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[CSI: NY] - Thomas Grieg: Le sue ultime venti ore - Capitolo 12: Un'ora prima

Capitolo 12: Un'ora prima

Thomas, al sicuro all'interno di una cabina telefonica, digitò il numero che si era sforzato di imparare a memoria. Al secondo squillo, qualcuno rispose.

"Pronto?", la voce suonava incerta ed un po' tremolante, diversa dal solito. Grieg soppresse un sorriso.

"Janet? Sono Greg."

"Ciao. Scusa, ma sono in ufficio e...", si interruppe, quasi non sapendo più come continuare.

"Hai una voce strana. Stai bene?", finse di interessarsi.

"Io sì. È solo che... uno dei nostri detective è stato rapito", la voce aumentò il tremolio.

"Scherzi? È terribile!", dovrebbero darmi l'Oscar per questa mia interpretazione.

"Lo so. E lui è pure uno di quelli veramente bravi. Ed è così simpatico. Ed affascinante. Il distretto non sarebbe lo stesso senza di lui."

Janet, Janet... come volevasi dimostrare pure tu ti sei fatta ammaliare dagli occhioni blu dello sbirro. Chissà quante promesse immaginarie avrai letto dietro il suo bel sorriso accattivante. Donne...

"Mi dispiace", sì, come no. In verità, essere un testimone diretto di come il suo gesto stesse facendo soffrire le persone era una cosa che lo faceva sentire un gigante.

"E quindi non posso stare al telefono con te. Capisci? Qui c'è un caos inimmaginabile."

Si sentì una porta sbattere in sottofondo; qualcuno urlò.

"Devo andare"

"Capisco, capisco", fece una piccola pausa ad effetto, "Janet, spero che lo troviate sano e salvo. I poliziotti sono il valore aggiunto di questa città", concluse con sincerità quasi commovente.

"Grazie. Ci sentiamo presto", e riagganciò.

Thomas appoggiò la testa contro il telefono e scoppiò a ridere. In assoluto, quella era stata la telefonata più divertente a cui avesse mai preso parte.

E così il distretto è in sobbuglio. Se solo sapessero con chi ha appena parlato una delle loro impiegate...

Uscì dalla cabina e decise di fare una passeggiata. Quelle erano le sue ultime ore a New York e voleva godersele. È proprio vero che impari ad apprezzare le cose solo quando stai per lasciarle. E poi, aveva appena venduto il furgone, perciò non gli restavano che le sue gambe.

***

"E quindi quanto vuoi?", il ragazzo di orgine ispanica, Carlos, sembrava molto interessato. Thomas sapeva a chi rivolgersi se ci si voleva disfare di qualcosa rapidamente e senza troppe domande.

"Diecimila", era meno del suo valore di mercato, d'accordo, ma non poteva certo mettersi a fare una trattativa onesta.

Carlos annuì, "Sì può fare. Contanti, chiaramente."

Grieg emise un grugnito d'affermazione.

"Contali pure", l'acquirente poggiò sul baule un borsone. Thomas vide le mazzette comparire quasi come per magia, mentre Carlos faceva scorrere la cerniera.

"Mi fido."

I due si strinsero la mano concludendo la transazione. Osservando il furgone allontanarsi, Thomas provò un po' di rammarico e nostalgia. Fu un momento breve, però: sapeva fin troppo bene che era giunta l'ora di tagliare i ponti con tutto e tutti.

***

Continuando a camminare non poté fare a meno di notare che le auto della polizia sembravano raddoppiate di numero. Non che in questa città ce ne siano pochi, di poliziotti, ma oggi sembra di vederne uno ad ogni angolo. Bene, bene. Angosciatevi, sbirri, andate in cerca del vostro fratello smarrito. Non lo troverete finché io non vorrò farvelo trovare... e non sarà un bello spettacolo. Notò un agente in uniforme mostrare qualcosa ad un passante ed un pensiero sgradevole lo sfiorò. Non riuscì ad afferrarlo, però, e si disse di continuare a camminare tranquillamente. Stava pensando che quasi gli sarebbe piaciuto capire cosa stesse cercando il giovane membro delle forze dell'ordine, quando sentì la voce imperiosa di suo fratello urlargli nella testa: Sono stati a casa nostra!

Thomas Grieg si bloccò, girandosi verso una vetrina, come se fosse interessato alla mercanzia esposta. Respirava in modo affannoso, sentendo il sudore colargli lungo la schiena. Idiota! Pensavi di aver tutto sotto controllo e stavi per fare un errore madornale. Sono stati a casa, sanno chi sei, o almeno hanno una tua foto... veloce, allontanati, ma senza dare nell'occhio. Hai poco tempo, ormai.

Mentre riprendeva a camminare mescolandosi tra la folla ed allontanandosi dall'agente che, probabilmente, aveva una sua fotografia, pensò anche a Janet: se avesse vsto la foto lo avrebbe riconosciuto. Ed avrebbe parlato. Le sarebbe costato il posto, di sicuro, ma tra le sue debolezze non c'era quella di mettere la giustizia al secondo posto per salvarsi la pelle. Thomas accelerò il passo, sentendosi indifeso: in pochissimo tempo, un piano che sembrava eccellente si era rivelato essere pieno di buchi, e lui si sentiva malissimo. Doveva sbrigarsi.

Entrò nella stazione degli autobus e si diresse verso la biglietteria. Aveva paura: era un rischio, un rischio enorme. Ma in che altro modo poteva lasciare la città? Si calcò bene il berretto sulla testa e sperò che i baffi bastassero a celarlo. In un angolo, c'erano altri poliziotti. Siete dappertutto, brutti schifosi. La fila era abbastanza lunga e lui si accodò, sbuffando. La persona davanti a lui, un signore di mezza età con un buffissimo neo sulla punta del naso lo apostrofò, "Se ha tanta fretta, può sempre usare la macchinetta..."

Mio salvatore! Thomas schizzò verso una delle bigliettatrici automatiche. Non ne aveva mai usata una, ma sicuramente non avrebbe avuto problemi. Infatti, le indicazioni erano più che chiare e lui girava sempre con un po' di spiccioli nelle tasche. Non avrei comunque mai aperto qui il borsone. Sembrava tutto okay, eppure continuava a sentirsi osservato; il tempo in cui la macchinetta ci mise a stampare il biglietto sembrò interminabile. Alla fine, con un BIP troppo rumoroso, il talloncino bianco della libertà era pronto. Grieg lo raccolse e lo mise al sicuro in una tasca interna della giacca.

Uscì dalla stazione a testa bassa e camminando veloce, come un qualunque viaggiatore. C'era ancora una cosa da fare, ma i furgoni si potevano prenotare anche al telefono e lui già aveva un'identità falsa da usare.

Tags: character: thomas grieg (oc), fandom: csi: ny, long fic, long fic: tg - ultime venti ore
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