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[ER] - Notti d'Africa - Capitolo 1


Titolo: Notti d'Africa
Fandom: ER Medici in prima linea
Personaggi: Luka Kovac, John Carter
Rating: Giallo
Disclaimer: Per motivi ovvi, i personaggi non mi appartengono. Non ho alcun diritto su di loro. E non ci guadagno nulla.
Set in time: Luka e Carter. E il Congo. La mia versione su cosa sarebbe potuto succedere. Tra la stagione 9 e la stagione 10.
Note: stranamente, la storia è leggermente raccontata dal punto di vista di Carter. Non so come mai.
Allora, a questa storia sono molto affezionata. E' una "storia d'istinto", nata, sviluppata e conclusa senza chiedersi troppi perché o senza fare troppi calcoli.
Per questo motivo, me la volevo dedicare.
E la vorrei dedicare anche a quella ragazza geniale che ha inventato quella definizione altrettanto geniale. Grazie!
Devo comunque dire che i personaggi sono a volte un po' OOC. Ma non spesso. E non mi interessa. Ve l'ho già detto che mi piace questa storia, vero? Modestia, saltami addosso.

Buona lettura a chi deciderà di entrare nella giungla africana con me e con i nostri comuni amici.

 

1.

 

Era una notte calma, là fuori, e Carter decise di uscire a godersela. Respirò a pieni polmoni permettendo ai caldi odori africani di riempirlo e aspettò pazientemente che i suoi occhi si adattassero all’oscurità. Si guardò intorno sentendosi padrone di quell’assoluto silenzio, orgoglioso di essere lì a diretto contatto con la natura. Ma poi notò qualcosa e un’ondata di disappunto lo sommerse: a pochi metri da lui stava una figura scura. Qualcun’altro aveva avuto la sua stessa idea. Carter non ci mise molto a riconoscerlo. Per un attimo rimase indeciso sul da farsi: avvicinarsi o lasciare l’altro nella sua solitudine? Sperò di non essere stato visto, ma percepì perfettamente il messaggio muto che il suo compagno gli inviava: so che sei qui. A quel punto Carter si avvicinò a lui, cercando di disturbarlo il meno possibile.

 

Luka stava seduto con la testa rivolta verso l’alto e per un minuto John si chiese cosa mai avesse da guardare così intensamente. Alzò gli occhi e gli mancò il fiato. Mai nella sua vita aveva visto così tante stelle. All’inizio ne fu leggermente intimorito; abituato com’era al cielo di Chicago non credeva che una cosa del genere potesse essere possibile. Sarebbe rimasto lì per ore, ma aveva paura che tutta quell’emozione lo avrebbe annientato. Si voltò di nuovo verso Luka che continuava a guardare fissamente il cielo. Aveva uno sguardo diverso, Carter si trovò irrazionalmente a pensare che fosse lo sguardo di un uomo innamorato. Poi, senza preavviso, Luka parlò:

 

Il brutto del fuso orario è che lei, adesso, non può fissare queste mie stesse stelle”

 

Carter sussultò. Aveva parlato piano, Luka, ma l’emozione traspariva dalla sua voce, travolgendo ogni cosa. John si sentiva confuso. Tentava di dare un significato razionale a quella frase, senza riuscirci. Lei? Stelle? Fissò per un attimo il cielo e poi spostò ancora l’attenzione su Luka, sempre perso in se stesso. Notò che una lacrima stava percorrendo la sua guancia e lui non faceva niente per fermarla. Carter ne fu sconvolto. Non l’aveva mai visto piangere. E per quanto l’avesse visto sofferente, quella fragilità lo spaventava a morte.

 

Luka?...”

 

Lui si alzò e lottò per mantenere l’equilibrio. Poi, trascinandosi, come se non avesse più forze, se ne tornò nella clinica. Carter lo fissò a lungo e, soltanto qualche minuto dopo che fu sparito, realizzò che era rimasto solo. Il suo piano originale: starsene solo a godersi la notte. Ma ormai come poteva? Quelle stelle appartenevano a qualcun’altro…

 


 

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Sei partita benissimo..Iniziavo già a sognare...Pensavo che i due avrebbero parlato,che Luka confidasse a Carter il suo amore per Abby (Non che Carter non ci sia arrivato da solo)ed invece...E no,così non va!!!Se vuoi il mio perdono devi fare di meglio!!!

Angela, pazienza. Pensa a Luka che ha dovuto aspettare Abby per 7 anni...
Comunque, qui nessuno ha fatto il nome di Abby, anche perché in questa lieta novella lei è la fidanzata ufficiale di Carter.
Comunque ti ringrazio per avermi lasciato un commento e spero che continuerai a seguirmi in questa storia un po' "diversa"

Certo,se Luka ha potuto aspettare 5 anni (Questo è stato il lasso di tempo passato dalla 1° volta che si sono messi assieme,nella 7° serie a quando si sono ritrovati nella 12°),io potrò pazientare un po' per vederli assieme anche nella tua finction...
7 anni...Ricordo quando Luka accenna alla cosa il giorno del matrimonio...Come se fossero sempre stati assieme anche quando non lo erano!
Riguardo al nome non detto...Non darmi una fregatura ok...Per me nel cuore di Luka c'è e ci sarà sempre e solo Abby!!!

Oh... Notti d'Africa, il primo capitolo... questa non me l'aspettavo.

Eh, sì, i complimenti te li meriti. Mi hai portato via in Africa per 5 minuti, lo sai vero? E ci stavo bene, anche io vedevo il cielo stellato.

Ma ormai come poteva? Quelle stelle appartenevano a qualcun’altro…
Anche qui c'è poco da commentare... sublime!!

Grazie! l'intento era davvero quello di rendere la descrizione evocativa (dubbi che sia questa la parola che cerco) e coinvolgente.
Un enorme e sentito grazie per il "sublime"

Prego! :)

Evocativo secondo me è proprio la parola che cercavi. :)

Il ritorno del Luka ultraterreno mi emoziona sempre. Adesso vado a ripendermi con sei sali. E comunque, forza John!

Sono io ad emozionarmi tutte le volte che mi scrivi "ultraterreno"!
Sono felice di vedere che hai ancora la forza di commentare "Notti d'Africa"
Cercherò di trattare con cura il tuo John.
Thanks!

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