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[ER] - Destini Incrociati 2 - Capitolo 1: Luka

Titolo della storia: Destini incrociati 2
Fandom: ER Medici in prima linea
Personaggi principali: Luka Kovac/Abby Lockhart, John Carter/OC
Rating: generalmente verde, tranne in alcuni casi che verranno segnalati.
Set In Time: Destini incrociati 2 è il seguito, come il geniale titolo suggerisce, di Destini incrociati. E' necessario aver letto la prima storia per capire questa. Ma, visto che sono magnanima e non voglio costringervi a sorbirvi DI, un breve riassunto solo per voi. Carter, in Africa, si è innamorato di Kem; lei è venuta ad abitare a Chicago e i due si sono sposati; dopo mille vicissitudini Luka ed Abby si sono rimessi insieme. Sostanzialmente la storia parte da qui. Se DI era un'alternative season 10, DI2 è un'alternative season 11. Quindi eventuali similitudini/richiami visti nella vera stagione 11 sono del tutto casuali.
Note: esattamente come in DI i personaggi sono OOC. Un po' meno, onestamente, ma se siete canon-canon-canon rimarrete delusi.
Le parti in corsivetto sono i pensieri dei personaggi; quelle tra asterischi sono da intendersi in croato (e serbo in questo primo capitolo)
Disclaimer: Luka, Abby, Carter, Kem, il County e tutti i vari medici/infermieri/impiegati dell'accettazione che cito non sono miei, ma di quei signori americani che ben conoscete (a parte un caso che citerò al momento opportuno). La combriccola di amici/parenti croati, invece, è roba mia (ok, almeno quelli in vita. E questo esclude Danijela, Marko e Jasna). Non mi spiego perché, ma non ci guadagno dei soldi. Mi accontenterò della gloria. 

Buona lettura!

 

LUKA

“I was waiting for so long

for a miracle to come.

A new day has come”

A New Day Has Come, C. Dion

 

 

Si svegliò col profumo del caffè. Aprì gli occhi e sorrise senza rendersene conto. Caffè. Lei stava preparando il caffè. Sbadigliò e si sfregò gli occhi. Una voce dentro di lui gli suggeriva che sarebbe stato meglio alzarsi per andare ad aiutarla, ma non voleva. Si girò e guardò lo spazio dove lei era stata fino a qualche minuto prima: poteva vedere ancora la sagoma del suo corpo sul materasso. Respirò il suo profumo e sospirò. Come sono felice! Guardò fuori dalla finestra e si perse dentro uno scorcio di cielo azzurro. Un’altra giornata stupenda. Tese l’orecchio e studiò i rumori provenienti dalla cucina: rumore della caffettiera, tintinnare di tazzine e cucchiaini e la sua voce. Stava canticchiando qualcosa davanti ai fornelli.

Lui sorrise ancora di più mentre se la immaginava a sfacchinare di là, vestita solo con la sua camicia, i piedi nudi, i capelli raccolti che cadevano da tutte le parti e una nuova luce negli occhi. Riusciva persino a intravedere nella sua mente i movimenti delicati del suo corpo e delle sue mani. La visualizzò in punta di piedi intenta ad aprire lo sportello dell’armadietto alto per prendere lo zucchero, i polpacci sottili tesi nello sforzo.

Sospirò di nuovo. Guardò l’orologio. Le dieci di un meraviglioso undici luglio. Prese il telefono e formò un numero che conosceva a memoria. Attese un attimo, cercando di contare le ore di fuso orario che lo separavano da Belgrado. Impossibile che fosse in ufficio, la domenica. Poi, sentì la voce familiare di Ivan:

* “Pronto?” *

* “Buongiorno, Ivan!” *

* “Buongiorno? Buonasera, vorrai dire… come stai?” *

* “Benone. Disturbo?” *

* “Tu non disturbi mai… c’è un motivo particolare per cui sei così su di giri la mattina appena sveglio? Sì, vero? Non tenermi sulle spine!” *

* “Ivan calma! Ti ho chiamato apposta. È successa una cosa…” *

Silenzio. * “Lukska?” *

Sospiro. * “Te la ricordi Abby?” *

Dall’altra parte del filo, Ivan ripercorse la lunga lista di lettere che lui e Luka si erano scambiati. Abby. Poi si accese una lampadina nella sua testa. Abby. * “Sì, mi ricordo. E allora?”*

Luka rise: * “Come sei impaziente! Bè… sai… io e lei…” *

* “Siete stati a letto insieme?!” * Era quasi un urlo. * “Ma è fantastico!” *

* “Lo so. E c’è di più. Siamo innamorati…” *

* “Ma è fantastico!” *

* “Lo hai già detto” *

*”Lo so. Sono così contento per te. Sto per piangere… oddio… il mio migliore amico… che gioia…” *

* “Ivan…” * Lo sentì soffiarsi il naso. * “Ivan!” *

* “Scusa. Sono contento. Davvero, davvero, davvero” *

* “Dovevo dirlo a qualcuno” *

* “E hai pensato a me?!” *

* “Ivan, adesso esageri. Devo andare. La colazione sta arrivando” *

* “Va bene. Tienimi informato. Luka, non sai quanto ti voglio bene” *

* “Anch’io. Ciao” *

Quell’Ivan. Lo sorprendeva sempre.

“Con chi eri al telefono?”

Luka la fissò. Si mise a ridere: “Mi controlli?”

Abby sorrise: “Ci mancherebbe. Ecco la colazione”

“Era Ivan. Grazie per il caffè”

Lei si sedette vicino a lui. Lui l’abbracciò: “Lo sai che ti amo, vero?”

Lei si appoggiò a lui e sorrise. Certo che lo sapeva.




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