drk_cookie (drk_cookie) wrote,
drk_cookie
drk_cookie

  • Mood:
  • Music:

[ER] - Notti d'Africa - Capitolo 5


Stasera ho voglia di postare... sarà che non ho un televisore disponibile, sarà che sto covando il raffreddore/mal di gola, sarà che sono relativamente soddisfatta di me.

Comunque, il risultato non cambia: beccatevi Notti d'Africa.


 

5.

 

Le buche della strada gli facevano perdere il filo dei suoi pensieri. Non riusciva a fermare la mente su qualcosa di stabile, qualcosa che lo tranquillizzasse, pensieri sicuri e caldi, che potessero allontanarlo dall’abitacolo della macchina, dalla strada dissestata, dai troppi rumori nella giungla circostante, dalla notte ogni minuto più scura ed aggressiva, e da se stesso.

 

Stava iniziando ad innervosirsi davvero. La destinazione era ancora lontana e sarebbero arrivati tardi. Arrivati. Già, perché Carter non era solo su quella jeep dai vetri sporchi e infangati. In parte a lui, Luka sedeva silenzioso come al solito, gli occhi fissi sul paesaggio che si distendeva fuori dal finestrino. Carter gli gettò un’occhiata veloce: aveva raccolto le ginocchia contro il petto ed i piedi, con indosso un paio di calzini verde militare, erano appoggiati comodamente sul sedile. Le braccia erano incrociate sulle ginocchia e le mani ballonzolavano in avanti, seguendo il movimento sussultorio del veicolo. Sembrava un gatto.

 

Non si erano quasi parlati durante il tragitto e Carter se ne stava maledicendo: aveva perso l’occasione per parlare di quelle notti strane che li accompagnavano; avrebbe voluto capire dove avrebbe portato quell’accogliente compagnia che si scambiavano. Ma ormai era notte e non si poteva più parlare. Si aspettava quasi di veder Luka trasformarsi in qualcosa di diverso, un vampiro forse. Vampiri? Ma da dove mi vengono certe idee?

 

“Lo sai che la parola “vampiro” nasce nella zona dei Balcani?”

 

Carter pensò di esserselo immaginato, visto che Luka non si era mosso di un centimetro. E poi come poteva sapere a cosa stava pensando?

 

“E' strano come mi sia venuto questo pensiero, così all’improvviso. Non so, stavo guardando il buio, lì fuori e… boh, sarà la mia parte selvaggia che chiede attenzione”.

 

Carter continuava a fissare la strada, non c’erano cartelli ed era meglio non accendere i fari per non disturbare troppo i ribelli. Ma sapeva che Luka stava sorridendo. Nella sua mente, aveva visto formarsi un sorriso un po’ storto, con qualcosa di malefico e, chissà, perverso. Continuò a tacere. Era sempre più sorpreso delle loro conversazioni.

 

“Tu ci credi? Io non saprei… e la cosa inquietante è che non voglio nemmeno scoprirlo. Eppure so per certo che gli zombi e i lupi mannari non esistono”. Piccola pausa di silenziosa riflessione. Carter sapeva che stava per chiederglielo ancora. “Allora? Ci credi?”.

 

Si girò alla sua destra e sapeva già che Luka lo stava fissando. E infatti, due occhi brucianti come carboni ardenti erano fissi dentro i suoi. Rifletté. I vampiri esistevano? La cosa più ovvia era dire di no, che era una leggenda popolare, figurati se esistono non - morti che si nutrono del tuo sangue per sopravvivere. Non scherziamo. Ma guardando Luka sarebbe stato disposto a giurare di aver incontrato un vampiro proprio la notte precedente, che avevano parlato e il signore della notte si era mostrato fin troppo gentile con lui, visto che non l’aveva attaccato. Ma sai, aveva appena mangiato. Ma magari se gli dico che ci credo si offende e pensa che io stia dicendo che LUI è un vampiro. Carter distolse un attimo lo sguardo, la strada, John, concentrati solo ed esclusivamente su quella, ma si sentiva nervoso, più di prima, si accorse che le mani sul volante stavano iniziando a tremare. Realizzò di avere paura mentre quegli occhi continuavano a scavargli dentro.

 

“Lo sai qual è il problema? L’immortalità. Tutti credono che sia un premio favoloso, poter vivere per sempre, fare quello che si vuole. Ma io credo che sia una maledizione. Se ami qualcuno, lo vedrai sfiorire davanti ai tuoi occhi e non potrai fare niente. L’immortalità… resterai solo, solo per sempre, per l’eternità, e nessuno ci potrà fare niente”.

 

C’era uno strano dolore nelle sue parole. Carter ritrovò la voce e smise di avere paura, diamine, si tratta solo di Luka! “Ma forse i vampiri non possono pensare a tutto questo. Sai, non hanno un’anima… non possono amare. Come fanno?”

 

“E se fingessero di non averla? E se lo usassero come meccanismo di protezione? L’anima… è la cosa più bella che c’è al mondo. Non conosco nessuno che volutamente voglia perderla. Se ciò accade, è per il destino, non per il libero arbitrio. Credi che possa esistere qualcuno senza anima e essere considerato ancora un essere umano? Pensi sia possibile?”

 

Carter si voltò di nuovo, ma Luka era tornato a  fissare il finestrino. Che stesse parlando di se stesso? Non può essere vero, non può soffrire così e non avere un’anima. Carter non riusciva a smettere di pensarci e nemmeno i buchi della strada lo allontanavano da quel pensiero. Voleva pensare a cose tranquille? Ma come? Ora aveva solo in mente Luka e la sua anima. Era di nuovo teso e preoccupato. Non voleva pensarci. All’improvviso, arrivò un suono dalla sua destra: “…I’ve got to leave/ to find my way/ watch the road and memorize/ this life that pass before my eyes/ nothing is going my way…”*

 

“Luka?”

 

“Oh, scusa, è solo una canzone dei REM. Mi prende così, ogni tanto” e sorrise. Anche Carter sorrise; la tensione di nuovo allentata.


* Find The River, REM

Tags: character: john carter, character: luka kovac, fandom: er, long fic, long fic: notti d'africa, pairing: carby
  • Post a new comment

    Error

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your reply will be screened

    Your IP address will be recorded 

  • 8 comments