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[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 6: Dubrovnik

Dubrovnik non mi appartiene. Purtoppo.
Come sempre, eventuali cappellate geografiche sono solo da imputare alla mia ignoranza.
Buona lettura.

 

DUBROVNIK

“Passammo l’estate su una spiaggia solitaria”

Summer on a solitary beach, F. Battiato

 

 

Il tempo era splendido. Il rumore del mare ipnotico. Carter pensò che era la vacanza più bella di tutta la sua vita. Certo, il fatto di essere lì con Kem era un elemento di primaria importanza, ma se la stava davvero godendo. Luka aveva ragione. Era già passata una settimana ed entrambi non avevano fatto altro che spostarsi dalla camera alla spiaggia e viceversa. Davvero rilassante, ma adesso John sentiva che aveva bisogno d’altro. Dalla finestra, guardò il profilo del castello medievale che si stagliava contro il cielo blu e immediatamente prese una decisione.

Si avvicinò al letto e baciò una spalla di Kem: “Amore?”

“Mmmh…?”

“Su, sveglia, ci aspetta una giornata impegnativa”

Lei aprì gli occhi e sbadigliò: “Impegnativa?”

Lui sorrise. Gli faceva troppa tenerezza: “Eh già! Oggi visiteremo il centro storico”

“Per forza? Io voglio prendere il sole!”

Carter la fissò. Da quando in qua era diventata una maniaca dell’abbronzatura? “Dai! Poi stasera ci cerchiamo un bel ristorantino romantico e poi torniamo qui e…”

Le si accese una luce maliziosa negli occhi: “E…?”

“Beh, se adesso ti prepari e andiamo, stasera vedrai. Ti posso garantire che non rimarrai delusa!”

A quel punto, Kem si catapultò sotto la doccia.

 

“Avevi ragione, è proprio bello qui!”

Camminavano, mano nella mano, lungo la via principale della città. Intorno a loro l’allegra confusione di una città di mare. Carter trovava particolarmente esotico sentire una lingua che non era la sua; gli sembrava di ascoltare una specie di melodia. Dubrovnik, poi, era una città a misura d’uomo, così diversa da Chicago dove si andava a piedi molto più raramente. Lì, invece, turisti e cittadini si mischiavano, parlavano agli angoli delle strade o semplicemente passeggiavano godendo del sole e del caldo.

A un certo punto, si trovarono di fronte il castello.

“Wow!”

“Davvero. E pensa le mura tutt’intorno alla città… in America non c’è niente di tutto questo”

Entrarono e Kem si divertì come una bambina a fare la principessa da salvare. “Chissà quanti misteri nasconde un posto come questo… amori, tradimenti, esecuzioni…”, lei sospirò incantata.

“Esattamente come Chicago!”, John rise.

“Spiritoso!”

“Dai, è ora di andare, mia bella castellana”

Quando rientrarono in albergo, Kem era ancora affascinata: “Sai, è davvero incredibile”

“Chi l’avrebbe mai detto che un posto del genere potesse esistere?”

“Beh, Luka ad esempio...”

“E poi anche la gente. Tutti disponibili e solari. Dev’essere il mare. Sai una cosa? Mi metterò d’impegno e conoscerò meglio anche le altre culture. La prossima è la tua, piccola indiana”

“Ne sono lusingata” Lo guardò profondamente e abbassò la voce: “Perché non cominci conoscendo meglio me?”

E, ovviamente, Carter non se lo fece ripetere due volte…



Tags: character: john carter, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati 2, pairing: luby
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