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[CSI: NY] - Venti ore - Capitolo 12: Un'ora prima

Capitolo 12: Un'ora
prima



Mac si passò una mano sugli occhi. Era
stanco, frustrato e gli era venuta pure l'emicrania. Seduta sulla sedia di
fronte, Jo sapeva cosa avrebbe dovuto dirgli. Prenditi una pausa, fatti un
riposino, mangia qualcosa che non provenga da un distributore automatico, bevi
qualcosa che non sia il terribile caffè della sala break.
Tutti suggerimenti più che sensati, solo che non
riusciva a pronunciare le parole. E non solo perché Mac non le avrebbe dato
retta, ma anche – e soprattutto – perché erano passate circa diciannove ore
dalla presunta data del sequestro e, a parte un nome collegato ad un uomo morto,
non avevano nulla.
Nemmeno una stupidissima richiesta di riscatto.
Anche se Sinclair si è già preso il disturbo di ricordarci che la polizia non
paga i riscatti, nemmeno per salvare uno dei propri uomini.


Cosa ti ha detto
Adam?”


I bambini sono
nati nell'Oregon a Salem, parto in casa. Adam è risalito alla levatrice, Hannah,
ed è riuscito a parlare con lei. Ora è una donna anziana, in pensione, ma si
ricorda bene di quanto avvenuto in casa Grieg: pare che la madre ed il padre di
Thomas e Carl fossero terrorizzati dalla nascita di due
figli...”


La maledizione dei
gemelli”, Jo ne aveva solo sentito parlare e le era sempre parsa una cosa un po'
assurda e difficile da credere.


Hannah ha dovuto
redarre un doppio certificato di nascita, ovviamente, ma ha promesso che non
avrebbe rivelato a nessuno la sciagura avvenuta in quella casa”, Mac si
sfregò ancora gli occhi e poi inghiottì con una smorfia un sorso di caffè freddo
ed amaro.


Sciagura?”, la
Danville era incredula ed anche un po' orripilata.


Questo il termine
che ha usato papà Grieg”


Non posso nemmeno
immaginare l'infanzia dei due piccolini...”, Jo sospirò scuotendo la
testa.


Questo non
giustifica quello che hanno fatto a quelle giovani donne”, o quello che uno
di loro sta probabilmente facendo a Don,
commentò Taylor con voce dura.


Jo non si lasciò
intimorire: “Lo so, è solo che...”, che cosa? Che così è meglio perché si può
cercare una giustificazione? Lo spieghi tu a Flack, se mai potrai spiegarglielo?

La donna rabbrividì, “Che... nulla”.


Per qualche minuto,
nessuno dei due parlò più. In sottofondo si sentivano i rumori del laboratorio:
computer che elaboravano dati; porte che venivano chiuse; passi sul pavimento;
telefoni che suonavano; un tecnico che passava lungo il corridoio ridacchiando.
Mac bevve ancora un po' di caffè, innevorsendosi all'idea che ci potesse essere
qualcuno che si sentiva in vena di divertirsi.


Carl è stato
arrestato grazie al DNA, vero?”, Jo spostò di nuovo l'attenzione sul
caso.


Già... in centrale
ha confessato. Corrispondeva tutto. Abbiamo trovato gli strumenti di tortura a
casa sua, siamo entrati nel magazzino del porto e c'erano tracce delle vittime.
Ma nessuna traccia del fratello, perché, evidentemente, siamo stati troppo
disattenti con la raccolta delle prove!”, Mac sbatté un pugno sul tavolo,
travolto da un improvviso impeto di rabbia verso se stesso.


Jo allungò una mano
verso di lui: “È stato un anno difficile, per voi”


E nemmeno questa
deve essere una giustificazione”, Mac era sempre duro – forse troppo – con se
stesso. Guardò la sua collega negli occhi ed abbassò la voce: “Durante la
ricerca di Grieg io studiavo Flack, volevo essere sicuro che non crollasse di
nuovo, che ce la facesse”, tacque un momento, pensando alle implicazioni
di quanto aveva appena detto, “E così adesso, non solo sto ammettendo di aver
fatto un lavoro poco dettagliato, ma sto anche dando la colpa a lui. Ci manca
solo che dico che se l'è andata a cercare e faccio
l'en-plein”.


Jo si sentiva quasi
indifesa: non sapeva cosa rispondere. Non era mai stata testimone di quel lato
di Mac. Ma doveva ammettere che, dopo l'avvento di Christine e la sparatoria, il
capo della scientifica sembrava più umano. Come se, di fronte al loro
gruppo ristretto, non sentisse più il bisogno di indossare la maschera
d'imperturbabilità che aveva quando si erano conosciuti. E questa non era
necessariamente una brutta cosa. Decise di rimanere sul caso: “E le
impronte...”


Non ce n'erano, a
parte quelle delle vittime. Se avessimo cercato meglio le avremmo trovate ed
avremmo capito che si trattava di due persone diverse”


Forse”, intervenne
lei, per cercare di bloccare il fiume costante di senso di colpa. “Erano in due,
furbi, abituati a vivere, pensare, agire come un'unica persona. Ciò che è strano
è che non si siano consegnati entrambi”


Anche se solo di due ore, Carl era il
fratello maggiore”


Istinto di
protezione”, Jo annuì.


E quando Carl si è ucciso, Thomas ha
capito che era giunto il momento di vendicarsi con il presunto colpevole:
Flack"


Comunque credo che sappia che non
potrà salvarsi in nessun modo ormai. Se è furbo come crediamo, sa che il
sequestro di un poliziotto non è una cosa da poco...”


Lui non vuole salvarsi”, Mac
ribatté con determinazione, “Ma pagherà, e lo farà da vivo”


Qualunque altro
commento fu spazzato via da Danny: entrò spalancando la porta con entusiasmo.
Era la prima volta dal rapimento del suo migliore amico che agiva così. Mac lo
guardò alzando un sopracciglio.


Analizzando la
foto dei due fratelli abbiamo controllato lo sfondo: sulla destra si vede un
angolo del vecchio magazzino, ma sulla sinistra...”, Danny consegnò la foto
ingrandita al suo capo, “... c'è un container. Abbiamo decifrato i numeri:
91165, la data di nascita dei Grieg. Abbiamo chiamato il porto per sapere
chi fosse il proprietario e – BOOM! - il container appartiene ad una non meglio
identificata società chiamata Barracuda Inc”, Danny concluse con un
sorriso.


E le scaglie del
barracuda sono quelle che hanno incastrato i fratelli... ottimo
lavoro”


"E c'è di più: il
container si trova attualmete al porto, banchina 29", il sorriso di Danny si
allargò.


Mac si alzò,
“Andiamo. Danny, Jo, ci troviamo qui sotto tra mezzora. Portatevi tutto
l'occorente per intervenire”, li guardò uscire ed afferrò la cornetta:
“Scagnetti?”, non aspettò la conferma dall'altra parte, “Abbiamo il posto. Forma
una squadra, mi raccomando, che siano gli uomini migliori, sai cosa rischiamo”,
agganciò e prese pistola e distintivo, assicurandoseli alla cintura. Stiamo
venendo a prenderti, Don.



So che è impaginata da schifo, ma LJ non è collaborativo. E la cosa mi ha stancato.


Tags: character: don flack, fandom: csi: ny, long fic, long fic: venti ore
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