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[ER] - Destini Incrociati - Capitolo 43: Cerimonia


Allora...
1. Tutti i personaggi sono OOC. Anche quelli che nomino soltanto. Che è un record.
2. framasi1965 , tutto per te che ami le cose dolci e tenere.
3. skurni , niente angst neanche stavolta. Scusami. Non so cosa mi stia succedendo.
4. Buona lettura!
5. Potrei andare avanti all'infinito a mettere punti.
6. Meglio smetterla.


 

CERIMONIA

“I can’t believe

you’re the one for me”

Ready for A Fall, Pj Olsson

 

 

Il sagrato era rischiarato dalla luce piena di un giorno d’estate. Faceva caldo, ma non quel caldo opprimente che tormentava di solito Chicago a luglio. La primavera piovosa aveva mantenuto le temperature accettabili. Nella piazzetta antistante la chiesa si stavano già raccogliendo i curiosi: nonostante il desiderio di un matrimonio tranquillo e intimo, Carter non aveva potuto sfuggire l’importanza del suo nome. Tutti conoscevano la sua famiglia e sapere che l’unico erede del patrimonio stava per sposarsi aveva creato grande scalpore.

Le prime macchine degli invitati arrivarono. Scesero Haleh, elegante in un abito beige, e suo marito con i due figli. Da un’altra vettura scesero Lidya e Hal, suo marito. Tutti erano emozionati e increduli. Carter, il loro Carter. Erano passati dieci anni, lui era cresciuto, maturato, e adesso stava per sposarsi. Era come perdere un figlio. Raggiunsero il centro del sagrato dove Jing- Mei stava allegramente chiacchierando con Susan, che aveva deciso di portare Chuck, il suo ex- marito, ma evidentemente non ex- ragazzo.

“Vi rendete conto? Il piccolo John…”

“Se penso che avrebbe potuto sposarmi…”

“Susan, cosa dici? Forse avrebbe potuto sposare Abby!”

“La conoscete bene Kem?”

“Abbastanza. Brava ragazza. Intelligente. Semplice. Innamorata”

“Bene. Certo che in tutti questi anni ne ha cambiate di ragazze…”

“Già. Anna Dell’Amico, Tracy Harper e Lucy”

“Ci aveva provato anche con Maggie Doyle”

“Sì, ma lei era lesbica”

“E non dimentichiamoci di Abby”

“E di me!”

“Ok, Susan, ok”

Il rumore di una portiera che si chiudeva li fece voltare. Videro avvicinarsi Peter Benton e Chleo, vestita con un lungo abito nero, scollato, che lasciava scoperta la schiena. Insieme a loro, il piccolo Reese.

“Mmmhh, guardala. Non è mica la sua giornata. Non lo sa che ai matrimoni non ci si veste di nero?”

“Sì, ma per lei che differenza vuoi che faccia?”

Tacquero, si stamparono in volto un sorriso smagliante e si prepararono a salutarli, ma vennero interrotti dall’arrivo di un’altra macchina. Carter. E Luka. Belli come due raggi di sole. E sorridenti. Carter teneva in mano un bouquet di rose bianche. I due strinsero prima le mani ai genitori di John poi si girarono verso i colleghi e gli fecero un gesto con la mano.

Dopo qualche minuto arrivò la macchina della sposa. La prima a scendere fu Abby che camminò piano per non cadere fino all’altra portiera da dove Kem fece la sua apparizione. Le due donne si avvicinarono. Carter e Luka trattennero il fiato: “è bellissima”. “Già…”. E non era importante che,  probabilmente, non stessero parlando della stessa persona. John baciò Kem sulla guancia e le diede il bouquet. Gli sembrava un angelo mentre continuava a chiedersi se fosse vero.

Entrarono in chiesa, preceduti dalla piccola Chance che portava le fedi e da Abby. La cerimonia iniziò. Fu estremamente commovente. Tutti gli invitati seguivano con attenzione e anche i bambini presenti stavano in silenzio per non disturbare. I due sposi si sentivano fuori dal tempo e dallo spazio; desideravano che quel momento durasse per sempre e cercavano di memorizzare ogni dettaglio.

“Vuoi tu, John Truman Carter prendere questa donna come tua legittima sposa?”

“Lo voglio”, la voce gli tremava mentre non riusciva a staccare gli occhi da Kem.

“E vuoi tu, Kem Jones prendere quest’uomo come tuo legittimo sposo?”

“Lo voglio”, la sua voce era rotta mentre continuava a perdersi negli occhi di John.

“Ciò che Dio unisce, l’uomo non può separare. Vi dichiaro marito e moglie. Lo sposo può baciare la sposa”

In quell’istante la chiesa risuonò di un fragoroso applauso. Haleh e Lidya erano in lacrime. Peter stringeva la mano di Chleo e Luka fissava Abby. Lei ricambiava il suo sguardo, sorridendo appena. L’aveva osservato per tutto il tempo, seguendo a malapena la cerimonia, notando ogni suo movimento, il modo in cui pregava e lo sguardo che aveva. E adesso, quello stesso sguardo, profondo e commosso, era su di lei. Quegli occhi parlavano più chiaramente di mille discorsi. Che mi sta succedendo?

Alla fine uscirono ad aspettare il signore e la signora Carter per il tradizionale lancio del riso. In mezzo alla folla festosa Luka aveva di nuovo la sua espressione allegra di sempre. Tutto era tornato alla normalità. Ma per quanto?

Tags: character: john carter, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati
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