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[CSI: NY] - Thomas Grieg: Le sue ultime venti ore - Capitolo 04: Sette ore prima

CAPITOLO 04: Sette ore prima
Alle nove dI mattina, Thomas Grieg sedeva indisturbato ad un tavolino di una piccola tavola calda. Sebbene il locale fosse estremamente accogliente ed ospitale, non era stata questa la ragione che lo aveva spinto ad entrare, sedersi ed ordinare la colazione. Il vero motivo era la vicinanza ad una certa casa, casa il cui abitante era, in quel preciso momento, ospite del poco accogliente Grieg Container.
Thomas dovette rimangiarsi la risatina che minacciava di farlo apparire strano e sospetto. Ma non poteva negare di essere eccitato mentre aspettava di vedere cosa sarebbe successo. Durante lo spionaggio del detective, era venuto più o meno in contatto col gruppo dei suoi amici e sapeva – sapeva – che, prima o poi, uno di loro sarebbe venuto a bussare alla porta del poliziotto. E Thomas aspettava con ansia quel momento. Di più: non voleva perderlo. Era il momento che definiva ufficialmente l’inizio del gioco, il momento in cui il tempo cominciva a scorrere davvero. E poi le facce preoccupate di amici e parenti erano sempre state una cosa che lo attirava parecchio. C’era qualcosa di raro nell’espressione di chi realizzava che una persona amata era in pericolo. Ed è qualcosa che con i pesci non posso vedere mai, perché loro sono sempre immobili nel loro sguardo vuoto, fisso… ma gli esseri umani…
Ah-ah! Grieg si drizzò sulla sedia e si sporse verso il vetro per vedere meglio. Danny Messer, il criminologo amico di Flack si stava avvicinando al portone di casa. Me lo sentivo che il compito sarebbe toccato al biondino... quante volte li ho sorpresi insieme?
Nel frattempo, Messer era già sparito all’interno del palazzo, approfittando della signora che lo aveva lasciato entrare nella hall. Grieg non poteva fare altro che aspettare. Dava al poliziotto circa una ventina di minuti prima che si accorgesse di quanto accaduto. Nella sua mente poteva vederlo salire le scale, suonare il campanello senza ottenere risposta e poi entrare nell’appartamento, perché voi poliziotti impiccioni sapete sempre come entrare nelle case altrui, spacciando anche il gesto come qualcosa di legale ed autorizzato, ed infine stupirsi, e perché no, magari anche spaventarsi un po'. Probabile, visto che Messer sembra estremamente irrazionale quando si tratta di cose a lui care. Quasi senza accorgersene Grieg pensò alla dolce mogliettina di Danny, altro onorato membro della pula, ed alla loro ancora più dolce marmocchietta, altri genitori orgogliosi signore e signori, ma scacciò subito il pensiero: d’altra parte l’allegra famigliola era stata studiata solo per conoscere meglio il suo target.
Ed il suo obiettivo di amici sembrava averne parecchi. All'inizio Grieg aveva pensato si trattassero di relazioni occasionali, dettate dalla semplice necessità di ottenere cose. Perché Thomas, in tutti gli anni che aveva vissuto, non aveva mai capito cosa spingesse persone non legate dal sangue a diventare amici. Lui, infatti, un solo amico aveva avuto.
***
"Hey, fratellino, cosa c'è che non va?", Carl era entrato nella stanzetta spoglia che dividevano e si era trovato davanti Thomas in lacrime e triste.
"Nulla...", l'altro tirò su col naso.
"Dai, stai piangendo! È qualcosa che ha detto papà... o mamma?"
"No... oggi a scuola...", quel giorno, era toccato a Thomas andare a scuola. I genitori decidevano in modo del tutto casuale quale dei due gemelli dovesse seguire le lezioni. Questo causava non pochi problemi ai bambini, che dovevano praticamente studiare il doppio per non restare indietro e per non destare sospetti nei maestri che mai avrebbero dovuto sapere che si trattava di due fratelli.
"Cos'è successo?", dei due, e forse anche perché più piccolo, Thomas era quello più debole ed indifeso. Quello che schivava i colpi con meno facilità.
"Sai Lou? Oggi mi ha spinto di fronte a tutti, io sono caduto e la scuola ha riso di me... perché l'ha fatto? Dice sempre di essermi... esserci amico...", Thomas aveva un tono molto sconsolato.
Carl lo abbracciò un po' goffamente, "Oh Tommy... non credere a tutto quello che ti dicono... non ci sono amici al di fuori di me, tuo fratello. Io non ti tradirò mai e poi mai, credimi, perché abbiamo lo stesso sangue e ci vorremo bene per sempre", il tono di Carl era stato solenne e deciso, e Thomas si era sentito subito rinfrancato.
***
Grieg aveva dovuto constatare con fastidio che le relazioni di Flack sembravano essere profonde e vere. In particolare quel Messer sembrava avere un posto importante nella sua vita. Thomas continuava a chiedersi come due persone potessero frequentarsi tanto senza venirsi a noia. Perché sicuramente si vedono al lavoro, ma poi si incontrano anche fuori. Giusto la settimana prima, Thomas aveva maledetto il detective per essere rientrato dopo le undici di sera. Grieg era stanco ed anche un po' infreddolito per aver fatto la posta all'appartamento del poliziotto per gran parte del pomeriggio. Ed alle unidici e dieci, il paladino della giustizia rientrava a casa, scendendo da un taxi, forse un po' ubriaco, e voltandosi indietro per salutare il fedele Messer, che si stava sporgendo dal finestrino.
Speravo che la loro amicizia si sarebbe affievolita, visto che la bambina sta crescendo, ma nulla. Quei due sembra che non possano stare lontani.
L'attaccamento a Danny ed agli altri poliziotti era stato un problema: cercare di capire qual era il momento giusto per agire quando si aveva a che fare con una persona sempre circondata da amici era difficile. Anche ieri sera ero un po' in dubbio, ma ho avuto fortuna. Molta fortuna. E so che vale doppio. Valeva doppio perché far del male a qualcuno che sembrava così ben voluto creava ondate di dolore come onde impazzite. Era qualcosa che si sarebbe propagato ed avrebbe fatto male a molti. Una ferita profonda, che, una volta chiusa dopo un lunghissimo periodo, avrebbe lasciato una cicatrice brutta e fastidiosa. Sapere che ci sono così tante persone che soffrono sarà la ciliegina sulla torta. Le persone capiranno che legarsi a chi non fa parte della tua famiglia è sbagliato. Solo il sangue conta. Ed anche quello fa male, ma non lo puoi scegliere.
In quell'istante, il biondino ricomparve sul portone. Era al telefono, e sembrava già in preda all'ansia. Thomas sapeva che aveva già avvisato i colleghi e che, tra non molto, sarebbero arrivati lì. Grieg si domandò se Messer non stesse infrangendo qualche protocollo abbandonando la scena e presentandosi sulla strada. Sicuramente sì. Ma è Danny Messer, l'irrazionale. Non ci starà nemmeno pensando. Mi immagino che faccia avrà fatto quando ha visto il sangue sul pavimento. Thomas scosse la testa impercettibilmente. È così umano. Di tutti è il mio preferito. Umano.
Come sentitosi chiamato in causa, il detective si girò verso la tavola calda e per un brevissimo istante, i suoi occhi incrociarono quelli di Grieg. Eccola, la paura, la tensione, e perso come sei nelle tue ipotesi spaventose, non ti renderai nemmeno conto di chi hai guardato – e di chi ha guardato te. Terminò di bere il caffè e si lasciò andare ad un piccolo sospiro soddisfatto. Poi si alzò, lasciando un paio di banconote sul tavolino di formica, proprio come un bravo cittadino comune. Un signor nessuno. Un’ombra. Era ora di proseguire col suo piano. Si allontanò dalla scena con calma. Nessuno si accorse di lui.
Tags: character: danny messer, character: thomas grieg (oc), fandom: csi: ny, long fic, long fic: tg - ultime venti ore
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