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[ER] - Destini Incrociati - Capitolo 17: 1° Round

Bonsoir!
Un po' di avvisi, stasera:
1. Ricordo ai gentili lettori che qui si naviga nell'OOC più sconsiderato. Quindi non provate nemmeno a pensare se mai uno dei personaggi da me utilizzati possa mai dire le cose che gli faccio dire. Perdereste solo tempo prezioso e sfruttereste inutilmente le vostre cellule cerebrali.
2. Nel capitolo che segue c'è un piccolo quiz per gli amanti di ER. E' una sciocchezzuola, che ho scoperto fanno anche gli sceneggiatori veri. Oddio, forse ora non lo fanno più, comunque... 
A chi indovina... *rullo di tamburi*... verrà dedicato il prossimo capitolo! (E che pensavate? Un premio in denaro?!?! Il Croato a casa vostra? Carterino che vi fa un massaggio? Un Dube a disposizione? Un viaggio a Los Angeles? Non scherziamo)

Ma, finiamola qui e...
... buona lettura!
 

1° ROUND

“E guarirai da tutte le malattie

perché sei un essere speciale

ed io avrò cura di te”

La cura, F. Battiato

 

Abby arrivò trafelata. Senza rallentare gettò prima uno sguardo nella sala d’attesa, semivuota, e poi si concentrò sul tabellone. Scorse con gli occhi i nomi: Innes, Kovač, Wyle… Kovač? Si fermò confusa. Cosa ci fa il nome di Luka tra i ricoverati? Ci dev’essere un errore.

“Randy? Ma il Dr Kovač…”

“Oh sì. Si è sentito male. È svenuto, non so. Adesso è ricoverato in Emergenza Due”

“Non si sa perché è stato male?”

“Carter si lamentava che avesse la febbre alta. In effetti, quando è arrivato qui aveva una faccia…”

“Vero”, interloquì Chuny, “ho sentito io Carter che gli consigliava di sdraiarsi. Chissà cosa avrà combinato in giro. Non è più un ragazzino per certi stravizi”.

Abby se ne andò mentre le due continuavano a spettegolare. Era veramente preoccupata. Dopo quella famosa sera non si erano più parlati e adesso aveva paura che il suo bacio e la sua assenza fossero in qualche modo connessi al malore di Luka.

Dopo essersi cambiata si diresse verso Emergenza Due. Si fermò fuori a guardare. Persino dal vetro riusciva a vedere quanto il Croato fosse pallido. Aspettò che i battiti del suo cuore si assestassero e poi entrò. Si sedette sul letto e lo fissò. Aveva una sfumatura leggermente più grigiognola rispetto al cuscino e il viso era ricoperto di sudore. Una flebo faceva cadere poche gocce trasparenti che, percorrendo il tubo, entravano nelle sue vene. Dormiva di un sonno agitato e la sua fronte si corrugava in continuazione. Le sue labbra parlavano parole mute o incomprensibili. Abby gli accarezzò una guancia e si stupì del calore che ne emanava. Deve avere almeno 40° di febbre. Si sentiva impotente e, senza rendersene conto, iniziò a contare i respiri affrettati di Luka. Continuava a sfiorargli le guance, la fronte, le sopracciglia e le labbra, gesti ripetitivi e leggeri che sperava potessero fargli scendere la febbre. In un primo momento non riuscì a smettere di guardare quel volto così bello perso nell’agonia, ma quando alzò gli occhi ne incontrò un altro paio fuori dalla stanza. Uscì e domandò con un filo di voce:

“Cos’è successo?”

“Pensiamo sia una ricaduta di malaria. Adesso dobbiamo tenere la febbre sotto controllo”

“Guarirà?”

“Abby, ha la malaria. Non guarirà mai perfettamente. Ma sono sicuro che supererà questa crisi. Fortunatamente si è sentito male in ospedale… stai bene?”

“È da due giorni che non ci parliamo. Lo sto evitando”

Carter si sorprese:“Perché?”

“L’altra sera sono capitata a casa sua. Ero triste ed arrabbiata a causa di mia madre. Io e Luka abbiamo iniziato a parlare e poi… ci siamo baciati. Me ne sono andata subito”

“Ti ha dato fastidio?”

“No. Se ci ripenso a fondo credo di averlo desiderato. È durato un attimo, ma è stato, non so, bello. Come se avesse spazzato via tutti i casini. Credo di aver pensato che mi sarebbe piaciuto che non smettesse di baciarmi”

Carter non capiva: “E allora? Dov’è il problema?”

“Non posso permettermelo. Non posso perdere la testa così. Non so. Ho paura a stare sola con lui”

Gettarono una rapida occhiata nella stanza e si accorsero che Luka non era solo. Con lui c’era la solerte Sam. Gli stava asciugando il sudore con una pezza e Abby riusciva a leggerle le labbra. Decifrò: “Tranquillo… tutto bene… tesoro”. Poi Sam si chinò in avanti e gli sfiorò le labbra. Prima che Carter potesse fermarla Abby si era già precipitata nella stanza.

“Cosa stai facendo?! Allontanati da lui!”, disse Abby al colmo della rabbia.

“Niente. Mi sto solo occupando di lui”, replicò Sam con studiata innocenza.

“Baciandolo? Sei impazzita? Chi ti credi di essere?”

“Quante storie. A me piace, ok? E poi anch’io non gli sono indifferente. In più, si sa che per Luka basta che respirino…”

“Coooosaaaaa!?!?!”. Era un tuono. “Non hai alcun rispetto. Mi fai schifo. Vattene!”

“Ragazze basta. Siamo in ospedale. Uscite immediatamente. Andate in salottino ed aspettatemi”.

La calma glaciale di Kerry aveva abbassato la temperatura. Uscirono, seguite dal rumore metallico della stampella di Kerry dietro di loro.

Tags: character: abby lockhart, character: john carter, character: luka kovac, fandom: er, long fic, long fic: destini incrociati
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