Farfalla+fiore

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Trauma Two

"Charge at 200 and... clear!"


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[ER] - Blackout

Titolo: Blackout

Fandom: ER Medici in prima linea

Personaggi: Abby Lockhart

Pairing: Luka Kovac/Abby Lockhart

Prompt: 020: Senza colori @fanfic100_ita

Rating: Giallo

Set In Time: Episodio 14x07: Blackout (mhh... fine 2007...)

Disclaimer: nulla mi appartiene. Altrimenti Blackout non sarebbe MAI successo.

Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html

Le luci asettiche dell’aereoporto combinate con il pianto desolato di Joe dovrebbero far intensificare il suo mal di testa, ma Abby sembra non accorgersi di nulla. Siede distrattamente su una sedia isolata, notando a malapena i movimenti del bambino che stringe tra le braccia o i passanti. Il punto è che fisicamente si trova in aeroporto, ma mentalmente la sua testa continua a riproporre le immagini - brevi flash a voler essere sinceri - di quello che ha fatto con Moretti. Adulterio. Tradimento. Scopata con uno che non è tuo marito. Lampi di immagini rapide: lui che le accarezza le spalle, lui che le fa scivolare la gonna lungo i fianchi, lui che la schiaccia col peso del suo corpo. E lei… lei che risponde, la mente annebbiata dall’alcool, ma non del tutto disconnessa. Sente le sue mani, sente il suo corpo che risponde. Cazzo, merda, vaffanculo. Sei una brutta stronza. Alcolizzata decerebrata. Che cazzo hai fatto?!

Joe si sta ancora agitando tra le sue braccia, evidentemente nemmeno lui si sente troppo sicuro con sua madre, ma Abby è troppo concentrata su quanto è accaduto. Si domanda come ha potuto farlo, chi volesse punire con quel suo gesto. Si domanda come farà a dirlo a Luka. Se solo l’avessero lasciata prendere quel maledetto aereo…

Certo, perché no, e poi saresti arrivata in Croazia – forse – completamente sfatta, con i postumi di una bella sbornia, con ancora sul corpo l’odore di Moretti, e cosa avresti detto a Luka? Pensaci un secondo, è meglio così.

Sta cominciando a tremare, in preda allo shock. Non sa cosa fare. Chiude gli occhi cercando di calmarsi. Uno, due, tre respiri profondi. Dopo qualche secondo si sente già più sicura e riapre gli occhi. È ovviamente sempre in aeroporto, sempre sulla stessa sedia, sempre con Joe in braccio, ha sempre ricominciato a bere ed ha sempre tradito suo marito. Non sa se potrà farcela.

Si guarda intorno, un po’ assente, lo sguardo confuso e anche spaventato. Sa che dovrebbe andare a casa, ma se poi Luka le telefonasse? E se le chiedesse come va? E se, ipotesi peggiore di tutte, dovesse dirle che sta tornando a casa? E se adesso atterrasse il suo aereo e te lo vedessi sbucare tra i passeggeri? Lo sai che a lui piacciono le sorprese. Sente che il suo respiro inizia ancora ad affrettarsi, ma poi si ricorda che l’aeroporto è chiuso ed i voli cancellati a causa del black out. Che testa stasera… ma quanto ho bevuto? Subito, prepotente, sente la voglia – la necessità – di farsi un altro drink, ma qualcosa di forte, qualcosa che la faccia dimenticare. Ha la gola secca. Solo una Vodka, perché no, e poi io e il mio bimbo torniamo a casa e tutto si sistemerà. Basta solo che io non beva più così tanto. Ed a Luka non dirò nulla, tanto lui non si accorgerebbe di nulla, comunque.

Si sente eccitata, viva, all’idea di andare a cercare un bar. Sente già il liquido fresco e consolante che scende giù per la gola. Si alza, sempre tenendo in braccio Joe, che sembra essersi calmato del tutto. In verità, se Abby fosse più focalizzata e lucida, si accorgerebbe che il bambino è come ammutolito, perché ha percepito che la sua mamma è strana, è diversa dal solito. Ma Abby non lo guarda, non vuole nemmeno ricordare l’incidente in cui l'ha quasi coinvolto, vuole solo trovare qualcosa da bere.

L’insegna di un bar l’attira come una calamita. Si avvicina, aumentando il passo, quasi come se i pochi avventori seduti al bancone potessero bere tutti gli alcolici a disposizione. Si siede e fa un cenno al barista, ma l'uomo è occupato e non la vede. Lei si posiziona meglio Joe tra le braccia e guarda le altre persone sedute con lei. C'è un uomo solo e triste, che non alza gli occhi dalla birra, ed una coppia. Lei ride troppo, chiaramente ubriaca e lui le sta ccarezzando la coscia in modo lascivo. Deglutisce, nervosa. La crudezza e volgarità dell'immagine le dà la nausea. Solo poche ore prima anche lei era in un bar con un uomo per cui non provava la minima attrazione... e magari anche lui, mentre io ero impegnata a scolare qualcosa, mi passava la mano sulle gambe. Ed io lo lasciavo fare. Il senso di nausea si intensifica e adesso le gira anche la testa. Si sporge in avanti, appoggiandosi in qualche modo al bancone per non far cadere Joe. Che cosa ci fai qui, che cazzo ci fai qui? Dove qui non è l'aeroporto, ma lo sgabello su cui è appollaiata. Con suo figlio. Alle tre del mattino. Dopo aver tradito l'uomo che ama. Pensa a Luka. Si fidava di lei quando è partito, e ora? Respira a fondo, ma la nausea non passa. Intanto, la donna sta ridendo sguaiatamente, mentre l'uomo le mette davanti un altro bicchiere. Io non sono così, io so controllarmi. Già, raccontalo a Luka, spiegagli bene come hai saputo controllarti stasera, digli com'eri in controllo quando Moretti era dentro di te. Lo capirà di sicuro. Vaffanculo.

Allontana lo sguardo dalla coppietta. L'aereoporto è livido, grigio, ovattato. Come una fotografia sbiadita. Come una macchia sbavata. Senza vita. Si sente, lei, senza vita, un automa senza spirito. Come qualcosa di usato e buttato lì. Non riesce nemmeno più a piangere, completamente svuotata, sfinita. Sta male. E si sente in colpa, divorata dal rimorso. Sospira, cercando di trarre conforto da Joe.

"Signora, si sente bene?"

Incontra gli occhi del barista. Il sorriso carico di calore che le rivolge non la ragguinge, sembra rimbalzare sulla superficie di un'immaginaria bolla di nulla che la contiene. Sbatte le palpebre un paio di volte. Il mondo si sfuma per un attimo.

"Mi sento senza colori."

Non sa da dove le è nata questa risposta strana, ma è esattamente come si sente: senza colori.

Si alza e, sempre con Joe tra le braccia, si dirige verso l'uscita. Da lontano, sembra sbiadire poco a poco.

Non voglio mai più parlare di questo episodio.


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