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[ER] - Tavolozza - Capitolo 03/04: Speranza sepolta

Titolo della storia: Tavolozza
Titolo del capitolo: Capitolo 3/4: Speranza sepolta
Capitolo 1 - Capitolo 2 - Capitolo 4
Fandom: ER Medici in prima linea
Coppia: Luka Kovac/Abby Lockhart
Prompt: 018: Nero@ [info]fanfic100_ita
Rating: Giallo
Set in Time: Nessun episodio in particolare. Per la profondità della relazione tra i due, direi stagione 12.
Disclaimer: I personaggi utilizzati non mi appartengono, ma sono di tutti coloro che li hanno creati. La storia pubblicata non ha alcun fine di lucro.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html

Continuiamo con il cont-down: siamo a -9!  
 

 

 

 Le candele sono inutili. La luce prodotta dalla fiamma è troppo  tenue per illuminare l'ambiente buio. O forse è solo una visione distorta della mente di Abby. 

 

Seduta composta su uno scomodo banco di legno scuro, guarda davanti a sé, cercando di capire il vero significato del suo essere lì.

 

Chiesa. Persone. Prete. Candele.

 

E una bara.

 

Abbassa gli occhi e percorre con l’indice la piega che si è formata sulla sua gonna di seta nera. Pensa subito a quanto Luka abbia amato quella gonna, perché, a sentir lui, mette in risalto la sua vita sottile e le gambe tornite. Sempre secondo lui, lei  molto sexy con quella gonna; ed Abby impazzisce per il modo in cui lui pronunciava la parola sexy. Per un attimo, la donna si sente indecente, inadeguata, una specie di vedova allegra di quelle che si vedono nelle vignette sul giornale della domenica mattina. Ma poi decide che non gliene importa: a lui piaceva e quella è l’unica cosa. L'unica.

 

Il prete comincia la messa. Non lo ascolta, non può.

 

Perché è lì?

 

Sospira e torna a fissare la bara.

 

Il prete continua, ignaro di non avere l'attenzione della giovane donna in gonna nera, seduta affranta al primo banco.

 

Poi, il padre di Luka si alza e sale sull’altare.

 

“Luka… lui era forte…”

 


“Mi dispiace, Abby. Le cose sembravano migliorate, ma il suo cuore non è stato abbastanza forte…”

 


“Era determinato, sapeva sempre come ottenere quello che voleva…”

 


“Mmhh… Luka, tu preferisci Wijzinskj o Lockhart?”

 

“Io? Io preferisco Kovac”

 

“Ed eccoci alla proposta numero cinque… ce ne saranno altre?”

 

“Beh… finché non mi dirai di sì, temo”

 

“E allora penso proprio che dovrò accettare”

 


“Amava la vita, amava rischiare e amava crederci…”

 


“Ti ho mai detto che ti amo?”

 

“Sì, ma non dovresti: tu non sai cosa provi io per te”

 

“Certo che lo so… anche se non me lo dici mai”

 

“L’importante è crederci eh, Luka?”

 

“L’importante è crederci davvero”

 


“Era dolce, sensibile ed aveva un gran cuore…”

 


“Lo sapevi Abby? Luka si era iscritto alla lista dei donatori… può darsi che salverà altre vite”

 


“Amava il suo lavoro”

 


“Adoro stare al County, nonostante alcuni dipendenti… vero Morris?”

 

“Ma boss! Oggi non ho fatto nessuno sbaglio… ancora!”

 


“Ma soprattutto: lui era mio figlio… il mio piccolo, per sempre…”

 


“Hey, piccolo, è ora di svegliarsi… tra un’ora devi essere al lavoro”

 

“Ancora cinque minuti!”

 


Tutto finito. Non ci sarebbero mai più stati cinque minuti, né per lui, né per lei, né per loro.

 

Sua madre, al suo fianco, le stringe affettuosamente una spalla. Lei non ne trae alcun conforto. Continua a fissare la bara. Vicino a lei amici e colleghi, i parenti di Luka, tutti a stringersi intorno alla povera donna, che ha subito un lutto tanto grande. Abby si sente quasi soffocare, inghiottita da quell'affetto appicciccoso e pesante, simile ad un fiume di lava calda. E l'unico che potrebbe capirla, anche solo con un gesto, una sguardo, un battito di ciglia, non la guarderà più, mai più. L'unico che la conosce davvero è steso lì, e non avrà più nessun gesto ed attenzione per lei.

 

Bella fregatura, l'amore.

 

Ora le mani di sua madre la stanno sollecitando ad alzarsi, perché deve fare ciò che non vorrebbe fare. Dire addio richiede coraggio, e lei di coraggio ne ha sempre avuto poco. Era lui che faceva tutto. E, adesso, se lui non c'è più, come può fare lei? Dove la troverà la forza di alzarsi, andare al lavoro, mangiare, dormire? Da dove trarrà la forza di vivere?

 

E' davanti alla bara. Ferma, ritta, in attesa del coraggio. Non guarda l'uomo davanti a lei, ma tiene gli occhi bassi, perché ha paura. Sua madre, che l'ha seguita lungo la navata, le suggerisce di guardarlo e - orrore - di toccarlo. Salutarlo, insomma. Dirgli addio. Ma, onestamente, come può Abby dirgli addio?

 


"Una bussola?!?!"

 

"Lo so che è banale... ma sembra che non facciamo altro che cercarci"

 


Come si cercheranno, ora? Se lei lo saluta, gli dice addio, come può lui volerla cercare, poi? Abby si rende perfettamente conto di ragionare irrazionalmente, ma non lo può evitare. Non può far credere a Luka che lei ha smesso di aspettarlo, di aspettare di ritrovarlo.

 

Sua madre le sta facendo forza per guardarlo. Lei non vuole alzare la testa e continua a fissare la rifinitura nera del cavalletto di metallo. Poi, Maggie, le stringe il mento e le fa sollevare la testa. Abby non riesce a capire il motivo per cui sia così indispensabile guardarlo per un'ultima volta. Non riescono a capire che quella non è l'immagine che vuole tenere di lui? Che sono il suo sorriso e il colore dei suoi occhi le cose che vuole di lui?

 

Mentre sua madre le alza il volto, Abby chiude gli occhi. Li strizza con tutte le sue forze e fissa, da dietro le palpebre, lo schermo nero. Non vedere. Non ammettere. Domani mattina lui sarà ancora al suo fianco. Domani mattina lui la sveglierà. Domani...

 

... non esiste. Domani, lei sarà sola nel loro letto. Le riviste con gli abiti da sposa, i cataloghi per la luna di miele non avranno più alcun senso. E sarà tutto lì a ricordarglielo. Spalanca di colpo gli occhi, ma non vede nulla. E' ancora tutto buio, scuro, invisibile. Sente la voce di sua madre che la chiama, ma tutto resta nero.

Nero.



-*-*-*-*
Nota dell'autrice: Ops... no, a parte gli scherzi... questo capitolo mi ha richiesto un sacco di tempo. E, stasera, ho corretto ancora alcune parti. So che per alcuni di voi sarà stato doloroso leggerlo, ma credetemi, per me è stato doloroso scriverlo. Ma ci volevo provare. E ce l'ho fatta. Vi prego, gentilmente, di non insultarmi in nessun modo. Alla fine, questa è solo una storia. E poi, io sono in lutto! ;)

Tags: character: abby lockhart, community: fanfic100_ita, fandom: er, long fic, long fic: tavolozza, pairing: luby
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