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[ER] - Dubbi - Capitolo 04/04

Titolo: Dubbi - Capitolo 4/4.
Capitolo 1 - Capitolo 2 - Capitolo 3
Fandom: ER Medici in prima linea
Coppia: Luka Kovac/Abby Lockhart
Prompt: 072: Riparato@ fanfic100_ita 
Rating: Verde
Set in time: Stagione 13; nessun episodio in particolare. Direi i mesi successivi la nascita di Joe, ma prima del matrimonio.
Note: Le frasi in corsivetto sono i pensieri dei personaggi.
Disclaimer: I personaggi utilizzati non mi appartengono, ma sono di chiunque li abbia inventati. Fiction non scritta né pubblicata per fini di lucro.
Tabella: http://drk-cookie.livejournal.com/3641.html


Apre piano la porta. L’ormai familiare odore di borotalco lo avvolge. Sente un groppo in gola. Cammina piano, cercando di non fare troppo rumore. Vuole essere lì e contemporaneamente non vuole. L’ha ferita, d’accordo, ma ritiene di meritarsi un “ti amo”.

Arriva davanti alla porta della camera di Joe. Si ferma, titubante. Sospira. Non andrà da nessuna parte se almeno non prova a parlare con lei.

Spinge la porta che si apre con un leggero, ma pur sempre percettibile, cigolio. Vorrebbe andare a prendere l’olio e sistemarla subito, ma non può. La deve smettere di trovare scuse assurde per tentare di evitare l’inevitabile.

Abby gli sta voltando la schiena. Ha Joe in braccio. La testina del piccolo è sulla sua spalla ed è girata verso di lui. I loro occhi si incontrano. Joe lo riconosce e lancia un urletto di gioia. Luka gli sorride. Abby non si muove, non gli renderà la cosa facile.

“Ciao...”

Adesso si gira e lo fissa per un attimo. Luka non riesce a leggere il suo sguardo; lei è completamente sulla difensiva.

“Ciao”

Si guardano e sospirano. Rimangono fermi, due cowboy pronti ad affrontarsi.

“Dove sei stato?”

“Avevo un turno, questa mattina...”, Luka detesta puntualizzare l’ovvio almeno quanto Abby detesta quel suo tono ironico.

“Intendevo ieri sera”

“In giro”

“In giro? Ma che risposta è? Non ti rendi conto che sei uscito così, senza nemmeno prendere il cellulare, e hai lasciato me e tuo figlio qui da soli?”

“Ok, ho passato la notte vagando senza senso per le strade, fino ad arrivare al mio vecchio albergo...”

Abby è confusa e lo fissa aspettando delle riposte. Si rende conto che il problema di comunicazione tra loro non è poi così insignificante come credeva.

“L’albergo, Abby, dove tutto è iniziato... dove noi siamo iniziati. Ho pensato a quella prima sera e...”

“E?”

“E se abbiamo trovato la forza di crederci allora, dobbiamo farcela anche adesso. Tanto più che abbiamo un figlio e ci conosciamo meglio”

“Abbiamo? Dobbiamo? Luka, vorrei solo farti notare che è partito tutto da te. Io non ha mai messo in dubbio niente. E quindi il plurale che hai usato è del tutto fuori luogo”

“Non avrò alcun aiuto da parte tua, vero?”

“Non vedo perché. Andava tutto bene e poi tu hai tirato fuori questa storia”

Luka rimane zitto per un attimo. Non gli piace passare per l’unico colpevole. Anche Abby ha commesso i suoi sbagli. Si guardano ancora, i volti tesi che si sfidano senza cedere. Dalla sua comoda postazione Joe emette uno sbadiglio, la bocca aperta in una piccola e perfetta “o”. Abby e Luka lo osservano e sui loro visi si stempera, anche se solo momentaneamente, lo sguardo duro, per lasciare spazio alla tenerezza. Lo amano, quel bambino. E farebbero di tutto per lui.

“E' ora di fare la nanna, eh piccolino?”

Luka sorride. L’emozione che prova quando Abby usa quel tono è indescrivibile. E quel sorriso così dolce mentre parla al suo bambino è da brividi. Quel sorriso, che prima era il suo e che adesso divide con Joe. Luka realizza che forse Kerry non aveva tutti i torti. Nemmeno lui è immune dalla gelosia.

Abby accarezza la guancia di Joe e si accorge di quanto i suoi occhi siano uguali a quelli di Luka, con quelle ciglia scure e lunghissime. La bocca, però, è la sua, così come il naso. Sono loro due, quel bambino. E il piccolo ha preso le cose migliori da entrambi. Il pensiero la fa stare meglio. Bacia Joe, lo mette nella culla e rimane a fissarlo per un attimo: sta già quasi dormendo.

Si gira verso Luka e non si stupisce nel vedere che la sta fissando. Ma non ha la stessa espressione offesa di prima. Lei ricambia il suo sguardo. È uno sguardo che parla, che racconta tutto quello che forse non riusciranno mai a dirsi.  Abby si siede sullo stesso divano da cui avevano chiuso il primo atto. Lui le si siede accanto, sempre senza toccarla, sempre lontano, ma più vicino della sera prima. Stanno in silenzio così e non fa nemmeno troppo male. La verità è che nessuno sa veramente come dire quello che c’è da dire.

Luka sospira, gli occhi bassi, la voce distante: “Volevo solo sentirmelo dire…”

“Mi hai quasi obbligata a dirlo. Non è stato carino da parte tua”

“Abby, senti… mi dispiace. È che sono insicuro, capisci? È come se mi mancasse qualcosa… ma io lo so…”

“Da dove ti arriva tutta questa nuova saggezza?”

“Kerry… e poi ho pensato che abbiamo un figlio e non possiamo continuare a non dirci le cose”

Lei sorride, un sorriso simile a quello rivolto un attimo fa a Joe, “Buffo… è esattamente la cosa che ho pensato io ieri sera. La cosa che mi ha spinto qui a parlare con te. Forse non è una cosa così irrecuperabile, no?”

Adesso è Luka che sorride. In un modo o nell’altro si trovano sempre. “A volte vorrei dirti delle cose, ma poi penso che siano troppo assurde”

“Tipo?”

“Una canzone che mi cantava mia madre, i giochi che facevo con mio fratello…”

“Non sono cose assurde. Contribuiscono a renderti la persona che sei. Io le ascolterò volentieri se e quando vorrai dirmele”

“Non siamo troppo grandi per sognare?”

“Non direi, Luka, non direi. Abbiamo tutta la vita di Joe davanti”

“Saremo sempre qui, vero? Sarai sempre qui, vero?”

Lei lo guarda e vede che ha gli occhi lucidi. Capisce finalmente cosa si celava dietro quella sua richiesta insistente, che sapeva così tanto di obbligo. Capisce quello e capisce anche un’altra cosa: lei sarà lì sempre perché vorrà esserci. Non vorrà essere da nessun’altra parte. Scuote la testa per un attimo: loro due, che coppia disperata. E chissà quante volte ancora avranno discussioni come quella. Ma, come le ha appena detto lui, si troveranno ancora. Perché loro due si trovano sempre. L’una è la direzione dell’altro.

“Ti amo, Luka. Ti amo davvero”

Lui si gira verso di lei e capisce che non lo dice solo per chiudere la discussione, che non lo ammette solo per farlo contento. Lo dice perché è l’unica cosa che ha senso, l’unica cosa che c’è da dire in quel momento, l’unica cosa che è vera. Sospira come se i suoi polmoni avessero ripreso improvvisamente a respirare.

Allunga un braccio verso di lei e le stringe la mano, ma forte, come se quella fosse l’unica cosa importante. Lei sente le sue dita, la sua pelle calda e si accorge di non avere più freddo.

Sorride e lo guarda. Non si stupisce di vedere che anche lui le sta sorridendo.

 

Tags: character: abby lockhart, character: luka kovac, community: fanfic100_ita, fandom: er, long fic, long fic: dubbi, pairing: luby
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