sig. Atkins, buongiorno. Si ricorda di me? Sono il Dr Kovac. Come si sente?”

Il paziente era immobile, muto. Gli occhi, spalancati, si muovevano velocemente da un angolo all’altro.

Luka si avvicinò e cercò un qualche contatto visivo: “Sig. Atkins? Come si è fatto male?”

L’uomo, finalmente, lo guardò: “Loro, sono stati loro! Vogliono mettermi una sonda nel cervello…”, alzò la voce e si aggrappò alle braccia di Luka "… la prego, mi aiuti! Mi aiutiii!!!!” Dalle sue labbra uscì un grido stridulo, e poi, tremando, si raccolse in posizione fetale. Di nuovo, lo sguardo vagava libero.

“Yosh?”

“Psichiatria è già stata avvisata”

“Perfetto. Speriamo arrivi in tempo utile. Io vado un attimo a vedere un altro paziente, chiamatemi, ok?” ed uscì.

Non solo vide un altro paziente, ma ne dimise un terzo ed iniziò l’anamnesi di un quarto eppure dello psichiatra neanche l’ombra. Tornò in sala suture. Atkins era sempre immobile. “Ancora niente, eh?”

Prese il telefono e digitò il numero dell’interno di psichiatria: “Kovac. Un consulto. Venti minuti fa. Ingolfati?” Non ce la faceva più. Tutte le volte la stessa storia. “Ma avete un solo letto su? Come fate a essere sempre ingolfati? Sentite, vi do cinque minuti. Altrimenti, consulto o meno, vi troverete con un paziente in più, ok? Grazie” Attaccò e sorrise a Yosh: “Inizia il conto alla rovescia. Sincronizziamo gli orologi…


Tags: character: john carter, character: luka kovac, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati 2, pairing: luby
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