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[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 2: Abby

In questa terribile desolazione estiva io continuo imperterrita a postare... almeno fino a venerdì prossimo, perché poi... Sardegnaaaaa!!

 

ABBY

“You say you’ll give me

eyes in a moon of blindness,

a river in a time of dryness,

a harbour in the tempest.

For all the promises we make

From the cradle to the grave,

When all I want is you”

All I Want Is You, U2

 

Fu svegliata dai primi raggi del sole. Aprì gli occhi e per un attimo si spaventò: non è casa mia. Si guardò freneticamente attorno, tentando di ricordare. Poi notò il suo bel vestito da damigella buttato ai piedi del letto e si rilassò. Ora è tutto perfettamente a posto. Nitide immagini della sera – e notte -  precedente la avvolsero. Dopo qualche secondo si girò piano a sinistra: Luka dormiva ancora. Lei sorrise sentendosi riempire di tenerezza: per una volta mi sono svegliata prima io. Ti ho battuto! Avrebbe voluto svegliarlo, scuoterlo dolcemente dal suo sonno, ma non poteva. Lo guardava, così bello con le ciglia lunghe che ombreggiavano gli zigomi e l’accenno di un’abbronzatura sulle guance. Gli sfiorò la fronte e rabbrividì. Sono davvero innamorata.

Improvvisamente scoprì di avere fame. Proprio lei, che a colazione doveva farsi quasi violenza per inghiottire una minima forchettata di uova. Sbadigliò e si stiracchiò, beandosi del tepore estivo di quel meraviglioso undici luglio.

Si alzò, si infilò la camicia di Luka e si sistemò i capelli in qualche modo. A piedi nudi saltellò verso la cucina e iniziò a darsi da fare. Allora… vediamo… caffè. Con decisione aprì uno sportello della credenza, per niente stupita di sapere dove si trovasse tutto il necessario. Era come vedere e pensare con la testa di Luka, era come se quella casa, il caffè, le tazze e quant’altro le appartenessero. Come se fosse stata lei a disporli in quel modo.

Mentre l’acqua del caffè bolliva, cercò qualcosa da mangiare. Aprì il frigorifero ma rimase delusa: un uovo, un po’ di burro, maionese, qualche sottaceto, due gambi di sedano e un vassoio di formaggi. Che desolazione! Qualcuno dovrà andare a fare la spesa… aprì un altro armadietto e fu più fortunata: biscotti al cioccolato! Il caffè cominciò a salire e lei si accorse di canticchiare. Sorrise ancora, era da una vita che non lo faceva più. Si vide protagonista di quelle sciocche commedie sentimentali anni ’50, dove tutti erano felici e soddisfatti. Possibile?

Versando il caffè sentì Luka che parlava. Stava per chiamarlo quando notò che non stava parlando a lei. A meno che non sia convinto che io abbia imparato il croato per travaso. Lo sentì ridere e le tremarono le gambe. Suvvia, Abby, non hai quindici anni! Entrò in camera proprio mentre Luka stava riattaccando. La fulminò con un sorriso strepitoso, più luminoso del sole fuori.

“Con chi eri al telefono?” No, faccio già la gelosa dopo due secondi!

Lui scoppiò a ridere. Beccata. “Perché, mi controlli?” Non sembrava infastidito, solo felice.

Lei sorrise, solo apparentemente più tranquilla. “Ci mancherebbe. Ecco la colazione”

Lui prese il caffè e, dopo un po’: “Era Ivan. Grazie per il caffè”

Abby si mise vicino a lui e si lasciò abbracciare. Rimase così, immobile, a godersi il momento e quel suo: “Lo sai che ti amo, vero?”

 



Tags: character: abby lockhart, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati 2, my life, pairing: luby
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