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[ER] Destini Incrociati - Capitolo 5: Kisangani, RDC

Buona lettura.
E buona Pasqua!

 

 


KISANGANI, REP. DEM. DEL CONGO

“Hai il profumo dolce di ebano e di spezie

La tua voce parla di caldo e di colori”

Ebano, Modena City Ramblers

 

Cielo stellato nella notte africana. Niente case, né palazzi, solo una piccola costruzione di mattoni che si staglia contro la luce della luna, unica e sola a rischiarare il buio. Non c’erano lampioni; non c’era niente che rimandasse alla modernità, c’era solo la Natura. La brezza leggera muoveva le canne e le faceva frusciare dolcemente, mentre l’acqua del lago vicino si increspava leggermente. Ad ascoltare così, sembrava di sentire il canto di una qualche sirena lontana. Tranquilla notte africana, mossa dal vento caldo e profumato. Era così bello che nemmeno i soliti spari ne rovinavano la perfezione.

Ma poi qualcosa incrinò questa superficie. Risate. L’errore era sempre umano. Due figure stavano sedute sulle scale del portico a parlare piano tra di loro. Si capiva che erano un uomo e una donna. Lei aveva i capelli raccolti, ma una ciocca le era sfuggita dalla coda e creava un delicato contrasto con l’ambiente lunare.

“E così vieni dall’India?”

“Non vengo dall’India, sono solo originaria. Non ci sono mai nemmeno stata”. Rise, Kem, e fu il suono cristallino di un torrente montano. Carter si sentiva leggero, mentre beveva ogni parola di lei.

“Beh, comunque ti vedrei bene come principessa indiana”

“Che spiritoso! E tu, cosa mi racconti? John Truman Carter III? Cosa sei, un nobile?”

“Ma no! I miei nonni hanno sviluppato un bell’impero economico. Ma io non so che farmene di tutti i loro soldi”. Se ne stava un po’ sulle sue. Non gli piaceva parlare della sua ricchezza, lo faceva sentire come un oggetto messo all’asta. Kem capì e decise di cambiare argomento.

“È la prima volta che vieni in Congo?”

“No, la seconda. Sinceramente, non dovrei essere qui, oggi”

“E perché sei tornato?”

Carter rimase in silenzio per un po’. Rivide Luka, steso pallido e tremante su quel pavimento.

“Un amico. Aveva bisogno di me”

“Molto bello da parte tua. Siete amici da molto?”

“No. Direi da pochissimo”

“E allora perché lo hai aiutato? Un viaggio così lungo…”

“Lui mi era vicino prima che diventassimo amici”.

Risentì la voce di Luka mentre gli raccontava della sua famiglia.

“E poi per cosa?” Kem lo distrasse.

“Cosa?”

“L’altro motivo per cui sei qui”

“Ci dev’essere per forza un altro motivo?”. Aveva colto nel segno.

“Certo. Lo vedo dal tuo sguardo… è una donna vero?”. Silenzio.

Lei sorrise: “Ho indovinato! Classico: voi uomini scappate sempre!”. Era così bella mentre se la rideva. Come un angelo che ballava tra le nuvole.

“Uff! Si chiama Abby. Era la mia ragazza. Ma adesso è tardi. Sarà meglio andare a letto…”. Kem gli prese una mano.

“Molto astuto, Dr. Carter! Promettimi che me ne parlerai”

“Va bene, ma non adesso. Buona notte”

“Buona notte, John”.

John, nessuno lo chiamava così.

Tags: character: john carter, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati
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