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[CSI: NY] - Thomas Grieg: Le sue ultime venti ore - Capitolo 08: Cinque ore prima

Capitolo 08: Cinque ore prima

"Greggy!", la rossa si avvicinò quasi saltellando al tavolino dove l'uomo sedeva solo. Lui, assorto, sembrò non notarla. Lei sbuffò appena: benché abituata a vederlo così distante e pensieroso - era uno dei tratti principali del suo carattere - la situazione stava cominciando a stancarla. A volte non sembrava nemmeno presente. Si sedette di fronte a lui, con un sospiro, ed allungo una mano per picchiettare sul tavolo, "Hey... ci sei?!"

Thomas sbatté le palpebre, e notò la giovane, non perché gli avesse parlato, ma per il profumo intenso in cui sembrava essersi immersa. Nascose una smorfia nauseata.

"Ciao, Janet...", mormorò lui.

Lei gli sorrise, felice del suo tono sottomesso e triste. Janet Broten lavorava come addetta alle pubbliche relazioni nella polizia di New York. Aveva provato più volte a diventare un'ufficiale, ma non era mai riuscita a passare l'esame. Il fatto era che a lei piaceva l'idea di essere un'agente, ma non aveva troppa voglia di faticare e darsi da fare. Così si era accontentata di quella posizione di ripiego. Era cresciuta da sola, con pochi amici e, nonostante l'aspetto appariscente, non aveva avuto molte relazioni. E quindi si era fatta bastare quell'uomo un po' scontroso che era entrato nella sua vita e sembrava così curioso di lei e del suo lavoro. E Janet bramava le attenzioni.

Thomas la studiò, mentre lei cominciò a parlare a raffica come suo solito. Lui aveva sviluppato una sorta di ascolto differenziato: coglieva solo le cose che gli interessavano.

***

Grieg sapeva che doveva avere tutte le informazioni possibili. E non c'era modo migliore che andare alla fonte. Era vero, stava spiando il detective fuori casa, aveva controllato le sue abitudini, sapeva dove gli piaceva mangiare, che interessi avesse, e persino quale fosse la sua lavanderia di fiducia. Epppure con lui non aveva mai parlato e non aveva certo intezione di cominciare. Ancora una volta, l'idea era stata di Carl: nella pletora di agenti e persone che lavoravano per la polizia, sicuramente sarebbe stato facile trovare qualcuno disposto ad aiutarlo. Più o meno consapevolmente.

"Sirena", era stata l'unica parola vergata sul foglio che Thomas aveva ricevuto dalla prigione. Lui ci aveva pensato a lungo, indeciso. In teoria, sembrava una buona idea, ma in pratica... Thomas Grieg, da sempre abituato a vivere nell'ombra, non era molto abile a trattare col gentil sesso. Durante gli anni passati in Oregon, aveva tentato qualche approccio, ma le cose non erano mai progredite in una vera relazione. E nemmeno Carl aveva mai avuto una fidanzata ufficiale. Però l'idea del fratello continuava a ronzargli in testa. Ci avrebbe provato.

Così si era avvicinato al distretto il più possibile, ed aveva spiato il via vai del personale. Un'agente o una detective sarebbero state una mossa troppo rischiosa, anche se stuzzicante; bisognava puntare più in basso. Thomas aveva passato ore a scrutare i movimenti e l'aveva trovata: una rossa snella, frizzante e vivace, che entrava ed usciva dal distretto sempre col sorriso sulle labbra.

***

"Quindi puoi esserci?", lei gli chiese, sbattendo le palpebre truccate di blu oltremare.

"Scusa?", l'uomo cadde dalle nuvole.

Janet sospirò in modo teatrale, scuotendo la massa rossa che aveva in testa, e commentò: "Sei sempre il solito! Qui fisicamente, ma con la testa...", ridacchiò, "dicevo: venerdì prossimo ci sarà un evento organizzato dalla polizia, io mi sono occupata degli inviti e degli articoli sui giornali e, se vuoi, ho un invito anche per te. Potremmo andarci insieme, ho un vestito nero da urlo, e poi, potremmo continuare la serata altrove...", ammiccò seducente.

Grieg deglutì, nervoso. Sapeva cosa voleva dire Janet. Impossibile. Le sue avventure sessuali erano state decisamente fuori dall'ordinario e, l'idea che una donna volesse effettivamente fare sesso con lui, lo preoccupava invece di renderlo felice. E poi non era una possibilità da tenere in considerazione: sapeva come diventavano appiccicose le donne dopo che te le eri portate a letto. E lui non aveva bisogno di complicazioni.

"Allora, Greggy? Che ne dici?"

Lui emise un suono non compromettente, portandosi la tazza di caffè alle labbra.

"Oh, ma che musone! Dai, non è mica una proposta di matrimonio! È solo una serata divertente, piena di gente, dove si può bere e mangiare bene e gratis!"

Già, tanta bella gente che appartiene al 90% alle forze dell'ordine. Un brivido lo percorse: da lì a una settimana chissà come si sarebbe sentito il distretto di polizia di New York. Magari dedicheranno la serata al meraviglioso detective della Omicidi che li ha lasciati in modo così crudele ed eroico. In quel caso non sarebbe male se fossi lì...

"Te lo dico tra un paio di giorni, va bene?"

"Uffa, però... ci conosciamo da un bel po' ormai, e tu sei sempre sfuggente e misterioso"

***

"Aspetta! Lascia che ti aiuti!", la rossa corse verso di lui per aiutarlo a raccogliere la spesa che, casualmente, gli era caduta per terra.

"Non c'è problema...", si schernì Thomas.

"Sei inciampato?", continuò lei, raccogliendo un paio di pomodori e dell'insalata.

"No... è che... ho questo ginocchio... ogni tanto mi tradisce", Grieg si era indicato la gamba destra facendo una smorfia. "È il legamento, ma non posso operarmi, la mia assicurazione...", scosse la testa, "scusa, forse ti sto annoiando"

"No, no, assolutamente", la donna gli sorrise, allungando la mano, "Sono Janet."

Thomas sorrise a sua volta, un uomo affabile con un ginocchio malandato che acquista cibo sano. E non ha anelli alle dita. "Greg, piacere"

"Un caffè? Così da far riposare la gamba."

***

"Lo so. Ma sono fatto così", guardò l'orologio: si stava facendo tardi. Chissà se rientrando in ufficio, la bella Janet avrebbe dovuto preparare un comunicato stampa che parlava di un detective scomparso.

"Ho capito: devi andare. Ma anche io. Ci sentiamo, ok?", si alzò, un po' offesa.

Lui la seguì, continuando a pensare a quanto era stato facile avere informazioni da lei. Non solo amava parlare a ruota libera di ciò che succedeva in ufficio, ma aveva la pessima abitudine di dimenticare documenti lavorativi ovunque. Lui era stato qualche volta a casa sua ed aveva avuto modo di guardare alcune pratiche. In più, come praticamente chiunque, era assolutamente infatuata del detective ed era bastato nominarlo una volta sola per farla cominciare a parlare di lui. Grieg ghignò: nonostante tutto gli sarebbe dispiaciuto non aver più bisogno di lei.

Tags: character: thomas grieg (oc), fandom: csi: ny, long fic, long fic: tg - ultime venti ore
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