drk_cookie (drk_cookie) wrote,
drk_cookie
drk_cookie

  • Mood:
  • Music:

[ER] - Notti d'Africa - Capitolo 6


Drama!
Drama!!
Drama!!!


Buona lettura.
Dai, non posso non scriverlo: Yes, we can!

ETA: Goodbye, Michael. I'm going to miss you. Thank you.
       -- May The Dear Lord Make Him Sleep On The Wings Of Angels --
Michael Crichton, 23/10/42 - 04/11/08
 

 

6.

 

“Carter…?”

 

Carter alzò gli occhi e guardò avanti a sé. Aveva colto a fondo la titubanza nella voce di Luka, una leggera sfumatura di incertezza, tinta di lieve nervosismo. Così tanta emozione in una sola parola. Erano ancora sulla jeep, durante un altro estenuante viaggio verso un’altra clinica e la pioggia battente aveva reso il percorso mostruoso e difficile, la strada diventata fango e le ruote che slittavano. A volte, John credeva di trovarsi su una barca per via di tutto quel fluttuare a destra e sinistra. E per l’acqua, ovviamente. Non riusciva nemmeno più a guardare fuori, sempre che ci fosse qualcosa da guardare in mezzo a quel temporale; sperava solo di arrivare presto, contava ogni suo respiro per cercare di mantenere disperatamente la calma. Fortuna che guidava Luka. Ma adesso c’era stato quel Carter a richiamare la sua attenzione: sta chiamando me.

 

Guardò davvero davanti a sé, cercando di intravedere cosa turbasse Luka attraverso quella pioggia. Scorse figure nere, a pochi metri da loro, e qualcos’altro, un veicolo di grosse dimensioni, forse. Deglutì. Un posto di blocco. Li avrebbero fermati, sicuro, e loro due avrebbero dovuto inventarsi qualcosa. Carter sperò almeno che fossero dei soldati e non un gruppo di ribelli. Sì, ma, in fondo, cosa cambia? Vorranno di sicuro qualcosa, una sorta di pedaggio e noi non abbiamo niente. Si sentì improvvisamente rassicurato dal fatto di avere Luka accanto. Lui avrebbe saputo cosa fare. Figuriamoci. Un’intera guerra dei Balcani, tra le sevizie dei cetnici. Questa era di sicuro una situazione ordinaria, per lui.

 

Lo guardò, mentre la jeep si avvicinava inesorabilmente agli uomini fermi sotto la pioggia, e si stupì nel vederlo leggermente pallido, con la mascella tesa e le nocche bianche strette sul volante. Non riusciva a leggere l’espressione dei suoi occhi e la cosa lo preoccupò: è come se… sì, avesse paura. Ma non è possibile, è Luka. Si rese immediatamente conto dell’assurdità del suo pensiero. E con ciò? Non è che un essere umano, proprio come me. Ed è più che giusto che si preoccupi, in fondo ha visto anche lui le donne africane (croate?) stuprate, i civili (connazionali?) torturati e i bambini (i suoi?) deportati. Carter rabbrividì, spaventandosi ancora di più.

 

Alt. Arrêtez!”

 

L’inesorabilità. L’impossibilità di arrestare il tempo e di dover trascorrere la propria vita in attesa di qualcosa che accada, di uomini che, Carter ora li vedeva bene, erano armati di fucili e quanto erano potenti e spaventosi con le canne che lucevano sotto la pioggia. Paura, ansia, panico. Fermate la giostra. Io voglio solo scendere. Ma la giostra non si poteva fermare e, nonostante gli avvisi e le raccomandazioni, nonostante Carter non avesse voluto pensarci, eccoli lì, di fronte a loro, uomini pronti a decidere delle loro vite.

 

Luka fermò la jeep ed esalò un respiro lento, come per prendere forza. Guardò appena Carter e chiuse per un secondo gli occhi: “Stai tranquillo, andrà tutto bene. John, non prendere iniziative”. La voce era ferma, anche se più bassa del solito, il viso una maschera di nervi e muscoli in tensione.

 

Gli uomini, soldati per la precisione, iniziarono a parlare con Luka. Carter fece di tutto per estraniarsi ed immaginare di essere altrove. Luka gli aveva detto di non intervenire e lui se ne guardava bene. Sapeva perfettamente quanto poco bastasse per fare arrabbiare certa gente. Colse pezzi di conversazione, volevano qualcosa, non sapeva. Perché non ho imparato il francese? Non si addiceva ad un giovane di buona famiglia? Luka scuoteva la testa, e mostrava le mani, i palmi rivolti verso l’alto. L’acqua lo aveva inzuppato completamente e i capelli gli cadevano pesanti davanti agli occhi. Lontano, un lampo illuminò la giornata. Per due secondi, tutti si voltarono verso l’improvvisa fonte di luce, quasi un flash di un fotografo che voleva cogliere quella strana scena: uomini armati e rumorosi, un uomo dal portamento nobile e fiero e un altro, in macchina, molto simile a uno spettatore paziente.

 

“J’ai dit non!”, la voce di Luka sovrastò il rumore del tuono. “On n’a rien! Nous sommes seulement des docteurs!”. Carter era sorpreso dal tono fermo e deciso del suo collega. Aveva forse detto che erano dottori? Li avrebbero mai lasciati andare? Guardò ancora Luka, fermo sotto la pioggia. Non sembrava nemmeno più preoccupato. Gli uomini sembrarono desistere e si misero a parlare tra loro, allontanandosi di qualche passo. Lui si girò verso Carter che gli accennò un sorriso. Stava quasi per sentirsi meglio. Forse…

 

…non fece in tempo ad urlare verso Luka quando un soldato alzò il fucile e ne usò il calcio per colpire il viso del suo amico. L’azione era stata veloce e precisa, ma a John sembrò tutto terribilmente lento, persino il battito del suo cuore e la frequenza del suo respiro sembravano rallentati. Vide il corpo di Luka sparire dalla sua visuale e finire a terra, così si sporcherà i vestiti, nel fango. Gli era sembrato quasi una foglia sospinta dal vento, atterrata a terra con grazia e delicatezza. Lento, tutto troppo lento. Ma poi il mondo iniziò a girare troppo veloce. Non si accorse quasi dei soldati che lo trascinavano fuori dalla jeep, prendendolo sotto le ascelle, mentre coi piedi cercava di scalciare. Avvertì la pioggia che lo colpiva sul viso e chiuse gli occhi quando vide un altro soldato avvicinarsi a lui col fucile sollevato. Mentre il suo ultimo sguardo era rivolto alla ferita di Luka pensò con l’ultimo barlume di coscienza che stava perdendo davvero troppo sangue e poi… più nulla.

Tags: character: john carter, character: luka kovac, fandom: er, long fic, long fic: notti d'africa, pairing: carby
Subscribe
  • Post a new comment

    Error

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your reply will be screened

    Your IP address will be recorded 

  • 4 comments