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[CSI: NY] - Thomas Grieg: Le sue ultime venti ore - Capitolo 01: Ora

Titolo della storia: Thomas Grieg: Le sue ultime venti ore

Titolo del capitolo: Capitolo 01: Ora

Fandom: CSI: NY

Personaggio principale: Thomas Grieg (OC)

Altri personaggi: Don Flack.

Rating: Rosso

Set In Time: Settembre 2012

Avvertimenti: La storia contiene scene di sangue e violenza. I capitoli più pesanti saranno segnalati. Comunque, se siete troppo impressionabili, sconsiglio la lettura.

Note: Per capire questa storia è necessario aver letto la mia fiction "Venti ore". Questa è la stessa storia, ma raccontata dal punto di vista diThomas Grieg. Lo so, probabilmente non è una cosa troppo interessante o accattivante, ma il progetto mi frullava in testa da un bel po'.

Disclaimer: I personaggi riconducibili a CSI: NY non mi appartengono, ma sono di tutti coloro aventi diritto. Il simpaticissimo Thomas Grieg, la sua famiglia, il suo background e tutto quanto collegato a lui, invece, è una mia creazione. Comunque sia, io non ci guadagno un soldo bucato.

Buona lettura a chi si vuole avventurare.

Capitolo 01: Ora

Il furgoncino scuro svoltò a destra in maniera un po' precipitosa. Alle orecchie di Thomas Grieg giunse un rumore sordo proveniente dal retro, ma lo ignorò. Era molto meglio concentrarsi su Melodie del mare, il suo CD preferito. Gli mancava la grande distesa dell'Oceano. Il mare di New York non era lo stesso; era tutto troppo chic, turistico. Aveva provato a frequentare le spiagge di Rockaways, ma c'erano sempre e comunque troppo rumore e confusione. Agli Hamptons non si era nemmeno avvicinato. Lui voleva il suo Oceano, quello dell'Oregon, quello selvaggio in un certo senso, quello in cui le onde si infrangevano spaventose e libere.

***

"Potrebbe essere rischioso..."

"Magda, è ora che il bambino cominci a fare cose da adulto...", l'uomo afferrò l'occorente che avrebbe dovuto portare in barca. Poi si girò a guardare i bambini che sostavano pazienti in un angolo della stanza. "Carl, andiamo, oggi si pesca", disse, osservando negli occhi il primogenito.

In contemporanea, i due gemelli si mossero, seguendo il padre. Era la norma essere trattati come un unico figlio, era sempre stato così. I due ragazzini si scambiarono un cenno d'intesa: per me, tu sarai sempre altro da me, era quello che gli occhi suggerivano. Era un segreto che non avrebbero condiviso con nessuno.

***

Un clacson urlò la sua irritazione e Thomas sospirò procedendo nel traffico. Gli ultimi tre anni trascorsi senza il suo amato fratello erano stati un inferno. Ora che le persone lo vedevano, dandogli quindi la possibilità di riaffermare la sua identità, lui si sentiva annientato. Forse il modo in cui avevano vissuto da bambini non era stato tanto sbagliato. Forse era stato anche bello poter fingere di non esistere.

Svoltò nel porto e si diresse verso il loro container. Era ancora di loro proprietà, la polizia non l'aveva mai collegato a loro. Si vantano tanto della polizia di questa Città, ma sono solo un branco di incompetenti. Scese dal furgoncino e, dopo aver aperto il portone del container, si apprestò a prelevare il suo prigioniero dal retro. Il detective era ancora incosciente e, durante il viaggio, era stato sballottato a destra contro la fiancata di metallo. Grieg salì a bordo e lo osservò: era incredibilmente pallido, e la sua pelle era ricoperta da un sottilissimo strato di sudore. Sembrava respirare appena, quasi per un'illusione ottica, e Thomas si sentì in dovere di controllare le sue funzioni vitali. Non perché gli importasse, ma solo perché progettava d divertirsi un po' prima dell'inevitabile. Si chinò appoggiando due dita sulla giugulare del giovane: il battito - forse un po' accelerato - era presente. E, a guardare bene, si poteva vedere il suo petto che si alzava e riabbassava con regolarità. Preparandosi, Grieg si puntellò per trovare stabilità e poi si caricò il peso morto di Flack sulle spalle. Non poté sopprimere un verso di disgusto quando notò la macchia di sangue sul tappettino del cassone. Il mio furgone immacolato! Nemmeno il pesce me lo ha mai insudiciato... ah, ma pagherai anche per questo, schifoso...

Pochi minuti dopo, ansimando leggermente, Grieg stava ammirando la sua opera: bloccato ai polsi ed alle caviglie, il detective Don Flack era saldamente immobilizzato sulla sedia precedentemente inchiodata al pavimento. Dormiva ancora, la testa piegata in avanti, a nascondere i dettagli del viso. Thomas rise: a vederlo così, sembrava quasi a suo agio. Ma ci sarebbe stato da divertirsi una volta che l'uomo si fosse svegliato. Prima di andarsene si guardò intorno e, ripensando alle innumerevoli volte in cui lui e suo fratello si erano trovati in una situazione simile, si accertò che il poliziotto non avesse via di fuga. Ho visto ragazzette grandi la metà di questo maledetto riuscire quasi a fuggire, usando una forza sovraumana. E devo fare più attenzione, oggi: questo qui è stato sicuramente addestrato e sa come comportarsi in un'evenienza del genere. Non posso permettere che mi scappi.

Si inginocchiò e strinse ulteriormente il nodo intorno alle caviglie: era un nodo da marinaio, uno di quelli che stringevano se ci si agitava troppo. Ricontrollò anche le manette, facendole scorrere sui polsi di Flack; salivano e scendevano lungo parte dell'avambraccio, ma non riuscivano a superare le ossa delle mani. Le strattonò un pochino, soddisfatto. Il metallo avrebbe retto alla grande. Poi sollevò la testa del suo prigioniero e la tenne a pochi centimetri dalla sua faccia: sarebbe stato facilissimo ammazzarlo così, usando il suo coltello per tagliargli la gola. Thomas sentì quasi il sangue caldo dell'altro inzaccherargli le mani ed inspirò a fondo. Combatti l'impulso, bloccalo. Questo cane deve soffrire e così non avrebbe ciò che merita. Avrai tempo per sfogarti.

Gli lasciò andare la testa che ricadde in avanti senza che Don emettesse alcun suono. Dopo di che Grieg si alzò ed uscì dal container, serrandolo. Era giunto il momento di allontanarsi se non voleva cominciare a sembrare sospetto. Lanciò uno sguardo pieno d'amore verso il mare: controlla tu che non scappi. So che sei dalla mia parte. E se ne andò.


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