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[ER] - Destini Incrociati - Capitolo 24: Dalmacjia, Chicago

Nota1: Dubito che possa mai esistere un gruppo di volontariato che si chiama come l'ho chiamato io. Ma, al solito, storia mia, decisioni mie. (molto maturo...)
Nota2: La passione di Abby per le patatite fritte è una mia invenzione. E' stato messo per Daniela, mia carissima amica che ha la passione per le patatite fritte. Lei leggeva la mia storia in università invece di prendere appunti, ed io le sono grata. Tranquilli, si è laureata poi!
Nota3: Vorrei essere ancora in Croazia. Lo so che non c'entra nulla con la storia, ma sono nostalgica. Infatti stasera vado a sentire i Balkan Express, gruppo che fa musica balcanica. Chissà...

Buona lettura. E speriamo che LJ non faccia il matto anche stasera.

DALMACJIA”, CHICAGO

“We’re gonna have a party

all night long”

All Night Long, L. Ritchie

 

L’unico completamente a proprio agio era Luka. Si guardava intorno, rilassato nel sentire persone che parlavano la sua stessa lingua. Il suo menù giaceva inutilizzato alla sua destra. Naturalmente, sapeva già cosa prendere. Spostò lo sguardo sulle tre persone sedute con lui: tenevano gli occhi fissi sulle liste con un’espressione sconvolta.

“E allora?”

Carter trovò il coraggio di rispondere: “Beh, non sappiamo… cosa ci consigli?”.

Luka scoppiò a ridere: “Che drammatici! E poi Carter, tu l’hai già mangiato! Comunque io consiglierei il pesce. I gamberi sono eccezionali”

Nessuno parlò.

“E dai! Non ho intenzione di avvelenarvi! Fidatevi per una volta!”

Kem sorrise: “Va bene. Luka, io sto dalla tua parte. E anche tu, John, dovresti ascoltarlo”

“Ok, tesoro”

“Wow, Kem! Io non l’avrei mai convinto… e tu, in un secondo, ce l’hai fatta. Il potere dell’amore. Abby, manchi solo tu. O croato o digiuni”

“Scelta difficile”. Luka la fissò con una muta preghiera negli occhi, “Va bene”

Arrivò un cameriere. Luka si alzò e lo salutò calorosamente.

“Buonasera. Avete deciso?”

“Sì. Allora: tre antipasti della casa, un’insalata di mare, due porzioni di gamberi, una bistecca alla zagabrese e un maiale alla griglia. Ah sì, una porzione di patatine fritte”

“E da bere?”

“Una bottiglia di bianco e due di acqua frizzante”

“Basta?”

“Sì, grazie Damir

“Faccio il prima possibile”, rispose andandosene.

“Ma lo conosci?”

“Facciamo volontariato insieme”, tre paia d’occhi lo fissarono, “che c’è di strano? Faccio volontariato in un centro che si chiama ‘Jugoslavia: un aiuto per tutti i balcanici dispersi’. Raccogliamo qualunque reietto slavo e cerchiamo di aiutarlo. Non so, li aiutiamo con un lavoro, facciamo piccoli corsi su come sopravvivere in America. Cose così”

“Nome interessante!”

“Ridi, ridi. Poi quando il tuo idraulico ti chiederà 100 $ tu pensa che, grazie a Milo, per lo stesso lavoro, io ne pago solo 15”

“Ma è una mafia!”, la battuta fu seguita da un allegro scoppio di risate. Poi Luka guardò Abby.

“Cos’è quello sguardo?”

“Le patatine. Come hai fatto?”

“Ma te l’ho già detto che mi ricordo tutto di te! Vuoi che non mi ricordi della tua insana passione per le patatine fritte?”

“Luka, l’uomo delle meraviglie”

Il cameriere tornò e servì i piatti. Durante la cena si scambiarono poche battute, troppo intenti a gustare il cibo che, davvero, era buono. Alla fine Abby fissò Luka e sorrise appena:

“Avevi ragione. Da oggi ti prometto che ti crederò sempre. Qualunque cosa mi dirai”

“Un gran privilegio”, restò in silenzio per un minuto. Quando torno a casa dovrò ringraziare mio padre. “E allora, Kem, sei contenta di rimanere a Chicago?”

“Decisamente!”, sorrise a Carter che le strinse la mano, “Sento che questo è un buon punto di partenza. Ah, Luka, grazie per aver convinto John a chiamarmi”

“Non c’è problema. Gli sono eternamente in debito”

“Può darsi che Chicago sia un punto di partenza anche per te…”

“Speriamo! Comunque Carter non lasciartela scappare. Anche se…”

“Anche se?”, Carter era sull’attenti.

“È troppo intelligente per te. Troppo intuitiva”

“Va bene per te?”

“Non sto dicendo questo”. Aveva pronunciato l’ultima frase con gli occhi in quelli di Abby. Lei arrossì appena e distolse lo sguardo. Si sentiva nervosa, ma allo stesso momento stava bene. “Chiediamo il conto?”

“Ok, anche perché domani inizio alle otto”

“Anch’io!”

“Oh! Dr. Carter e Dr. Kovač insieme!”

“Abby, manchi solo tu”

“Rimedierò”

“Vuoi che ti accompagni a casa?”. Era ancora Luka. “Sì, grazie”

“Beh, Kem, è stato un piacere conoscerti”

“Anche per me. Usciamo ancora una sera?”

“Certo! Buona notte!”

“Anche a voi!”

A noi?

Tags: character: abby lockhart, character: john carter, character: luka kovac, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati
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