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[ER] - Destini Incrociati - Capitolo 42: Laurea


Nota: Non so se le lauree negli USA vengono valutate col punteggio che abbiamo in Italia. Di sicuro no, ma io me ne sono fregata. Quante cose orribili in questa storia... comunque, buona lettura!

 

LAUREA

“Basta un giorno così

a cancellare 120 giorni stronzi

basta un giorno così

a cacciare via tutti gli sbattimenti”

Un giorno così, M. Pezzali

 

Quella mattina si fissò a lungo nello specchio. Sono orribile. La toga blu le arrivava alle caviglie e la faceva sentire un sacco. Provò il tocco e le venne da ridere e piangere allo stesso momento. Non vado. Ho deciso. Come posso uscire di casa in questo stato? Qualcuno bussò alla porta e lei corse ad aprire con tutta l’agilità permessa dal suo abbigliamento. Quasi inciampando, raggiunse la maniglia e l’abbassò. Sulla soglia stava una donna con gli occhi spalancati colmi d’emozione. Maggie.

“Ooohh! Come sei bella! Sono così orgogliosa di te!” Stava già piangendo. Abbracciò Abby e per un po’ lei non si mosse.

Poi scostò Maggie e la fissò: “Sei in anticipo. La cerimonia è fra un’ora e mezza”, si sentiva nervosa. Non voleva fare diventare l’avvenimento un affare di stato.

“Lo so, lo so, ma non ce la facevo più! Non posso crederci: la mia bambina sta per laurearsi… non sei emozionata?”

“Certo”

“Che c’è?”

“Mamma, ci ho messo una vita. E non ho nemmeno preso il massimo…”

“Cosa vuoi dire? Hai ottenuto un più che degno 105. Devi smetterla di pretendere troppo da te stessa. Io sono già così orgogliosa…”

Abby studiò Maggie. Per la prima volta si stava comportando da madre e non da pazza squilibrata. Il tono di voce era calmo, rassicurante e la guardava dolcemente con gli occhi lucidi.

“So a cosa stai pensando. Sono molto migliorata, non trovi? Mi curo e ne parlo liberamente. È incredibile, ma la causa eri tu. Eri cresciuta, vivevi sola, poi con Richard e avevi la tua indipendenza. Stupidamente pensavo che l’unico modo per farmi restare nella tua vita era non curarmi. Sapevo che Richard ti faceva soffrire e volevo controllarti, farti capire che non saresti stata sola. Poi ho capito che avrebbe avuto più senso stare bene per poter godere a pieno di te. Inoltre ho capito che non sei sola. Ti voglio bene, sei mia figlia, tutto quello che ho…”

Abby strinse sua madre. Erano le parole che avrebbe voluto sentire da sempre.

Luka guardò l’orologio per la centesima volta. Carter gli arrivò alle spalle: “Devi essere innamorato di quell’orologio”

“Spiritoso. Sono troppo nervoso”

“Ma guarda che è solo la cerimonia. Non le possono revocare la laurea. Cosa vuoi che succeda?”

“Non so… un errore dei docenti, il suo ex- marito, un uragano…”.

John scoppiò a ridere davanti allo sguardo tragico di Luka. “Kovač smettila! Andrà tutto bene. Manca ancora un quarto d’ora alla fine del tuo turno, ma vai. Non posso vederti così”

Improvvisamente si trovò seduto in un giardino di fronte a un palcoscenico addobbato di fiori. Si guardava nervosamente intorno, cercando Abby, ma non riusciva a trovarla. I suoi occhi incrociarono quelli di Maggie. Lei gli rivolse un gran sorriso e si sedette vicino a lui.

“Buongiorno”

“Buongiorno. Ha visto Abby?”

“Questa mattina. Non mi sembrava particolarmente emozionata”

“Bene, perché io invece sono a pezzi”

“Anch’io. Dr Kovač la volevo ringraziare per quello che mi ha detto quel giorno”

“Non c’è problema. È il mio lavoro aiutare le persone”

“Luka!”

Lui si voltò e vide Carter e Susan avvicinarsi. “Hanno già cominciato?”

“Beh, direi di no. Non eravate al lavoro?”

“Abbiamo sacrificato il nostro sabato sera chiedendo a Pratt e Jing- Mei di sostituirci”

“Che anime gentili!”

“Ne valeva la pena. E poi la dottoressa Lockhart ha davanti un lungo tirocinio!”

Luka scosse la testa: “Non vorrete…”

Vennero interrotti dalla musica e tutti rivolsero la propria attenzione al palco, dove, magicamente, si erano schierati i futuri dottori. Davanti a loro il rettore cominciò a parlare. Luka non lo ascoltò. La sua attenzione era completamente per Abby. Trovava che la tunica le stesse particolarmente bene e mentre la guardava si sentì spezzare in due. Il rettore terminò e iniziò a elencare i nomi. Una volta chiamati, gli studenti si avvicinavano per ricevere la laurea.

“Lockhart, Abigail”

Lei gli si avvicinò, gli strinse la mano e prese la sua laurea. Poi, con gli occhi pieni di lacrime, si girò verso il pubblico dove notò quattro persone in piedi ad applaudirla. Sorrise loro, facendo un cenno con la mano e poi tornò nella sua fila.

A fine cerimonia, Abby scese dal palco e trovò i suoi quattro sostenitori ad aspettarla.

“Congratulazioni, dottoressa Lockhart!”

Lei era immensamente felice e li abbracciò tutti. Uno ad uno, stringendosi più forte a Luka. Lui la fissò: “È merito mio…”

“Hey, non e vero!”

“Sì, e la tesi?” Si guardarono e scoppiarono a ridere.

Dopo un po’ Abby tornò nel suo appartamento. Era sola. Sua madre era in albergo, Luka a casa, Carter e Susan al lavoro. Era stata una bellissima giornata ed era soddisfatta. Ce l’ho fatta! Aprì la porta e un profumo intenso l’avvolse. Sul tavolo del salotto c’era una composizione di fiori di magnolia. Al centro, troneggiava una rosa rosso cupo, non ancora del tutto dischiusa. Abby era paralizzata dalla sorpresa. Sapeva chi era stato. Prese il bigliettino: “Congratulazioni! 105 fiori di magnolia come il tuo voto. Penso che tu sappia il perché della magnolia. E la rosa rossa è… beh, penso che tu sappia anche questo. Un bacio. Luka”

Abby sorrise e annusò i fiori. Poi si sedette sul divano, chiuse gli occhi e lasciò che la sua mente non pensasse ad altro che a Luka.

Tags: character: abby lockhart, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati
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