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[ER] - Destini Incrociati - Capitolo 31: 3° round


Mi scuso per aver maltrattato il cognome di Maggie. E per aver reso questi personaggi meravigliosi troppo simili e banali macchiette.

Buona lettura lo stesso.

 

 

            3° ROUND

“I’m sorry mama

I never meant to hurt you

I never meant to make you cry

But tonight I’m cleaning out my closet”

Cleaning Out My Closet, Eminen

 

“Sig Sobriky, prego, venga con me…”

Entrarono in una stanza e l’uomo si sedette sul lettino. Luka lo guardò, cercando di rimanere impassibile: “Allora…”

“Senta, io non volevo venire qui. Ma sono svenuto e questo era l’ospedale più vicino. Non deve per forza essere gentile con me”

“Sono un medico e la devo curare. In più, lei è un essere umano e la mia morale mi impone di trattarla con rispetto. Quindi, se vuole raccontarmi cos’è successo…”

“Non le dà fastidio essere qui con me?”

“Non è questo il punto” Luka attese un’eventuale risposta che non arrivò, “L’argomento è chiuso”

Dopo trenta minuti, risultati degli esami alla mano, Luka accompagnò Sobriky all’uscita.

“La ringrazio, Dr Kovač. Lei è una brava persona”

“Non lo dica, non mi conosce. E le ripeto: ho solo fatto il mio lavoro. Arrivederci”

“Arrivederci”.

E una è andata.

“Se ne è andato?”

“Sì, John, puoi stare tranquillo…”

“Non lo sarò mai più, adesso che è libero”

“Non puoi lasciarti avvelenare la vita”

“Proprio da te questo consiglio…”.

Luka sbuffò: “Carter, è andato. Non è intenzionato a seguirti per la città per ucciderti”

“Parli facile tu”

“Sai una cosa? Ogni volta che incontro un Serbo penso: «Mi ammazzerà?». È un pensiero stupido. Perché dovrebbe ormai? Eppure è un pensiero che mi tormenta. E sai qual è la cosa peggiore? Magari lui pensa la stessa cosa di me. Credi che io sia un assassino? ... no, non rispondere!”

“Come fai a capire esattamente cosa provano le persone e a fornire le risposte giuste?”

“Fino a quando mi occupo degli altri lascio perdere me stesso”.

Si voltò e si allontanò. Fuori dal salottino incontrò Abby. Ci siamo.

“L’hai vista?”

“Sì. Dov’è adesso?”

“Non mi interessa saperlo. Viene qui, fa le sue scenette e poi se ne va. Ah, ho dimenticato: mi promette che si curerà”

“Sarà preoccupata per Eric…”

“Eric è a New York con la sua ultima fiamma che non sa nulla della sua malattia”

“Te l’ha detto Maggie?”

“Mi ha chiamata lui. Dio, non hanno idea di cosa fare. Ci vorrà tanto a curarsi? Mmhh, eccola che arriva”, Abby sparì nel salottino.

“Oh, l’Eurodottore! Ho visto mia figlia, voglio parlarle”

“Non credo sia una buona idea…”

“Non mi dica quello che devo fare… Abby!!!!”

“Per piacere, Miss Wijzinskj, mi lasci…”

“No! Ma tu chi sei? Vattene! Lo so, vuoi portarmi via la mia bambina…”, allungò una mano e lo graffiò. Luka si toccò la guancia, e si trovò le dita macchiate di sangue.

“Mi ascolti. Le parlo io e sono sicuro che… senta… Abby le vuole bene. Lei si preoccupa per Eric e Abby si sente tagliata fuori. E poi: perché non prende le pillole? Lo vede come sta Eric quando non si cura… la stessa paura che lei prova per lui, Abby la sente per lei”

Maggie fissò Luka. Le tremò il labbro e scoppiò a piangere: “Oh! Bambina mia, mi dispiace!! Fammi entrare, per piacere!”

Abby comparve sulla porta: “Entra e smettila. Chi è la madre di noi due?”

Luka sospirò e rimase a guardare la scena attraverso la porta. Non si accorse di Susan che gli si avvicinò: “Come va la tragedia? Sai, da un po’ di tempo questo ospedale è teatro di grande scenate. E, adesso che ci penso, gli interpreti sono sempre gli stessi… prima Abby e Sam, poi tu e Sam e adesso…”

“Abby e Sam?”. Luka si era girato a fissarla.

“Ops! Senti, chiedi alla diretta interessata, ok? Comunque, cosa hai fatto alla guancia?”

Luka non ripose. Era tornato a guardare in salottino, dove Abby e Maggie sedevano una di fronte all’altra. Abby stava parlando e non sembrava particolarmente tesa. Ad un tratto si alzò e aprì il suo armadietto da dove prese un pezzetto di carta. Ci scrisse qualcosa e lo diede a Maggie. Rimasero in silenzio.

“Hey, hai sentito? Luka… si sistemerà tutto”

“Non sopporto il male che le fa. Non si rende conto? È sua figlia…”

“Dai, lasciale sole. Vieni, ti metto un paio di punti”

Luka sbatté gli occhi: “Eh?”

“Il taglio. Sulla guancia”

Luka vi appoggiò la mano. Sanguinava ancora. “Va bene”

“Tranquillo, farò piano…”, e si allontanarono.

Tags: character: abby lockhart, character: john carter, character: luka kovac, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati
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