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[ER] - L'impatto della Storia

Titolo: L'impatto della Storia
Fandom: ER Medici in prima linea
Coppia: Luka Kovac/Abby Lockhart
Prompt: 005: Esteriorità@ fanfic100_ita 
Rating: Verde
Disclaimer: Luka ed Abby non mi appartengono, ma sono di proprietà di chiunque li abbia creati. Il seguente racconto non ha fini di lucro.
Note: Fiction ambientata nelle stagione 12, per la precisione l'11 marzo 2006.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html

Awww... il sig. e la sig.ra Kovac...

 

Lo guardava attentamente dalla poltrona. Come una sfinge stava seduto eretto, la schiena una linea dritta e precisa, a formare un perfetto angolo di 90° con la parte inferiore del bacino. Le mani, con le punte delle dita leggermente arcuate a voler quasi arpionare i muscoli sottostanti, giacevano nervose sulle cosce.

 

 

Abby si stupì di come le loro posizioni fossero opposte. Infatti, lei, semisdaraiata, la testa comodamente appoggiata allo schienale, le gambe a disegnare morbide curve rilassate, emanava come un’aura di tranquillità, lontana mille miglia dal nervosismo che Luka suggeriva.

 

Spostò lo sguardo sullo schermo della TV  e si trovò faccia a faccia col sorrisetto ironico e canzonatorio di Slobodan Milosevic. La solita foto che aveva già avuto modo di vedere altre volte. Foto che certamente non corrispondeva all’attuale stato d’animo del ex-presidente, visto che l’uomo era appena stato trovato morto nella sua cella del L’Aja.

 

Guardò ancora Luka, cercando di immaginare cosa potesse provare lui in quell’istante, in quel momento in cui la Storia era entrata nelle sua vita. Di nuovo. Si raddrizzò impercettibilemente, la lieve e nuova rotondità del suo ventre a segnalare la sua presenza.

 

“Luka?”

 

Lui Voltò per un decimo di secondo gli occhi nella sua direzione, per poi spostarli di nuovo sullo schermo. Respirava un po’ affannosamente, troppo simile a un animale braccato. Aveva paura, era più che palese, paura di qualcosa di misterioso, paura che quell’uomo potesse uscire dallo schermo. Irrazionalità. Il suo serio e freddo uomo pervaso dall’irrazionalità. Cos’era successo anni fa? Come poteva il corpo ormai morto di Slobo perseguitarlo ancora, riuscire con la sola presenza televisiva a perturbare l’anima di un uomo che passava le giornate a tranquillizzarla sullo stato tranquillo e ottimistico della sua gravidanza?

 

Abby si alzò, mettendoci appena poco più dello sforzo abituale, ma producendo comunque un movimento flessibile ed armonioso. Si sedette accanto a lui, ancora immobile e rigido. Non la guardava, e la cosa la preoccupò.

Gli tocco una spalla e lo vide sobbalzare. Spaventato a morte.

 

“Luka?”

 

Non un movimento.

 

Allungò delicatamente una mano, come a voler disegnare un’onda e gliela appoggiò sulla guancia. Quasi con forza lo costrinse a girare il volto verso di lei. Il suo sguardo continuava a sfuggirla. Lei sospirò.

 

“Guardami, per piacere”

 

Abby si piegò appena in avanti, la sua testa pochi centimetri più in basso di quella di Luka, la gamba destra ripiegata sotto il sedere, mentre la sinistra ben piantata sul pavimento la teneva in equilibrio. Lui finalmente la guardò. Per un attimo rimasero fermi immobili, una strana variante dell’Amore e Psiche del Canova, ma poi lui la vide. La vide davvero.

 

Col minor numero di movimenti possibili, afferrò il telecomando, e, senza gettare un’occhiata all’uomo che ancora malignamente lo scrutava dallo schermo, spense la TV. Poi si concentrò ancora su di lei.

 

Eccola lì, bellissima, la pelle luminosa, i capelli scompigliati sulle spalle e gli occhi parzialmente nascosti dalla frangetta castana. Meravigliosa. Fece scorrere i suoi occhi lungo tutto il suo corpo, fermandosi, pieno d’amore, sulla sua pancia arrotondata.

 

Si era chiesto molte volte il significato del suo essere sopravvissuto, del suo trovarsi ancora lì e d’improvviso tutto era diventato estremamente chiaro.

 

Si mosse in avanti, sempre senza spostare la guancia dal palmo caldo di lei. Lei indietreggiò, trovando un equilibrio più stabile, per poter meglio accogliere Luka che, senza esitazione, appoggiò la testa nell’incavo della sua spalla. Con la mano destra gli circondò la schiena, fermando le dita all’altezza della cassa toracica.

 

Fermi. Perfetti.

 

“Gli sono sopravvissuto... sono sopravvissuto a Slobodan Milosevic”

 

E il suo corpo, finalmente, si rilassò.


Tags: character: abby lockhart, character: luka kovac, community: fanfic100_ita, fandom: er, one-shot, pairing: luby
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