drk_cookie (drk_cookie) wrote,
drk_cookie
drk_cookie

  • Mood:
  • Music:

[CSI: NY] - Thomas Grieg: Le sue ultime venti ore - Capitolo 06: Sei ore prima

Capitolo 06: Sei ore prima
Dopo aver girovagato per un po', Thomas era tornato a vedere come procedevano le indagini. Per non destare sospetti, aveva evitato, però, il bar dentro cui si era rifugiato un'ora prima. La sua nuova ubicazione era una specie di parchetto tranquillo, chissà quanto guadagna quello schifoso per potersi permettere di vivere in una zona così… tavole calde, parchi, negozi carini, una lavanderia a gettoni qualche edificio più in là, e persino una modernissima palestra. E non si merita un centesimo. Perché se li guadagna rinchiudendo quelli come il mio fratellino. Grieg sospirò cercando di non agitarsi, mentre l’immagine dell’arresto continuava a girare nella sua testa. Non era uno stupido: sapeva che quello che lui e Carl avevano fatto era sbagliato e cozzava contro le leggi della società. Ma chi faceva quelle leggi? Chi si ergeva ad essere così superiore da poter stabilire cosa fosse giusto e cosa sbagliato? Era stato giusto il modo in cui lui e suo fratello erano stati trattati dai genitori – altre autorità da rispettare?
***
“Ed è così perché l’ho deciso io”, la voce del padre non era alta ma riusciva comunque ad essere minacciosa, “voi non dovrete farvi vedere insieme, mai, e voi sarete una cosa sola. Per comodità, vi chiameremo Carl, perché lui è il più grande e, quindi, è l’originale.”
***
Thomas deglutì, risentendo il tono severo del padre. Dopo tutti quegli anni, essere considerato una brutta copia faceva ancora male. Anche se suo fratello non gli aveva mai fatto mancare l’amore ed il supporto necessario per sopravvivere giorno dopo giorno.
Uno stridio di freni lo costrinse a riportare l’attenzione sulla strada e sull’appartamento del suo ospite. Si rimangiò un sorriso quando vide le macchine in borghese, ma coi lampeggianti accesi, signore e signori, inchiodare sul ciglio della strada, in palese divieto di sosta. Ma tanto voi potete, vero? Quando si tocca uno dei vostri adorati colleghi, o anche quando dovete andare a comprarvi la ricarica di ciambelle, tutto è lecito, giusto? Dietro le due macchine grigie, arrancò, quasi, una gazzella ufficiale, anch’essa con la sirena urlante. Ma Grieg era concentrato sulla prima macchina, perché il pezzo grosso era lì dentro. Mac Taylor scese e marciò dentro al palazzo, senza quasi guardarsi intorno. Thomas rimandò a memoria quello che sapeva di lui: ex-marine, ex-combattente in Libano, ex-poliziotto di Chicago, moglie morta a Ground Zero. Un osso duro, uno di quelli che quando azzannavano non mollavano la presa. Eppure Grieg non era particolarmente preoccupato, perché io ho qualcosa di prezioso ed il caro capo della scientifica non vorrà mai che gli succeda qualcosa di brutto… ed estremamente doloroso.
Con uno scarto di pochi secondi, dalla seconda macchina scese una donna bruna; per Thomas l’arrivo di Jo Danville nella squadra era stato quasi un problema. Aveva annotato ed imparato tutte le abitudini di Stella Bonasera, aveva studiato nei minimi dettagli il rapporto che aveva col detective, e poi, praticamente da un giorno all’altro, se ne era andata. La cosa, oltre ad averlo infastidito terribilmente, gli aveva anche fatto dubitare delle sue capacità: come gli era sfuggito che la Bonasera stesse progettando di andarsene? Ma poi era riuscito a comunicare con suo fratello e si era sentito rinfrancato. Tutto avrebbe funzionato. E fratellone mio, non avevi torto. Fin qui sei stato perfetto.
Thomas sapeva che adesso si trattava solo di aspettare. Purtroppo, non sarebbe mai riuscito a fare domande al poliziotto che si stava occupando della sicurezza in strada ed ottenere risposte precise su quanto stava avvenendo nell’appartamento. Perché era top secret. E forse perché quelli della scentifica speravano che non fosse successo nulla di grave. D’altra parte, Messer è sempre così impulsivo. Non è di certo la prima volta che fa qualcosa di assurdo spinto dall’irrazionalità. Grieg, a causa del suo sistema affettivo sballato, trovava quasi ridicolo il modo in cui Taylor e Messer sembravano bilanciarsi. Ed ancora più assurdo era il modo in cui Flack stava preciso in mezzo a loro. Non riusciva a capire come persone così diverse potessero creare un legame così forte. Ma la cosa gli piaceva e lo intrigava: più stretta era la relazione più tutti loro avrebbero sofferto. Ed ogni poliziotto che soffriva era un dono da non buttare via.
Si guardò intorno, cercando di darsi un’aria leggermente interessata dalle macchine della polizia, ma noncurante allo stesso tempo. Qualcosa urtò la sua caviglia e Thomas abbassò lo sguardo: un pallone rosa shocking. Rialzando gli occhi incrociò quelli scuri di una bimbetta sorridente.
“È il tuo pallone?”
Lei annuì. Thomas si chinò per afferrarlo.
“Eccolo”, le sorrise, affabile. Lei non si mosse, studiandolo da dietro le ciglia lunghe. Si capiva che voleva indietro la sua palla, ma non sapeva se poteva fidarsi.
“Emma!”, una donna si stava avvicinando alla coppia, un po’ intimorita nel notare la figlia vicino a quell’omone solitario. Grieg si girò verso la madre e sorrise anche a lei sperando di non destare sospetti inutili, conscio che, a pochi metri da loro, mezza polizia di New York era al lavoro e, quasi certamente, pronta ad abbrancare chiunque avesse mostrato di essere anche solo minimamente sospetto e fuori luogo.
“Il pallone che mi ha regalato papà…”, la bimba indicò l’oggetto, ancora stretto nelle manone di Thomas.
La madre lo prese senza esitazione, con uno sguardo risoluto. Chissà, forse pure lei aveva addocchiato la volante parcheggiata al di là della strada.
“Dì grazie, Em”, suggerì alla figlia la donna. Così ci allontaniamo veloci, era la fine naturale alla sua frase. Ma Thomas non se la prese.
"Grazie, signore", la piccola chiosò educatamente. Poi, insieme alla mamma, tenendole la mano, si allontanò.
Grieg le osservò per qualche istante: voleva capire se aveva destato qualche sospetto. Ma la donna non si voltò a guardarlo ancosa; chiaro segno che per lei quella piccola avventura nel parco era già dimenticata.
Intanto, attirato dalle macchine della polizia, si era formato un piccolo capannello di persone. Si stavano stringendo attorno ai nastri gialli che il poliziotto in divisa, aiutato da un collega, stava usando per delimitare la zona. Grieg si sentì soddisfatto, era il segno distintivo che era successo qualcosa di brutto. Anche Taylor a la Danville erano in strada. L’uomo si stava guardando intorno con la sua tipica espressione da falco in caccia. Grieg cercò di non dare nell'occhio. Quando l'agente spostò lo sguardo, lui guardò l'orologio e decise che era giunto il momento di andarsene. Non era mai stato pigro.
Tags: character: jo danville, character: mac taylor, character: thomas grieg (oc), fandom: csi: ny, long fic, long fic: tg - ultime venti ore
  • Post a new comment

    Error

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your reply will be screened

    Your IP address will be recorded 

  • 0 comments