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[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 7: Amicizia

Sono arrivati i biglietti per Firenze! Gioia!

Avvertenza OOC enorme. Be warned!

 

AMICIZIA

“C’è tempo domani per la malinconia

è come la pioggia che cade in questa via”

Notturno, C. Baglioni

 

Luka chiuse la porta e respirò. Il tetto era davvero l’unico posto tranquillo. Si avvicinò al muretto di protezione e guardò avanti a sé. Vedeva chiaramente la cappa d’afa che avvolgeva la città come una coperta. O forse che la stritola come una morsa.

Istantaneamente, il volto di Abby gli si visualizzò in testa. Ora, non che lui non la pensasse continuamente, ma durante il lavoro lei rimaneva un pensiero inconscio, nascosto sotto un milione di cose. Ma quando lui si fermava un attimo lei esplodeva con la sua luminosa bellezza e vitalità. Chiuse gli occhi e si rilassò: starei qui tutta la mattina. Quanto può durare mezz’ora?

Un improvviso colpo di tosse lo costrinse a voltarsi: Susan. Stava seduta in terra, a pochi metri da lui, e lo guardava con curiosità.

Luka le sorrise, un po’ irritato. Dopotutto quello era il suo momento di pausa. “Anche tu qui nascosta, eh?”

“E’ un bel posto per stare soli coi propri pensieri…”, Susan pareva irritata quanto lui, probabilmente per lo stesso motivo.

Lui cercò un compromesso: “Ok, il tetto è grande. Mi metterò su un altro lato e fingeremo di non esserci mai incontrati. D’accordo?”

Lei lo fissò un attimo, considerando la sua proposta. Poi gli sorrise, addolcita: “Scusami. Non volevo essere maleducata. Al contrario, stavo giusto pensando che mi sarebbe piaciuto parlarne con qualcuno… ed eccoti”

Parlarne? La cosa lo interessava. Si sedette accanto a lei. “Che c’è?”

Per un interminabile minuto lei non fece nulla; poi alzò un oggetto sottile e bianco. Luka lo guardò e lo riconobbe subito: ok, non era una donna, ma ne aveva alcuni. Sopra, era apparso un piccolo ma inconfondibile “più”. Cercò di sdrammatizzare: “Susan! L’ultima volta mi avevi detto di non preoccuparmi!”

Lei lo fulminò.

“Va bene. Brutta battuta. Ne sei sicura?”

“Vomito da mattina a sera, non sopporto più l’odore di fritto e ho un ritardo di 20 giorni. Quindi, sì, ne sono sicura”

“Dovresti comunque fare un esame del sangue…”

“In Pronto Soccorso? In due minuti lo saprebbe l’universo”

“E se te lo facessi io? Lo mettiamo sotto il nome di Jane Doe e nessuno lo saprà”

“Jane Doe?”

“Va bene. Troveremo un nome più reale. Dai, so mantenere i segreti!”

“Va bene”

Rimasero di nuovo in silenzio per un po’.

“Ne sei felice?”

“Ho un po’ paura, ma voglio provarci”

“Sarai una brava mamma”

“Come fai a dirlo?”

“E’ un segreto”

“Anche questo?”, lei accennò una risata.

“Ti ho fatto ridere? Miracolo. Sarà un’esperienza bellissima, Susan”

Luka era serio. All’improvviso scoppiò a ridere: “E’ strano, Kerry sta per diventare mamma, tu anch…”

“Non dimentichiamo Abby…”

“…eeeh?!” Luka spalancò gli occhi e si paralizzò. “Abby?” Era un sussurro.

“Non lo vorresti?”

“Non sarebbe mio!”

Susan fece due conti. “Già, hai ragione. Stavo scherzando… è una cosa seria, tra voi?”

Lui la guardò e a lei sembrò ancora più bello del solito. “Lo è sempre stata”

“Lo so. Avrei voluto avere quello che c’era tra di voi a volte”

“Adesso avrai un bambino e non c’è niente che valga tanto”

Lei lo baciò su una guancia: “Grazie per avermi ascoltato. Devo tornare giù adesso. Ci vediamo”

“A dopo, Jane Doe”

Sulla porta la voce di Luka la raggiunse: “L’avrei amato comunque, Susan. Quando si ama si accettano le cose più incredibili. Amerei qualunque cosa che provenisse da lei”

Susan prese l’ascensore e capì: si stava riferendo a Chuck. Anche se non programmato, lui quel bambino l’avrebbe amato. E d’improvviso, smise di avere paura.



Tags: character: luka kovac, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati 2, pairing: luby
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