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[ER] - Un altro compleanno


Titolo: Un altro compleanno
Fandom: ER Medici in prima linea
Coppia: Luka Kovac/Abby Lockhart
Prompt: 091: Compleanno@ fanfic100_ita 
Rating: Verde
Set In Time: 21 aprile 2008. La fiction è ambientata idealmente nella stagione 14, ma nessuno degli avvenimenti drammatici della stagione sono successi; quindi, no Josif Kovac malato, no Abby che ha ricominciato a bere, no affaire con Moretti. Ricordo per facilitare la comprensione che Luka ed Abby si sono sposati il 03 maggio 2007.
Le parti in corsivetto sono i pensieri dei personaggi.
Disclaimer: I personaggi utilizzati non mi appartengono, ma sono di tutti coloro che li hanno inventati. Ovviamente, non ci guadagno nulla.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html

 

Si svegliò poco dopo mezzanotte, come se una qualche sveglia interna avesse suonato. Si girò nel letto, un po' nervoso e si trovò a guardare il profilo addormentato di sua moglie. Sospirò, chiudendo gli occhi. Era ancora presto. Si addormentò di nuovo.

 

---

 

“Lukaaaa...”

 

Qualcosa stava disturbando la sua quiete. Cercò di non badarci.

 

“Joe, chiama il papà”

 

“Tataaaa...”, le manine invadenti di suo figlio gli palparono il viso.

 

Aprì gli occhi: “Che c’è?”

 

“E’ mattino. Devi alzarti, o farai tardi”

 

“Va bene, va bene”, Luka si tirò su e diede solamente un bacio frettoloso a Joe.

 

La cosa non sfuggì ad Abby: “Ci siamo svegliati male, stamattina?”

 

Lui le lanciò un’occhiataccia, quasi immediatamente sostituita da un’espressione colpevole.

 

Allontanò lo sguardo mordicchiandosi le labbra:“No, è solo che, che...”

 

Abby lo stava fissando, le sopracciglia arcuate: “... che?”

 

“Che... scusami...”, si diresse, a testa bassa, verso il bagno, quasi trascinando i piedi. Abby rimase ferma immobile, il vociare allegro di Joe nelle orecchie. Poi sentì il rumore della doccia. Andò in cucina.

 

Non poteva nasconderlo: Luka aveva qualcosa. Considerando che la comunicazione verbale non era il loro forte, lei aveva imparato a leggerne ogni gesto, ogni espressione. Mise le tazze sul tavolo e, mentre aspettava che il caffè fosse pronto, diede a Joe la colazione. Il bambino affondò subito le dita nella frutta frullata e se le porto al viso. Abby ridacchiò afferrando la bavaglia per pulirlo: “Joe... come dice il papà il cibo non va indossato...”

 

“Tatatatatata”

 

“Sì, il papà”

 

Proprio in quel momento l’oggetto della loro conversazione entrò in cucina, stranamente silenzioso e serio. Ad Abby sembrò persino più pallido del solito.

 

L’uomo si sedette.

 

“Ma sei sicuro di stare bene?”

 

“Certo...”

 

Abby appoggiò il viso sul palmo della mano per osservarlo meglio: doveva ammettere che un pochino lo detestava quando mentiva.

 

“Luka...”

 

“Sto bene!”

 

Il suo tono stizzito la spiazzò. Si alzò, mugugnando: “Come vuoi. Il caffè è pronto”

 

Poi, dandogli le spalle, prese in braccio Joe e lo portò di sopra a lavarsi.

 

Quando scese di nuovo Luka era ancora seduto a fissare il vuoto. Stavolta, però, la donna decise di lasciarlo nel suo brodo.

 

“Guarda che stai facendo tardi”

 

“Ora vado”

 

Si alzò, si sistemò la cravatta, prese la giacca, e si diresse verso la porta. Una serie di movimenti meccanici e impersonali. Come un automa. Non un sorriso, non una parola. Niente.

 

Abby cercò di lasciar perdere, d’altra parte ogni tanto Luka aveva le sue giornate no, le aveva praticamente imparate a memoria: 25 giugno, 18 novembre, 21 dicembre. Ma mai nessun problema al – sguardo veloce al calendario – 21 aprile. Perciò non poteva ignorare l’inquietudine che si sentiva alla bocca dello stomaco.

 

Lui ormai aveva raggiunto la porta. Abbassò la maniglia.

 

“Luka! Parlami!”

 

“Nulla... non ho nulla”, rispose senza guardarla, la voce mogia e triste.

 

Aprì la porta. E in un attimo fu fuori. Abby sentì il rumore dei suoi passi allontanarsi. Scrollò le spalle. Gli sarebbe passata. Ne era sicura. Lo sperava, almeno.

 

Cominciò a pulire il tavolo, notando che suo marito non aveva fatto colazione. Anche a lei, effettivamente, era passata la fame. Sospirò sconsolata.

 

A quel punto la porta si spalancò e Luka rientrò in casa a grandi passi. Abby rimase immobile, con il braccio a mezz’aria a reggere la zuccheriera.

 

“Oggi è il compleanno di Danijela”

 

E poi più nulla. Entrambi fermi a fronteggiarsi; lui senza le parole e lei alla ricerca di qualcosa da dire. Un minuto. Due. Poi Luka si voltò di nuovo.

 

“No, fermo! Non uscire!”

 

Silenzio.

 

“Mi dispiace...”

 

“Mi dispiace...”

 

Così, contemporaneamente. Luka si girò e i suoi occhi incontrarono quelli di Abby.

 

“Mi dispiace pensare che tu potresti pensare di essere una sostituta, mi dispiace pensare ancora a Dani e starci male. È che quest’anno...”, quest’anno mia moglie non è più lei, sei tu. E io sono felice, ma Danijela, Danijela era... era la prima...

 

Chiuse gli occhi e abassò il viso. Quando li riaprì avevano cambiato sfumatura.

 

“E a me dispiace vederti stare male, mi dispiace che ti fa star male il fatto di pensare di non potermi dire certe cose. Luka, io ti ho sposato, so chi sei, conosco il tuo passato”, e so che, per anni, tua moglie non sono stata io. So che lei sarà sempre lì, e che nulla te la farà dimenticare. Ma ti amo, ti amo anche per questo, ti amo perchè so cosa provi per me e perchè, per me e con me, hai deciso di riprovarci.

 

Si guardarono ancora, l’eco delle cose non dette a riempire la stanza.

 

“Tata... mamma...”

 

Guardarono Joe e sorrisero. Joe, il loro piccolo miracolo, era riuscito ad alleggerire la tensione.

 

“Sono in un ritardo mostruoso... Moretti mi farà fuori”

 

“Luka... vuoi... vuoi fare qualcosa, per... per Danijela?”

 

Abby, tu non sai quanto ti amo, "No... no. Io... non so, magari andrò in Chiesa, ma non ti preoccupare... sto bene. Grazie"

 

 

“Ok... allora, ci vediamo stasera. Luka, io lo so. Lo so davvero”

 

Lui le sorrise brevemente e poi uscì. Ad Abby tornò l’appetito.

Tags: character: abby lockhart, character: luka kovac, community: fanfic100_ita, fandom: er, one-shot, pairing: luby
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